Inizia con questo articolo la rubrica fissa tenuta da Gianni Marmorini; sacerdote, studioso della Bibbia, uomo del nostro tempo, difensore degli umili…

Sono molto grato a CASENTINO2000 di avermi ospitato fra le sue pagine con l’intervista di Francesco Benucci per il mio libro su Isacco. E così ho pensato che sarebbe stato bello provare ad iniziare un colloquio, se così si può chiamare, con i lettori del mensile sugli argomenti che da quel libro e, ancora di più, dalla Bibbia stessa potevano nascere o essere ricondotti. Il mio interesse, ma dovrei proprio dire il mio amore per la Bibbia è nato da quando ho intrapreso il viaggio fra le pagine del libro più famoso al mondo (almeno per quanto riguarda l’Occidente), ma allo stesso tempo forse il meno conosciuto.
Il più famoso e il meno conosciuto? Com’è possibile?
Eppure una brevissima ricerca su Wikipedia ci dice che la Bibbia è stata pubblicata nelle 600 lingue più parlate al mondo, ma di più, è stata tradotta, parzialmente o per intero, in 2.355 lingue (nel mondo se ne contano fino a 6.700): è certamente il libro più tradotto e più stampato al mondo. Se invece facciamo l’indagine per scoprire quanti fra coloro che la posseggono anche la leggono e la conoscono, allora le percentuali si fanno estremamente deludenti e disarmanti. Diciamolo chiaramente: i lettori della Bibbia sono pochi, molto pochi. Forse anche tra “gli addetti ai lavori”, i religiosi, non si annoverano molti grandi lettori, certo non posso parlare per tutti i preti, ma posso farlo per me e io non ho letto tutta la Bibbia, forse neanche la metà. Nella chiesa stessa non si è troppo preoccupati che i credenti aprano le pagine del libro sacro, sembrerebbero altre le priorità (la messa, la confessione …) e così il rapporto con la Sacra Scrittura resta solo sullo sfondo. Difficile quindi spiegare l’abisso tra la straordinaria importanza di questo libro e la sua risonanza così scarsa. La Bibbia è un libro sacro, ma a prima vista, anche per rispettare la laicità di questo mensile, direi che è anche un libro “strano”. Strano perché ebrei e cristiani si rifanno ad esso per professare poi fedi differenti. I musulmani hanno il Corano che però riprende gran parte dei racconti e dei personaggi biblici, ma anche qui le storie bibliche non sembrano provocare cammini di unità e di pace. All’interno della cristianità: cattolici, ortodossi, protestanti, evangelici, valdesi, battisti, anglicani, metodisti, avventisti … tutti ci rifacciamo alla Bibbia eppure siamo sempre tutti così divisi! E ognuno di noi crede di aver più ragione degli altri. E poi ci sarebbero anche i Testimoni di Geova, i mormoni, i quaccheri … accidenti non si finisce più!
Senza un ordine preciso e senza un programma dettagliato vorrei provare ogni mese a dire qualcosa su questo libro speciale. La Bibbia raccoglie storie (quelle di Abramo, Isacco e Giacobbe) che forse arrivano addirittura dal periodo del Medio Bronzo (2200-1550 a.C.), ci sono voluti più di mille anni per scriverla, le pagine più antiche sembrano essere quelle che raccontano le imprese di una donna, Debora (intorno al 1000 a.C. nel Libro dei Giudici capp.4-5), le più recenti sono quelle del libro dell’Apocalisse (intorno al 100-150 d.C.). Centinaia di autori nel corso di questi secoli, praticamente sconosciuti, innumerevoli redattori che epoca dopo epoca hanno ripreso, modificato e corretto i testi che nel tempo sono diventati sacri, copiatori che sino all’invenzione di Gutemberg (1445: il primo libro al mondo ad essere stampato fu proprio la Bibbia) scrivevano su fogli di papiro, su cocci e su pergamene parole che hanno il sapore dell’eternità.
Questa opera immensa e straordinaria ha un titolo: “La Bibbia”. Secondo la grammatica italiana si tratta di un nome femminile singolare. Ma è veramente così? In realtà questo sostantivo ha un’origine complessa: viene dal greco biblion che significa non libro, ma più umilmente libretto. È un neutro, né maschile né femminile. Siccome la Bibbia è composta da tanti piccoli libri (76) la raccolta veniva chiamata con il plurale Biblia, “libretti”. Potrebbe sembrare una notizia tecnica per addetti ai lavori, ma dire che la Bibbia non è un libro, ma tanti libri segna una differenza importante: è un libro plurale, non singolare. Ci sono tante voci e ci sono tante idee che discutono fra loro. È un libro plurale che però sa stare insieme. Gli uomini, invece, in prima fila i credenti, cercano la sicurezza del pensiero monolitico, babelico potremmo dire, non riuscendo a riconoscere nell’altro un compagno di viaggio. Nel nostro percorso cercheremo di scoprire la bellezza di questo titolo.
E mi piacerebbe tanto che, attraverso il giornale, si creasse davvero un dialogo su cosa a voi lettori interessa davvero.

Potete inviare le vostre domande e riflessioni a Don Gianni Marmorini.
Scrivete una mail a: lettere@casentino2000.it

(tratto da CASENTINO2000 | n. 302 | Gennaio 2019)