Via libera del Consiglio regionale della Toscana al percorso istituzionale finale per la fusione dei comuni di Castel San Niccolò e Montemignaio. Con l’ordine del giorno approvato oggi (e collegato alla proposta di legge “Istituzione del Comune di Castel San Niccolò Montemignaio”) l’Assemblea toscana ha espresso “orientamento favorevole” alla fusione e si è impegnata “ad adottare la deliberazione di indizione del referendum consultivo delle popolazioni interessate”. La decisione fa seguito alla delibera della giunta regionale che prendeva atto della volontà espressa dai sindaci dei due comuni e dai rispettivi consigli comunali.
«Sono molto soddisfatto per la nuova importante tappa superata verso la fusione dei due comuni – commenta Vincenzo Ceccarelli, consigliere regionale Pd – Ora saranno i cittadini a doversi esprimere mediante il referendum consultivo e mi auguro che anche in questo caso si possa fare ancora un passo avanti. Il comune di Castel San Niccolò Montemignaio potrà portare diversi benefici proprio ai cittadini: in termini di efficienza dei servizi, produttività della macchina amministrativa e razionalizzazione dei costi. Inoltre, grazie alla fusione sarà possibile attingere alle risorse finanziarie regionali predisposte proprio per i processi di integrazione tra gli enti. Il nostro impegno per pervenire a questo risultato – conclude Ceccarelli – dimostra che non c’è mai stato alcun pregiudizio da parte nostra sulle fusione degli enti, perché in questo caso, a differenza della vecchia proposta riguardante i comuni del Casentino, si tratta di una unione meglio calibrata e sicuramente più equilibrata».

Il nuovo comune conterà 3.315 abitanti, meno di Soci e avrà comunque un territorio molto grande. Comuni simili dicono di non poter andare avanti, ma per questa soluzione qualcuno dice che “potrà portare diversi benefici proprio ai cittadini: in termini di efficienza dei servizi, produttività della macchina amministrativa e razionalizzazione dei costi”. Mah!
Non vediamo come si possa essere soddisfatti di questo piccolo e insignificante cambiamento che non sposta di una virgola i problemi di questi già piccoli comuni: ora sono un piccolo comune appena un po’ più grande, insomma l’unione di due debolezze. Forse l’unico che può essere davvero contento è il sindaco di Strada Renzetti che, ormai vicino alla perdita della poltrona, potrà così ricandidarsi.
Avanti così, verso il futuro…