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lunedì, 27 Giugno 2022

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The wolves of Calamandrei Street and the lamb of Laterina

Ieri è arrivata la notizia del commissariamento di Banca Etruria, che ha come vicepresidente il padre del ministro Maria Elena Boschi. Come ha detto qualcuno, con la fine della Banca finisce anche una parte della storia di Arezzo. Tutto il territorio aretino, non solo la città, perde un punto di riferimento importante che negli anni ha sostenuto investimenti e risparmi delle famiglie. Putroppo, siamo proprio a titoli di coda.
Ma propri in tema di “titoli”, l’istituto di credito aretino era già finito nelle cronache nazionali nei giorni scorsi per gli strani movimenti di azioni a ridosso della riforma delle popolari varata dal governo. Un decreto che punta a renderle, di fatto, delle normali società non cooperative, dove gli azionisti contano per le quote di capitale che detengono. La data in cui «è possibile assumere che il mercato abbia avuto una ragionevole certezza dell’intenzione del governo di adottare il provvedimento è individuabile nel 16 gennaio del 2015». Le prime indiscrezioni risalgono al «3 gennaio del 2015». E proprio da quel giorno i titoli di Banca Etruria, le cui azioni, che per la verità erano molto basse, sono salite del 57%. Un vero record!
E ora la Consob indaga: ci sono state «operazioni anomale» da parte di investitori che sapevano il come e il quando della riforma del governo e hanno speculato sui titoli delle banche popolari, lucrando alcuni milioni di euro. La Consob si sta concentrando su «soggetti che hanno effettuato acquisti prima del 16 gennaio, eventualmente accompagnati da vendite nella settimana successiva. Le plusvalenze effettive o potenziali di tale operatività sono stimabili in 10 milioni di euro».
Di fronte alla dura realtà del mercato (i crediti dubbi o deteriorati netti rispetto al totale dei crediti verso la clientela sono saliti dal 22,9% al 26,8% per oltre un credito su quattro non ci sono certezze sul rientro. Crediti dubbi che sono arrivati a oltre il triplo del patrimonio netto) e ai suoi “lupi”, l’agnellino di Laterina, Maria Elena Boschi si difende su Twitter con un post: «Il Governo su proposta di Banca d’Italia ha commissariato Banca Etruria. Smetteranno di dire che ci sono privilegi?». Il commissariamento dimostra che la banca non gode di «privilegi», fa notare il ministro: «Dura lex, sed lex».
Beata incoscienza! La Biancaneve del Valdarno fa quasi tenerezza!
Peccato che chi doveva guadagnare sulla fine di Banca Etruria, pasteggiando sui suoi resti, l’ha già fatto ampiamente…

PS Un aggiornamento. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta, per ora contro ignoti, sulle presunte operazioni anomale avvenute prima del 16 gennaio, data dei primi rumors sulla riforma delle banche popolari, riguardanti i titoli del comparto. Gli accertamenti sono curati dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Nello Rossi.

PS2 Per completare la giornata, il Tesoro, quindi il Governo, quindi con i nostri soldi, si prepara a diventare azionista del Montepaschi?!?…

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