di Mauro Meschini – La casa di riposo “San Romualdo” di Pratovecchio sarà messa in sicurezza in attesa della realizzazione di una nuova struttura e questo eviterà il trasferimento degli ospiti in altri edifici. Questa importante comunicazione è stata fatta ieri sera durante il Consiglio comunale e rappresenta un importante punto fermo sia per le famiglie che per i lavoratori della cooperativa che gestisce il servizio.

È stato predisposto un cronoprogramma in cui sono indicate le varie fasi che porteranno, si spera addirittura entro il mese di novembre, alla conclusione dell’intervento che permetterà di superare le carenze statiche rilevate. Si tratterà di un intervento provvisorio, necessario in questa fase di emergenza, con cui si ingabbierà l’edificio con l’obiettivo di sostenere i solai e togliere peso alle pareti portanti che sono risultate essere il punto debole del complesso.

Particolare non secondario, questo tipo di intervento non richiederà il trasferimento degli ospiti, ma sarà sufficiente, attraverso un’opportuna rotazione dei locali, lasciare di volta in volta liberi gli spazi in cui saranno realizzati i lavori.

Presa la decisione si attende adesso, entro il mese di giugno, il progetto esecutivo, quindi la pratica passerà al Genio Civile che avrà 60 giorni di tempo per la sua valutazione. Rispetto a questo, i contatti già avviati fanno sperare che i tempi richiesti siano ancora minori e comunque tali da permettere, per inizio settembre, di avere l’autorizzazione e la possibilità di avviare iter per la gara di appalto.

Il lavoro vero e proprio dovrebbe richiedere all’incirca 30 giorni e questo, come detto, porta a ipotizzare che già entro il 30 novembre l’intervento possa essere concluso.

Dal punto di vista tecnico si otterranno i necessari benefici per quanto riguarda i problemi di staticità oltre ad un leggero miglioramento anche dal punto di vista antisismico.

Per quanto riguarda i costi non si hanno ancora importi certi, disponibili solo dopo la realizzazione del progetto, si pensa comunque ad una cifra indicativa pari a circa 100 – 150mila Euro. Una spesa che potrebbe essere sostenuta dal bilancio comunale, nel quale è già stata prevista per quest’anno una somma pari a 50mila Euro per l’eventuale affitto che sarebbe stato necessario pagare in caso di trasferimento in altra sede. Prevedendo che si sarebbe comunque dovuto attendere almeno 3 anni per avere la nuova casa di riposo, con le ulteriori spese per l’affitto si sarebbe comunque sempre raggiunto la cifra che adesso potrebbe essere necessaria per l’intervento di messa in sicurezza.

Per quanto riguarda proprio la nuova “San Romualdo” l’iter che porterà alla sua realizzazione prevede una delega alla Commissione consiliare appositamente costituita che si dovrà occupare di tutti gli aspetti legati a questo importante progetto. In primi luogo sarà necessario valutare dove collocare il nuovo edificio e quindi quale percorso seguire per attivare il project financing, lo strumento che si è scelto di utilizzare per realizzare quest’opera.

A proposito della Commissione per la casa di riposo, all’ordine del giorno del Consiglio comunale era stata inserita anche una verifica sulla presunta esistenza o meno di una incompatibilità a carico di uno dei suoi membri. Avevamo anche noi ricordato, nel numero di maggio di CASENTINO2000, questa circostanza scrivendo che a Pratovecchio “… si è esplicitamente parlato di un possibile conflitto di interessi per la presenza nella Commissione consiliare che si occupa dell’intera vicenda del consigliere Filippo Berti, Governatore della Misericordia di Stia proprietaria della struttura in cui ha sede un’altra casa di riposo“.

Necessario da parte nostra sottolineare questo fatto, opportuno per il Consiglio comunale verificare la situazione. Alla fine è stato chiesto un parere al segretario comunale che ha rassicurato sulla non esistenza, in base alle normative, di una situazione di incompatibilità e l’intera assemblea ha preso atto di questo.

Meglio così, ma, come spesso accade in questi casi, forse il problema non era tanto di rispetto di norme scritte. Si trattava invece della “opportunità” o meno di fare parte di una commissione che si sarebbe occupata di determinate questioni mentre contemporaneamente si stava ricoprendo una specifica carica in un altro contesto. Si tratta di considerazioni che in politica è giusto tenere presenti e che rimandano alla sensibilità e alla valutazione di ciascuno, per questo è stato opportuno che il Consiglio comunale abbia affrontato la questione e che alcuni consiglieri abbiano espresso il loro parere. Allo stesso tempo riteniamo di avere svolto il nostro ruolo sollevando la questione e continuando a pensare che altre scelte sarebbero state più opportune.