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martedì, 22 Giugno 2021

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SEI Toscana, un nuovo progetto di “area vasta” al servizio dei cittadini

Intervenendo nel dibattito sulla gestione del servizio di raccolta e spazzamento da parte di SEI Toscana, i Delegati Territoriali/RSU FIT CISL delle provincie di Arezzo, Siena, Grosseto e Livorno rilanciano il progetto di Area Vasta con una serie di proposte da condividere con i lavoratori e presentare al tavolo delle relazioni industriali, che coinvolgono Regione Toscana, Ato Toscana Sud e, ovviamente, SEI Toscana: sia nella sua componente pubblica, rappresentata dai comuni; che nella sua componente privata, rappresentata dai diversi soggetti imprenditoriali che ad oggi costituiscono la compagine industriale.La FIT CISL Territoriale/RSU di SEI Toscana, in quanto espressione diretta dei lavoratori del comparto Igiene Ambientale della Toscana Sud, non può fare a meno di ricordare alcuni fatti storicamente accertabili e troppo spesso dimenticati negli interventi che hanno animato le pagine dei quotidiani locali negli ultimi giorni.
SEI Toscana, in quanto gestore di un servizio pubblico essenziale quale l’igiene urbana, a prescindere dalle vicende giudiziarie, politiche e societarie che la riguardano, rappresenta innanzitutto per il nostro territorio un grande valore, dal punto di vista ambientale, economico e sociale.Espressione di questo valore inestimabile, fatto di natura, storia, cultura e tradizioni locali, sono i 1000 dipendenti diretti, gli oltre 400 lavoratori interinali, i lavoratori delle cooperative sociali e dell’indotto, e i colleghi degli impianti di smaltimento e recupero, che quotidianamente mettono a disposizione dei loro concittadini professionalità e passione, per un lavoro che non è solo utile, ma indispensabile, perché svolto a tutela dell’ambiente, del territorio e delle persone che lo abitano.

Non a caso, a seguito dell’aggiudicazione del relativo bando di gara, dall’ottobre del 2013 ad oggi, SEI Toscana, con il contributo indiscusso di tutte le sue componenti aziendali e societarie, ha ottemperato allo svolgimento dei servizi di raccolta e spazzamento nei comuni delle province di Arezzo, Siena, Grosseto e Livorno, nel rispetto delle normative comunitarie, della Legge Regionale e dei parametri di gara.

Ma soprattutto, non dimentichiamo che, fin dal suo concepimento, Progetto 6 – così si chiamava l’Associazione Temporanea d’Impresa costituita nel 2008 da una compagine mista pubblico-privato – comprendeva al suo interno le principali aziende della Toscana Sud, aziende che avevano garantito negli anni sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei servizi di igiene urbana, sia dal punto di vista dei cittadini che dei lavoratori del comparto. Dimenticare questo significa dimenticare la storia e i suoi protagonisti: le lavoratrici e i lavoratori che hanno operato dall’interno nel progetto, ma anche i cittadini che lo hanno sostenuto dall’esterno, in modo responsabile e informato. Un popolo senza storia è un popolo senza futuro e dalla nostra storia tutti insieme dobbiamo ripartire, se vogliamo avere un futuro.

Nessuno di noi ha la verità in mano e per questo la FIT CISL propone un percorso condiviso, un progetto che riunisca sindacati dei lavoratori, soci pubblici e privati, regione e comuni (ATO), per rilanciare SEI Toscana a partire da alcune considerazioni: 1) calendarizzare una fase transitoria del progetto, durante la quale definire un piano industriale finalizzato alla gestione integrata del ciclo dei rifiuti, concepito non sulla massimizzazione del profitto ma sul risparmio, con impianti adeguati e/o realizzati in funzione dei servizi svolti e non viceversa; 2) immaginare da subito la costituzione di una compagine industriale-societaria rinnovata e che riconsideri il ruolo degli impianti nel perimetro di affidamento, attraverso quote di partecipazione pubblica o partnership pubblico-privato; 3) concepire un progetto di valorizzazione delle frazioni di materiale selezionato attraverso la costituzione di filiere industriali, il cui obiettivo primario sia la commercializzazione a prezzi economicamente vantaggiosi e il riutilizzo finale del prodotto raccolto reimmesso nel mercato; 4) riorganizzazione puntuale dei sistemi di raccolta-spazzamento in funzione di un maggior risparmio per i cittadini e di una maggiore qualità ambientale, introducendo meccanismi di controllo e premialità nella differenziazione del materiale raccolto, improntati a economicità, semplicità e trasparenza delle procedure di conferimento; 5) prima di redigere il nuovo piano industriale, definire un piano puntuale di rientro dal passivo di bilancio, che consenta una gestione non traumatica della fase transitoria e che metta al primo posto il mantenimento degli attuali livelli salariali e occupazionali; 6) il nuovo piano industriale dovrà essere concepito solo dopo la stesura definitiva del nuovo piano d’ambito da parte della Regione Toscana e la conclusione della fase transitoria; 7) il nuovo piano industriale dovrà comprendere la valorizzazione delle esperienze lavorative pregresse, delle professionalità e/o delle conoscenze acquisite dalle maestranze; 8) il piano economico e finanziario dovrà rispondere ai requisiti di prudenza, gradualità e sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Per realizzare tutto questo è necessario uno sforzo da parte di tutti i soggetti coinvolti, siano essi partecipi sul piano politico-amministrativo, aziendale o sindacale.
SEI Toscana è un patrimonio condiviso e come tale va preservato e valorizzato, innanzitutto attraverso un’assunzione comune di responsabilità, che ponga fine alle diatribe societarie e politiche: un’escalation che rischia di trasformare SEI toscana in un campo di battaglia, con i soci industriali da una parte e i soci pubblici dall’altra; in un conflitto perenne, che danneggia l’immagine dell’azienda, penalizzando lavoratori e cittadini.

Ai nostri amministratori locali ricordiamo che la campagna elettorale è finita; ai soci industriali ricordiamo che le finalità ultime del servizio sono la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Delegati Territoriali/RSU FIT CISL SEI Toscana

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