Il documento che gli ordini professionali provinciali hanno inviato a tutte le amministrazioni del Casentino per chiedere  l’approvazione dEL regolamento edilizio unico di vallata merita delle riflessioni e delle considerazioni di carattere politico. Il problema posto è  di grande serietà e rimette all’ordine del giorno il tema della gestione unitaria della vallata. Il documento è volto ad ottenere una semplificazione amministrativa, gestionale, che faciliti l’operatività dei tecnici, oggi imbrigliati da un accavallarsi di 11/13 regolamenti edilizi diversi, che poi producono ritardi e difficoltà per  i cittadini.

La richiesta  degli ordini professionali è  sicuramente importante; però, diciamolo con chiarezza, è un obbiettivo minimo, riduttivo. Proprio per questo, al di là delle apparenze, di difficile attuazione. Perché è possibile, ma difficile pensare ad un regolamento edilizio unico, senza avere alla base una gestione unitaria del territorio, ossia un unico Piano strutturale di vallata.

Ma qui arriviamo al cuore del problema. La vera difficoltà alla unificazione amministrativa del Casentino non è data dai servizi sociali o culturali o dei vigili urbani ma proprio dal settore della pianificazione territoriale.

Siamo chiari: l’unico potere reale  e significativo in mano a Sindaci è la gestione del territorio, delle aree edificabili, delle concessioni edilizie e urbanistiche, sia dal punto dI vista del bilancio (oneri di urbanizzazione), sia anche per il consolidarsi su queste problematiche di lobby  tecnico-politiche, di gruppi di interesse, difficilmente smontabili e che non vogliono rinunciare a quell’unico potere forte nelle proprie mani. Lo stesso regolamento edilizio unico, per chi è abituato a gestire in proprio, e con spregiudicatezza, questo settore costituisce un limite inaccettabile.

Ed è su questo che si sono arenati tutti i tentativi di programmazione urbanistica di vallata già avviati fin dagli anni settanta dall’allora Comunità Montana (gli uffici della ex CM sono pieni di studi e proposte).

Vorremmo cogliere l’appello dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, degli Ingegneri, del Collegio dei Geometri  per riportare al centro dell’attenzione delle forze politiche e delle istituzioni locali il problema della pianificazione territoriale unificata. Sarà questo il terreno su cui si misurerà la reale volontà dei Comuni di procedere ad una vera Unione. Ci aspetteremmo comunque una risposta da parte delle amministrazioni locali

Noi appoggeremo la richiesta degli Ordini professionali, sperando che gli stessi siano con noi in questa battaglia per l’azione di un unico strumento urbanistico della vallata che sia in grado di garantire un sostenibile sviluppo e metta fine al triste spettacolo di scelte urbanistiche volte solo a trovare facili consensi in barba ad ogni progetto di salvaguardia  dell’equilibrio territoriale, del paesaggio urbano e rurale; ridando all’urbanistica il senso di un progetto integrato di abitazione, insediamenti produttivi e servizi.

Purtroppo temiamo che non sarà un percorso facile e non sarà la sola amministrazione di Bibbiena, con la sua politica predatoria del territorio (vedi la recente variante al Regolamento Urbanistico) a creare problemi. Temiamo che abbia anche altri interessati complici istituzionali.

Il Documento degli ordini tecnici fa appello alla Regione perché approvi il regolamento previsto dalla legge 1/2005.

Noi riteniamo che la Regione, se vuole dare concreta attuazione  ai principi ispiratori del PIT debba obbligare ad una pianificazione di area. Altrimenti i principi rimangono sulla carta ed il nostro territorio continuerà ad essere deturpato da una malintesa (bipartisan) autonomia comunale.

SEL Casentino