di Muzio Cordo – Serve un bibliotecario? Quale miglior graduatoria di quella del concorso indetto dalla Biblioteca di Arezzo nel lontano 2009? Guardandomi allo specchio noto oramai l’assenza di capelli colorati e capisco perché ricordo cose sconosciute ai più giovani. Rammento durante la prima repubblica ante 1994, molto ante, l’organizzazione maniacale dei partiti in lizza per il potere, anche qui da noi vigeva il Codice Cencelli, tacito accordo tra i partiti per spartirsi i posti di lavoro negli Enti pubblici, in cui trovavano posto naturalmente tutti gli attivisti politici e sindacalisti, ma anche i loro più stretti parenti ed amici. In base al peso elettorale se c’era da assumere 6 persone 3 andavano al PCI, 2 al PSI e 1 alla DC, in terra di Toscana i centristi non avevano tanta voce in capitolo, tant’è che alcuni cambiavano casacca pur di garantirsi un posto sicuro, in fondo “Parigi val bene una Messa”!

Poi ci fu mani pulite e tutto quello che si faceva non si poteva più fare, i posti erano un po’ meno, perché di inutili ne erano stati creati fin troppi, e i partiti si erano sciolti come neve al sole, ma quello che rimaneva del sistema pensò di aggirare l’ostacolo dei concorsi e allora via al proliferare di partecipate e cooperative. Infatti lo scandalo di assunzioni inutili e di una bassa produttività fece nascere l’assioma: Pubblico sprecone e inutile, Privato efficiente e produttivo, così i servizi essenziali e più remunerativi furono privatizzati e si poté continuare ad assumere militanti e parenti o nelle cooperative o nelle partecipate. Ora che siamo al crepuscolo della terza repubblica, abbiamo capito che le cooperative e le partecipate non sono sempre migliori del Pubblico puro ne tanto meno obbligatorie, rimane comunque una stratificazione normativa per cui si può procedere all’assunzione quasi “ad personam”, rispettando in pieno la legge, così ora a elargire il fatidico posto “Zalone” sono gli Amministratori scaltri che sanno muoversi con agilità e disinvoltura nella giungla normativa, nata per semplificare ed evitare pastrocchi, finendo di fatto per tornare a dare il potere a chi avrebbero voluto toglierlo.

Tutto questo preambolo serve ad analizzare una vicenda tutta italica che manderebbe in analisi qualsiasi amministratore nord europeo, ma si sa, la creatività latina è sempre un passo oltre la realtà. In fondo la fisica quantistica ci ha fatto capire che le cose non sono sempre come sembrano, tutto è secondo le regole, anche se le stesse a volte sono un po’ complicate e contraddittorie. E’ così che in quel di Pratovecchio Stia (ma va?) si è perfezionata una vicenda legale molto simpatica che potrebbe anche dare spunto per un’edizione de “Il Teatro è servito”.

Il 23/11/2015 l’Amministrazione fa una ricognizione interna per la nomina del responsabile area Affari generali, figura importante venuta a mancare per il pensionamento del dipendente che ricopriva la carica. Infatti a fine mese il Sindaco nomina il nuovo responsabile temporaneamente fino al 31/12/2015 e in quella data lo riconferma fino al 31/05/2016.

Il 29/01/2016 la Giunta delibera di non voler procedere all’assunzione di un nuovo bibliotecario a seguito del pensionamento del precedente come si legge nella delibera: “…questa Amministrazione ha intenzione di rideterminare la pianta organica senza prevedere la copertura del posto in organico;” .

Si decide infatti di esternalizzare il servizio dandolo in gestione ad una cooperativa, al quale viene affidato il 26/03/2016. E’ un posto per 16 ore settimanali e viene ricoperto da “Guendalina” (nome di fantasia) che ha tutti i titoli necessari. La cooperativa percepirà poco più di 13.000,00 € a fronte dei 16.000,00 € di base d’asta, ma il 04/08/2016 la Giunta delibera un aumento del 20% per servizi ulteriori (circa 2.700,00€) e si rimarca ancora: “questa Amministrazione ha intenzione di rideterminare la pianta organica senza prevedere la copertura del posto in organico;”. Nel frattempo il Sindaco aveva prorogato in data 01/06/2016 il responsabile del servizio Affari generali soltanto fino al 30/11/2016. Al rientro dalle ferie tutto cambia e forse colpiti dalle doti professionali di Guendalina, la Giunta si converte e il 20/09/2016 viene aperto dall’ufficio competente il bando di mobilità per un Istruttore Direttivo Amministrativo/Bibliotecario a cui possono partecipare i dipendenti di altre amministrazioni pubbliche. Le richieste erano così specifiche che soltanto poche figure potevano ricoprire tale incarico e in effetti il bando va deserto. Una volta si sarebbe dovuto indire un concorso ma oggi la legge, giustamente, permette di attingere a graduatorie di concorsi già effettuati da altre amministrazioni previa l’accordo tra le stesse. Il 27/10/2016 la Giunta decide di percorrere questa strada e voilà, serve un bibliotecario? Quale miglior graduatoria di quella del concorso indetto dalla Biblioteca di Arezzo nel lontano 2009? Il 20/11/2016 l’ufficio competente assume la figura necessaria, a far data dal 1° dicembre, dalla graduatoria che guarda caso è proprio la fortunata Guendalina.

Ma non finisce qui perché il 01/12/2016 il Sindaco nomina la neoassunta come responsabile del settore Affari Generali. Tutto secondo la legge. Solo un caso che nella graduatoria scelta ci fosse stato il nome di Guendalina, che comunque ha potuto accettare grazie all’indisponibilità di coloro che la precedevano nella lista. La sua nomina a responsabile con l’assegnazione di tantissimi incarichi, tanto da farla diventare una sorta di Direttore Generale con compiti di organizzazione che vedrebbero forse meglio una figura con laurea in diritto amministrativo o gestionale, gli impedirà di fatto di svolgere la funzione di Bibliotecaria. Il fatto di aver assunto una figura apicale (Categoria D1) per una mansione svolta con competenza e capacità da un dipendente di categoria inferiore, tanto da riconfermarlo nell’incarico ben due volte, fa si che si gravi il neonato Comune di spese non proprio necessarie, ma si sa il Re è magnanimo e fiorini ce ne son per tutti, o almeno per chi fa parte della corte e tutto per Legge Ricevuta!

(tratto da CASENTINO2000 | n. 279 | Febbraio 2017)