di Melissa Frulloni – Qualche tempo fa, abbiamo notato sul Corriere della Sera fiorentino, un interessante articolo che titolava: “Dalla Regione fondi per portare dottori su isole e montagne”. All’interno si parlava di un accordo siglato tra la Regione, nella persona dell’assessore alla salute Stefania Saccardi, e i sindacati Cgil e Anaao (Associazione Medici e Dirigenti del SSN). Un pacchetto “da otto milioni di euro, per finanziare l’attività aggiuntiva dei medici e contribuire ad abbattere le liste d’attesa, per restituire alcune decurtazioni di stipendio e per dare incentivi ai dottori per andare a lavorare negli ospedali e negli ambulatori “periferici”, sempre più a corto di specialisti: dai piccoli ospedali di provincia o di montagna, fino all’isola d’Elba.”
E la prima cosa che ci è venuta in mente leggendo questo articolo è stato il nostro Ospedale, quello del Casentino; senza Punto Nascita, con un pronto soccorso ridotto all’osso e con diversi medici “storici” prossimi alla pensione. Infatti, il pensionamento di tre importanti medici del nostro Ospedale, come il Dott. Santoro, il Dott. Galastri e il Dott. Rinnovati, è stato argomento di discussione tra i casentinesi, certamente preoccupati del futuro dell’Ospedale. Qualche mese fa, per fare chiarezza su questa situazione avevamo chiesto alla Asl come e quando sarebbe stata prevista la sostituzione di queste importanti figure professionali, fondamentali per la sanità della nostra vallata. La Asl ci aveva spiegato che “è volontà di questa Azienda reintegrare tutte le figure professionali come dimostrato dall’avvio di tutte quelle procedure che hanno questa finalità.” Pare infatti che la Asl abbia indetto i concorsi di cui dovremo vedere i frutti già all’inizio di questo anno nuovo. Ovviamente ce lo auguriamo, ma purtroppo dobbiamo fare i conti con il fatto che sono pochi i medici che vogliono venire a lavorare in Casentino. Sì, perché come immaginerete l’ospedale di vallata non è gettonatissimo tra i nuovi medici. Quelli che devono ancora farsi una carriera cercano un posto in cui imparare, crescere, vedere più casi possibile, ma soprattutto lavorare in una struttura che faccia curriculum, con un nome conosciuto e importante. L’Ospedale del Casentino purtroppo non è una di queste e sono sempre più i medici che preferisco andare a lavorare altrove. La strada di fondovalle e il nostro trenino poi fanno il resto.
Anche se sembra che i sindaci e la dirigenza Asl non vogliano ammetterlo, il nostro è un ospedale periferico, situato in una zona disagiata, in una realtà complessa, articolata in un territorio ampio che comprende tantissimi paesi di montagna, sparsi nel Parco, da cui arrivare ad Arezzo risulta sempre più difficoltoso (grazie alla strada che ci ritroviamo!). Nonostante tutto il punto nascita ce l’hanno chiuso e il nostro Ospedale soffre dei tantissimi problemi che purtroppo tutti conosciamo molto bene.
L’accordo della Regione, di cui vi parlavamo all’inizio dell’articolo, però ci ha dato una speranza.
Se i medici fossero incentivati a venire a lavorare in ospedali periferici come il nostro, se qui percepissero stipendi più alti, forse anche in Casentino, si potrebbe ricostituire una buona squadra di professionisti che potrebbe sostituire quella andata in pensione e non solo.  A noi questo ragionamento è venuto subito in mente. E ai nostri politici? Ai sindaci di vallata?  Sì, proprio quelli che hanno chiuso il punto nascita, avranno pensato che questa potrebbe essere un’opportunità per la sanità casentinese? Ma soprattutto, l’ospedale del Casentino potrebbe rientrare nell’accordo firmato dalla Regione? Se si, chi e come dovrebbe attivarsi per richiedere questi fondi?

Abbiamo girato queste domande all’assessore Stefania Saccardi, al Sindacato Anaao e alla Asl.
L’assessore ci ha spiegato che “l’accordo firmato il 19 novembre scorso dal presidente Enrico Rossi e dalle organizzazioni sindacali della dirigenza medica, prevede la possibilità per le Aziende Sanitarie toscane di utilizzare maggiori risorse del loro budget per il finanziamento di particolari progetti che richiedono un impegno aggiuntivo da parte dei medici.  Le Asl e le Aziende Ospedaliere dovranno predisporre progetti finalizzati innanzi tutto a ridurre le liste d’attesa, a migliorare il governo della spesa per farmaci e dispositivi medici ed a raggiungere altri importanti obiettivi fissati dalla Regione. Oltre a ciò, l’accordo prevede che le Aziende possono disporre anche di un ulteriore budget di 1.600.000 euro complessivi utilizzabili, insieme ad altri strumenti di valorizzazione professionale, per incentivare il personale medico impiegato in proiezione presso sedi periferiche o disagiate. Anche per utilizzare questo ulteriore budget le Aziende dovranno predisporre dei progetti finalizzati a risolvere le specifiche criticità dei loro territori.”

Flavio Civitelli, Segretario Regionale Anaao Assomed Toscana, ci ha spiegato che il Sindacato ha voluto fortemente questo accordo: “Lo difenderemo in tutte le sedi. Non sempre l’applicazione delle norme regionali trova una puntuale applicazione in periferia, il nostro impegno sarà quello di stimolare ogni giorno le aziende ad una corretta attuazione che valorizzi i medici migliori.” Inoltre, ci ha spiegato che, dal punto di vista tecnico, la disponibilità dei fondi, “é ancora in attesa di una delibera regionale che impegni la spesa nel bilancio della Regione, questo è il primo importante passaggio che dovrà essere assunto quanto prima se vogliamo iniziare a lavorare da gennaio.”
E non possiamo che essere d’accordo con il Sindacato! Questo è un passaggio da fare quanto prima in modo che tutte le realtà che ne hanno l’opportunità, possano attivarsi per ottenere questi fondi; anche in Casentino, come ci conferma Anaao, dato che il nostro Ospedale potrebbe rientrare in questo accordo. Per il Sindacato questa sarebbe l’occasione per “garantire medici esperti portatori di competenze di alta specializzazione, che dovrebbero affiancare i medici presenti in modo stabile nella struttura con il valore aggiunto di uno scambio virtuoso di competenze sempre aggiornate.”
Insomma anche per Anaao questo accordo potrebbe servire a rendere più efficiente il sistema sanitario regionale toscano che, come ci ha spiegato Civitelli, “finalmente, riconosce nei medici pubblici una risorsa flessibile e a basso costo. Il finanziamento potrebbe favorire la mobilità professionalizzante dei medici, che, valorizzati attraverso incarichi professionali e altri incentivi, potranno spostarsi all’interno di reti cliniche organizzate, nei diversi ospedali del territorio garantendo l’accesso alle migliori cure nelle sedi più prossime a quelle di residenza dei cittadini.”

In merito all’accordo abbiamo sentito anche la Asl che però preferisce non esporsi dato che ancora manca la delibera regionale e quindi, come ci hanno detto, non si possono sapere né i destinatari dei fondi stanziati, né l’iter per richiederli. Peccato, perché gennaio è già arrivato, ma sia l’accordo della Regione che i concorsi Asl per assumere nuovi medici per l’Ospedale del Casentino, sembrano davvero molto lontani dal trovare una pratica attuazione.
In teoria l’accordo siglato è davvero interessante e potrebbe essere molto utile anche per il nostro Casentino. Nella pratica dovremo vedere se a tutte le parole pronunciate dalla Regione, seguiranno i fatti, la delibera regionale in primis e poi la pratica attivazione di questi fondi. E poi, sperare che la nostra vallata non si faccia scappare questa occasione e che chi deve si impegni per riportare i medici nel nostro Ospedale. Le tempistiche date, però ci sembrano un po’ troppo ottimistiche… Siamo abituati ai tempi lunghi della sanità e questo non ci spaventerà più di altri. Siamo convinti che l’accordo sia un gran bella opportunità per la nostra vallata e ci impegneremo a monitorare la situazione per verificare la sua reale attuazione o meno.
Vi terremo sicuramente informati, sperando che il 2019 ci aiuti a concretizzare i buoni propositi legati alla nostra sanità.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 302 | Gennaio 2019)