di Mauro Meschini – Il caso di uno striscione che era stato rimosso a Stia, ci aveva spinto poche settimane fa a parlare, sulle edizioni online e cartacee di CASENTINO2000, della triste vicenda di Giulio Regeni e della verità che ancora è negata sulla sua morte.

Ma mentre a gran voce si chiede giustizia per quell’atroce delitto, un altro ragazzo, Patrick Zaky, studente dell’università di Bologna, da un anno è chiuso nelle carceri egiziane, lo stesso Paese chiamato in causa per il caso di Giulio Regeni.

Quello che sta accadendo a Patrick Zaky è una violazione palese dei diritti umani, quelli che sulla carta sono riconosciuti, ma che nei fatti sono spesso sistematicamente ignorati.

Questa vicenda coinvolge particolarmente l’Italia, Patrick è uno studente del nostro Paese, il simbolo di legami e contatti che vanno oltre le frontiere, nel nome del più alto valore della solidarietà, della fratellanza  e dell’affermazione dei diritti.

Anche i genitori di Patrick Zaky si sono uniti alla richiesta di Amnesty International per la concessione della cittadinanza italiana al figlio, una richiesta che non possiamo non sostenere apertamente.

A questo scopo vorremmo che anche dal Casentino fossero lanciati messaggi forti e chiari, anche dalle Amministrazioni, attraverso la concessione della cittadinanza onoraria a Patrick Zaky da parte di tutti i comuni della vallata.

In un momento in cui molte certezze sembrano messe in discussione, la riaffermazione e il riconoscimento dei diritti delle persone non deve essere visto come un semplice atto formale, ma come condizione di partenza per qualsiasi altra azione.

Ci stiamo accorgendo oggi quanto è fondamentale per tutti il riconoscimento del diritto alla salute, a Patrick Zaky, in questo anno, non è stata negata solo la libertà, ma il fondamentale diritto alla vita!