di Mauro Meschini – Lo scorso anno, il primo dell’era Santini e del carrozzone, era iniziato con le delibere che affidavano al segretario-direttore generale il comando supremo del nuovo ente, fortemente voluto dai vertici Pd del Casentino. Peccato che le osservazioni della Corte dei Conti abbiano costretto a fare repentini dietro front e a cancellare il castello di carte che in pochi mesi era stato costruito dal solito gruppo di occupa poltrone.
Quest’anno, se è possibile, si è iniziato in un modo ancora peggiore: dopo le critiche di un nutrito gruppo di dipendenti, che hanno costretto anche la Regione a occuparsi di quello che sta succedendo nella nostra vallata, si inizia a buttare fuori le voci fuori dal coro. Così Simone Borchi, il dirigente che fin dall’inizio ha criticato l’operato degli attuali vertici di Ponte a Poppi, viene di fatto licenziato, o meglio, viene considerato “personale in eccedenza”. Un terminologia ipocrita che cerca di nascondere le vere motivazioni di questa decisione: mettere il bavaglio al dissenso.
In fondo è quello che il PD da sempre cerca di fare con chi non si piega e non accetta quanto imposto dal potere dominante, ne sappiamo qualcosa anche noi e non dimentichiamo certo quanto è stato detto e fatto contro il nostro giornale.
Per quanto ci riguarda esprimiamo la nostra solidarietà al Dott. Borchi e a tutti i dipendenti dell’Unione dei Comuni che hanno avuto il coraggio di esprimere il proprio disagio e le proprie idee. Temiamo che anche loro siano in pericolo e siamo consapevoli del fatto che sicuramente in questi mesi, per quanto hanno affermato nelle loro lettere, devono essere stati sottoposti a più di una pressione e minaccia.
Devono sapere che non sono soli e che in Casentino ci sono tante persone che non accettano più questa situazione!
Adesso è il momento di dimostrarlo… e magari anche il 24 e 25 febbraio quando andremo a votare!