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giovedì, 20 Giugno 2024

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“The terrible two”… un periodo un po’ spiazzante, un piccolo assaggio dell’adolescenza

di Antonella Oddone – Cerco di non usare mai le parole inglesi quando non è indispensabile, ma in questo caso suona meglio: linguaggio incisivo e suoni duri per indicare un periodo un po’ spiazzante, un piccolo assaggio dell’adolescenza. Dai 18 mesi ai due anni il bambino ha ormai esaurito il processo di individuazione-separazione, è padrone del proprio corpo, si muove liberamente, si arrampica, corre, maneggia gli oggetti in modo appropriato, vuole mangiare da solo, vuole giocare con tutto, vuole proprio tutto, in altre parole vuole fare tutto quello che gli pare.

«Dottoressa fa certi capricci, si butta per terra, butta le cose, ci picchia e poi si picchia!». Nel secondo anno di vita il bambino acquisisce capacità manipolative, si muove con sicurezza ed ha anche la capacità di usare il pensiero simbolico. Questa evoluzione favorisce la comparsa del senso di autonomia, ma anche delle famose crisi di indipendenza o di collera. In questo caso le frustrazioni provengono dalla contrapposizione tra i desideri del bambino e i mezzi di cui dispone per realizzarli e l’aumento dei limiti e delle costrizioni imposte dall’adulto. A questo punto il bambino, anche se sembra ribellarsi, capisce benissimo il significato della parolina NO, anzi la pronuncia spessissimo per primo lui. È importante che gli adulti pongano dei limiti che i bambini apprenderanno velocemente. Queste prime limitazioni favoriranno l’autocontrollo e l’interiorizzazione delle regole della convivenza, e saranno anche il mezzo attraverso il quale si svilupperà il senso morale. Si costruiscono in questo modo dei binari solidi e sicuri all’interno dei quali il bambino può sperimentare fin dove può arrivare, forte della rassicurazione offerta dai limiti stessi, stabili ed affidabili.

Quindi cosa fare? Come dobbiamo comportarci? – Concedere al bambino quello che vuole significa rafforzare il suo comportamento. Le crisi di collera che non ricevono alcuna ricompensa tendono a scomparire. Ma se il bambino si rende conto che i capricci “pagano” non avrete scampo, vi metterà in scacco, ma soprattutto non acquisirà la capacità di autocontrollo e di porsi dei limiti sociali. Si sentirà onnipotente, un vero dittatore, con il piccolo particolare che non appena uscirà dall’ambito ristretto della famiglia non sarà più il reuccio o la principessina, ma uno-una tra tanti. Anzi tenderà ad essere isolato e considerato un bambino insopportabile e maleducato. Non solo, i limiti e la capacità di posticipare i desideri, di sopportare le piccole frustrazioni si imparano adesso, questa è l’età in cui ci si allena ad affrontare le difficoltà più grandi, che arriveranno inevitabilmente nel corso della vita. A 14 anni i giochi sono fatti: un bambino che non ha limiti a tre anni non ne avrà da adolescente con tutto quello che ne può conseguire.

Cosa Fare… – Per insegnare l’autocontrollo è necessario che i genitori stessi si controllino e siano fermi e soprattutto coerenti quando si sforzano di controllare l’aggressività del proprio bambino. Un bambino che ha visto ricompensata la propria collera, oppure che ha osservato e imitato comportamenti aggressivi, tenderà ad essere aggressivo lui stesso perché considera questo comportamento efficace per ottenere il proprio scopo. Non solo i genitori, ma anche i compagni e i personaggi televisivi sono modelli efficaci, attenzione ai cartoni animati e ai film che i bambini guardano! – Durante la crisi di collera il bambino diventa inaccessibile ad ogni tentativo di persuasione. Quindi o proviamo a distrarlo oppure lo ignoriamo e aspettiamo che il capriccio passi. – I genitori devono imporre una disciplina coerente, altrimenti i bambini non riescono a sviluppare un sistema di norme che li aiutino a regolare la propria condotta: il ricorso saltuario e incoerente alle punizioni serve solo ad aumentare i comportamenti aggressivi. – Le urla e le percosse non servono a nulla, anzi, dato che l’adulto è un modello da imitare, sono controproducenti.

(Rubrica ESSERE L’Equilibrio tra Benessere, Salute e Società)

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