Come volevasi dimostrare, i Patti Territoriali sono la più grande bufala degli ultimi anni messa in atto in Casentino ai danni dei Casentinesi. I Sindaci l’hanno accettata colpevolemente senza batter colpo. Ora, qualcuno, finalmente si sveglia?

Il Sindaco di Chiusi della Verna interviene sulla questione della mancanza dei medici di famiglia in Casentino, rilevando che in questi giorni la carenza di organico sta causando problemi soprattutto agli ambulatori del territorio comunale chiusino: “Da qualche giorno – spiega Tellini – si vedono lunghe file di pazienti davanti all’ambulatorio di Corsalone. Le mancanze di altre zone in pratica ricadono sui nostri utenti, e questo è inaccettabile. Mi chiedo dove sia la programmazione, in un mondo dove per definizione prevenire è meglio che curare. Il pensionamento di alcuni medici non è un’emergenza ma un fatto che deve essere risolto, appunto, in programmazione. Altrimenti a pagarne le conseguenze sono sempre i più deboli, come anziani e famiglie con bambini”.

Nel Comune di Chiusi della Verna ci sono quattro ambulatori, su un territorio che è il più vasto fra i Comuni del Casentino: il medico riceve a Chiusi della Verna, Corsalone, Corezzo e Rimbocchi. “Praticamente un giorno a settimana per ogni località. Impossibile pensare di aggiungere altri pazienti, magari allo scopo di risparmiare perché i numeri di legge consentono di aumentare la cifra degli assistiti. Invece oggi molti dai centri vicini vengono dalla dottoressa che lavora nel nostro Comune, lei ovviamente non ce la fa a gestire tutti; e la conseguenza è che ieri lei stessa mi ha comunicato la sua intenzione di non fare più ambulatorio in Vallesanta. Ma come Amministrazione non staremo certo a guardare”. A questo scopo il Sindaco porterà un apposito ordine del giorno anche all’attenzione del prossimo Consiglio Comunale. “Si torna sempre al solito discorso”, insiste Tellini, “I servizi si tolgono proprio là dove servono di più. Non solo vogliono far sparire i piccoli Comuni, ora spariscono anche i servizi essenziali. Ma non dovevano servire ad evitare questo i famosi progetti per le Aree Interne? Che fine hanno fatto quei soldi tanto promessi e sbandierati?”.

Tellini è un fiume in piena: “Sono giornate di grande caldo e afa, i medici raccomandano fino alla noia, soprattutto ad anziani e bambini, di stare in casa evitando di uscire nelle ore più calde; poi magari li obbligano a fare ore di coda per aspettare il proprio turno davanti a un ambulatorio. E il prossimo inverno allora? Chi si deve far carico di portare una persona anziana a farsi curare da un medico di famiglia che se ne sta chissà dove? In tutto questo trovo, oltre a una palese incongruenza, anche una sottile furbizia, che tuttavia non resterà sottaciuta. Sulla sanità i nostri territori hanno già dato. Non è bastato quello che abbiamo accettato sull’ospedale del Casentino? Ecco, io dico invece che da oggi si devono cercare altrove le soluzioni e non più a spese dei territori montani svantaggiati”.