da Consorzio 2 Alto Valdarno – Anche il Casentino è stato rimesso in forma con il Piano Tagli, la maxi operazione di contenimento della vegetazione per mitigare il rischio idrogeologico, voluta e in gran parte finanziata dalla Regione Toscana. La terapia d’urto, in questa vallata, ha toccato quatto comuni e ha interessato l’Arno in altrettanti  tratti, per una lunghezza complessiva di oltre 11 km e una fascia di intervento di 5 metri su entrambe le sponde. Decisamente d’effetto il risultato: man mano che uomini e mezzi sono andati avanti nel restyling, il fiume, da anni avviluppato in un groviglio verde disordinato e informe, è tornato progressivamente a mostrare il suo volto e ad essere protagonista. L’intervento ha interessato per primo il segmento che, nei comuni di Castel San Niccolò e di Poppi, è compreso tra il confine superiore della azienda LAV.ES.MAT.I. S.R.L. e l’intersezione con un fosso minore, successivo al Fosso Rovella.

Sotto i ferri è poi passato il secondo tratto: con i suoi oltre 6 km, è il più lungo per sviluppo lineare e va dal fosso minore, successivo al centro abitato di Ponte a Poppi, e l’intersezione con il ponte della Strada Comunale di Terrossola nel Comune di Bibbiena.

Ricade interamente  all’interno del perimetro di Rassina nel Comune di Castel Focognano e si allunga dal confine superiore del cementificio COLACEM S.p.A. (nei pressi dell’intersezione con un fosso minore) all’intersezione con il Fosso di Begliano, la terza porzione sottoposta a trattamento. E ancora dentro a Rassina si trova il quarto e ultimo segmento di asta fluviale oggetto di manutenzione: si estende dal confine inferiore del campo di calcio fino all’intersezione con il Torrente Soliggine. Taglio e sfalcio della  vegetazione erbacea, arbustiva ed arborea infestante, previa selezione, realizzati dal Consorzio 2 Alto Valdarno, hanno consentito all’intera area di acquistare un nuovo look ma soprattutto, con l’eliminazione di tanti ostacoli al libero deflusso delle acque, una maggiore sicurezza.

Di più: ogni tratto è riuscito a conservare una precisa identità perché l’intervento è stato calibrato sulle sue specificità ambientali, naturali e paesaggistiche. Fin dall’inizio, ovvero  dalla scelta delle piante da eliminare. “In sede di redazione del progetto – spiega l’ingegner Chiara Nanni, responsabile di area delle manutenzioni per il Consorzio 2 Alto Valdarno -, è stata elaborata la valutazione qualitativa e quantitativa delle specie arboree ed arbustive presenti: l’analisi ci ha consentito di scegliere in modo mirato le tipologie di intervento da adottare”, aggiunge mostrando, nelle fotografie, il “prima” e il “dopo la cura” che ha portato ad avere un fiume pulito, curato e “protetto” da una vegetazione adeguata e rispettosa della fauna e della sicurezza. “Come sempre è stata posta grande attenzione alla conservazione degli esemplari giovani e flessibili, capaci di offrire una giusta ombreggiatura alle acque, requisito indispensabile per garantire la sopravvivenza della fauna che popola l’habitat fluviale e non pregiudicare il regolare deflusso delle acque” conclude l’ing. Nanni.