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giovedì, 1 Dicembre 2022

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Vaccinarsi in Casentino

di Melissa Frulloni – Partiamo dal fatto che ci ha spinto a scrivere questo articolo: la chiusura anticipata, da parte della ASL Toscana Sud Est, dell’hub vaccinale del Casentino, situato nel Centro Sociale di Bibbiena Stazione (CSBS).

Nell’apprendere questa notizia, ogni casentinese si sarà chiesto: perché è stato chiuso il punto vaccinazioni, nonostante fosse così efficiente e ben organizzato? Ce lo siamo chiesto anche noi ed è per questo che ci è sembrato importante approfondire la vicenda, proprio per fare chiarezza sulle cause che hanno portato a questa decisione.
Visto l’aumento dei casi e le prenotazioni in aumento per le terze dosi, la ASL ha (per fortuna) deciso di aprire un altro centro vaccinale, a Corsalone, per servire tutto il Casentino, ma facciamo un passo indietro.

Poco dopo la chiusura dell’hub di Bibbiena, i volontari del Centro Sociale, avevano inviato al nostro giornale un comunicato, firmato dal presidente Silvio Bruni, per smentire alcune voci che si rincorrevano e, come spesso succede in questi casi, che si erano distorte in un enorme telefono senza fili di paese.

Il presidente Bruni, infatti, ci comunicava che “con PEC del 26/10/2021, avvalendosi della facoltà prevista dall’articolo 5 punto 2 della convenzione, la AUSL ha comunicato al CSBS il recesso anticipato della convenzione dal 31/10/2021 con la seguente motivazione: cessazione delle attività di vaccinazione da quella data.”

È molto importante precisare anche, come si legge nel comunicato del CSBS che la convenzione tra ASL e Centro Sociale, iniziata il 14/02/2021 e in scadenza il 31/12/2021, “prevedeva che tutti gli oneri fossero a carico della nostra associazione” – spiega Bruni – “costi utenze, manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile e degli impianti, imposte e tasse connesse all’immobile. Con la convenzione il CSBS si è impegnato, attraverso l’attività dei propri soci, anche questa svolta a titolo volontario e del tutto gratuito, a presidiare il Centro Vaccinale durante tutte le operazioni di vaccinazione, facendosi carico dell’organizzazione dell’attesa, ingresso, rilevazione temperatura, detersione mani, compilazione modulistica, ecc. di tutti i vaccinandi che si sono presentati.”

In seguito al suo comunicato, abbiamo deciso di incontrare il Dottor Bruni per capire meglio come sono andate le cose e anche per sentire la viva voce di chi, per mesi, è stato in prima linea in quello che, a dire di moltissimi casentinesi (e anche secondo noi), era un centro vaccinazioni funzionale e davvero efficiente.

“Nel nostro comunicato abbiamo voluto precisare, e lo ribadiamo anche tramite questo articolo, che non abbiamo ricevuto nessun rimborso spese o contributo da parte della ASL per l’organizzazione e la gestone dell’hub vaccinale. Solo il comune di Bibbiena ci ha dato una mano, economicamente parlando, altrimenti tutte le spese, come ad esempio, luce e riscaldamento, sono state a carico del Centro Sociale.” Ci spiega Bruni.

“E vorrei anche smentire le voci che sostenevano che la struttura non possedeva i requisiti tecnici, perché, prima di stipulare la convenzione, la stessa ASL ci ha richiesto tutte le certificazioni volute dalla legge (idoneità impianti elettrico e termico, agibilità dei locali, regolarità antincendio, DURC, ecc.), perché doveva assicurarsi di adibire lo spazio vaccinale in locali idonei. Inoltre, era prevista la possibilità che la ASL retrocedesse dalla convenzione con un preavviso di 15 giorni inviando una PEC al CSBS e così è stato, ma ci tengo a precisare che da parte nostra non ci sono state richieste formali a farlo. Una volta ricevuta la PEC dell’Azienda, non abbiamo potuto far altro che prenderne atto e così il centro è stato chiuso.”

La stessa domanda che abbiamo fatto al presidente Silvio Bruni e che moltissimi casentinesi si erano posti, sul perché fosse stato chiuso il centro vaccinazioni di Bibbiena, l’abbiamo girata anche alla ASL e questa è stata la risposta del Dottor Evaristo Giglio, Direttore zona distretto Arezzo, Casentino Valtiberina: “Lo spostamento è stato determinato da precise richieste dello stesso Centro che desiderava riavviare le proprie attività sociali. La direzione ha quindi lavorato da subito per individuare una nuova location per questa fondamentale attività; struttura che rispondesse ai requisiti di funzionalità, sicurezza e centralità della posizione, requisito questo fondamentale per una vallata come il Casentino. Il Comune di Chiusi de La Verna ha proposto l’area del Corsalone, già in passato inserita tra quelle idonee a questa attività. Questa decisione è poi stata ratificata in maniera unanime dalla Conferenza dei Sindaci del Casentino.”

Rimaniamo un po’ confusi nel leggere che “lo spostamento è stato determinato da precise richieste dello stesso Centro che desiderava riavviare le proprie attività sociali”, visto che lo stesso presidente Bruni ci ha confermato che da parte del CSBS non ci sono state richieste formali di cessazione anticipata della convenzione.

I nostri lettori si faranno la loro idea di fronte a questa risposte, anche se, vista la discordanza, restiamo a disposizione di entrambe le parti per chiarire ulteriormente le loro posizioni.

“Per il nostro lavoro al centro vaccinale, noi volontari del CSBS abbiamo ricevuto molti attestati di stima.” Continua Bruni: “Dal 14 febbraio 2021, fino alla fine di ottobre, fino quindi alla chiusura dell’hub, abbiamo fatto più di 40 mila vaccini, tra prime, seconde e terze dosi. L’organizzazione dei turni era abbastanza complessa e faticosa; con gli altri soci dovevamo coprire la mattina (il centro era aperto dalle 8 alle 14), il pomeriggio (dalle 14.30 alle 19.30) e anche la sera (dalle 20 alle 23). Ogni giorno erano impegnati ben 18 volontari! A pieno regime siamo arrivati a fare 3000 vaccini alla settimana. Abbiamo lavorato per Ferragosto, sabato, domenica, senza guardare i giorni festivi o rossi del calendario; venivamo ripagati dal fatto di poter offrire ai casentinesi un servizio importante, evitando a molti di doversi recare a Dicomano, Sansepolcro o altri paesi del distretto per vaccinarsi. C’è stato anche chi, dopo essersi vaccinato, ha chiesto la tessera del Centro, proprio per poter dare una mano nell’organizzazione dell’hub e per poter essere messo in turno come volontario. Proprio perché l’organizzazione ci sembrava ottima ed erano stati gli stessi casentinesi a confermarcelo con la loro stima e i complimenti ricevuti dai nostri volontari, siamo rimasti basiti quando la ASL ha cessato la convenzione.
Ci è dispiaciuto molto, ma ovviamente ne abbiamo preso atto e siamo stati contenti di apprendere che un altro centro avrebbe aperto in Casentino, a Corsalone.”

Sicuramente i soci del Centro Sociale sono stati sollevati da un peso importante che era quello dell’organizzazione dell’hub vaccinale. Un impegno non da poco per molti di loro, ma che è sempre stato affrontato con determinazione e grinta, convinti di star facendo qualcosa di utile per il Casentino.

Adesso il Centro Sociale di Bibbiena è tornato ad ospitare eventi danzanti (con tutte le restrizioni dovute al Covid), nonché riunioni e assemblee di varie associazioni di categoria o del Comune stesso, che utilizza questi locali visti gli ampi spazi che permettono di mantenere il distanziamento tra i vari partecipanti.

Come detto e come molti di voi sapranno se hanno già fatto la terza dose del vaccino, il nuovo centro vaccinale del Casentino si trova a Corsalone. Abbiamo chiesto alla ASL se per questa nuova location ci fossero stati costi di attivazione del servizio; ci ha risposto ancora il Dottor Evaristo Giglio: “Per quanto riguarda i costi, il Comune di Chiusi ha offerto, gratuitamente, tutti gli spazi in località Corsalone. La convezione non presenta nessun costo aggiuntivo per questa Azienda, che come sempre dispone di suo personale qualificato e di tutte le attrezzature necessarie. Lo spazio utilizzato per le attività di vaccinazione si è rivelato sicuro, funzionale e non ha necessitato di interventi particolari. Naturalmente i tempi dei nostri interventi per l’attivazione di queste strutture sono stati dettati dalla recrudescenza del virus e dalla necessità di riattivare la campagna vaccinale per la terza dose.”

Inoltre, sempre dalla ASL siamo venuti a conoscenza di una novità per quanto riguarda le attività di screening e tamponi nel comune di Bibbiena: “Il Sindaco Vagnoli ha espressamente ed ufficialmente richiesto la chiusura dell’area utilizzata fino a poche settimane fa nel suo comune. Anche in questo caso l’azienda ASL si è immediatamente attivata per individuare una nuova location e la scelta è ricaduta sulla zona del Corsalone, già in passato utilizzata per attività di screening. L’area offre ampi parcheggi, viabilità ottima e non ha necessitato di nessun intervento particolare. Tutte queste decisioni sono state condivise e approvate dai sindaci del Casentino.” Si legge nella nota del Dottor Giglio.

Siamo davvero contenti anche noi che un nuovo centro vaccinale sia stato aperto in Casentino e soprattutto che i casentinesi possano usufruire di questo importante servizio senza doversi recare ad Arezzo o ancora più lontano dalla vallata.

Non riusciamo comunque a capire, viste anche le diverse risposte che ci hanno fornito i nostri intervistati, perché chiudere un centro già attivo, che funziona, ben organizzato, per poi doverlo riaprire in altra sede.

Siamo certi comunque che il nuovo hub di Corsalone funzionerà altrettanto bene; si tratta di un’altra prestazione sanitaria, in questo momento, essenziale che è davvero importante mantenere nella vallata; pensiamo alle persone anziane o fragili che avrebbero avuto grandi difficoltà ad andare in altri centri vaccinali.

Conosciamo bene la nostra “mitica” SR71, siamo costretti a farla quotidianamente per usufruire di molti servizi sanitari; per fortuna che almeno il vaccino possiamo continuare a farcelo in Casentino!

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