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martedì, 27 Settembre 2022

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Unione dei Comuni montani del Casentino in rivolta: il Comune di Bibbiena mantenga gli impegni presi

«Il comunicato che riportiamo sotto per rispetto di tutti i nostri lettori, è stato inviato a tutte le redazioni, ma come al solito non alla nostra. Qualcuno dovrebbe spiegare che lo stipendio di personaggi come Santini o mega dirigenti come Grifagni viene pagato dai casentinesi, quindi anche da noi. Anche da chi non fa parte della corte dei miracoli e miracolati con cui sono abituati a convivere. Invece no, loro si permettono di “selezionare” le testate a cui mandare i loro comunicati. Forse siamo anche fuori della legge?
Che nessuno si lamenti poi se come immagine dell’Unione usiamo sempre quella di un Carrozzone…»

II comune di Bibbiena nel 2010 è uscito dalla gestione associata dei servizi sociali, ma l’amministrazione mantiene in associato con l’Unione i centri diurni per disabili e altri servizi a valenza zonale a favore di anziani, famiglie e minori. L’accordo sottoscritto prevedeva un trasferimento annuale dal comune di Bibbiena all’Unione a copertura delle spese sostenute e che le quote dovevano essere determinate annualmente dalla Conferenza dei Sindaci, ma il comune di Bibbiena a quella conferenza specifica non partecipò.
Nel 2012 al momento della definizione degli accordi tutti i comuni, compreso Bibbiena, furono informati che a causa dei tagli dei trasferimenti statali, per il mantenimento di questi servizi, voluti fortemente da tutti gli amministratori, occorreva un impegno economico maggiore. Il sindaco ed i cittadini di Bibbiena si dichiararono “indignati” per l’aumentata richiesta.
Oggi in una nota l’Unione dei Comuni montani del Casentino insorge contro Bibbiena ed il suo sindaco: “le risorse mancanti, se Bibbiena non mantiene fede ai propri impegni, chi le pagherà? Forse proprio quei cittadini dell’Unione che avrebbero tutto il diritto di gridare “ora basta”?
E’ importante sottolineare – continua il comunicato – che l’Unione ha contribuito, per il mantenimento dei servizi, con proprie risorse, basti pensare che solo negli ultimi due anni sono stati stanziati circa 470mila euro per cercare di garantire la sussistenza e l’efficienza del servizio, ma questo non si può dire perché la priorità dei politici che ci amministrano è la spartizione del potere e non il bene della nostra terra”.

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