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lunedì, 28 Novembre 2022

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Una mozione sul Regolamento del Parco Nazionale

Il consiglio comunale di Bibbiena richiede all’Ente Parco l’immediata sospensione della procedura di approvazione del Regolamento del Parco e quindi l’attivazione di un reale confronto pubblico con tutte le associazioni e le categorie economiche interessate. Nella mozione lo stesso consiglio comunale chiede inoltre all’ente di predisporre un nuovo testo di Regolamento “che tenga conto delle modifiche normative sollecitate dagli Enti locali, dalle categorie professionali, dalle associazioni agricole e venatorie
comunque in alternativa, di procedere all’accoglimento delle osservazioni che gli Enti locali e la Comunità del Parco presenteranno in forma singola e coordinata sulle problematiche evidenziate, non in contrasto con norme statali e regionali vigenti”. Tutto questo alla luce anche di recenti incontri pubblici che hanno coinvolto la popolazione residente all’interno dei confini dell’area protetta. Ricordiamo che il regolamento del Parco disciplina l’esercizio delle attività consentite entro il territorio del Parco e valorizza anche gli usi, i costumi, le consuetudini e le attività tradizionali delle popolazioni residenti sul territorio, nonchè le espressioni culturali e ne prevede la tutela anche attraverso disposizioni che autorizzino l’esercizio di attività particolari, ad eccezione delle norme in materia di divieto di attività venatoria. Ciò che si chiede in particolare è l’eliminazione di alcuni divieti o limitazioni come il nulla osta per il cambiamento di destinazione d’uso, superare il doppio regime autorizzativo, il divieto di recupero degli edifici diruti ed i limiti introdotti al restauro e al risanamento degli edifici con valore storico culturale, le norme in contrasto con i Regolamenti Edilizi Comunali che limitano gli interventi edilizi, in particolare nelle aree pertinenziali degli edifici e nelle aree extraurbane, disporre la prevalenza degli atti di governo del territorio e degli strumenti della pianificazione comunali all’interno delle zone denominate “D”, modificare opportunamente le norme che dispongono limitazioni eccessive o addirittura divieti alla circolazione con armi ed animali, ed al prelievo di flora e fauna.

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