fbpx
27.1 C
Casentino
martedì, 16 Agosto 2022

I più letti

Vermi, maghi e fattucchiere

di Antonella Oddone – Fino a non molti anni fa, quando i bambini erano particolarmente noiosi, dormivano e mangiavano poco o avevano l’alito cattivo, tutte le nonne del Casentino sospettavano un’infestazioni da ossiuri. Non sempre era possibile vederli e quindi la fattucchiera buona scioglieva del piombo in un pentolino sul focolare. Il piombo veniva poi versato in una ciotola di acqua fredda: se raffreddandosi formava un bel groviglio voleva dire che i bachi c’erano. Per mandarli via si potevano anche “segnare”. La persona che aveva il potere (“il dono”) di farlo era in genere una donna, ma anche un uomo, a cui il dono era stato tramandato, e che era dotata di grande empatia, amore verso il prossimo e timor di Dio. Infatti “i segni “consistevano per lo più in croci e preghiere.

I vermicelli di cui si parla sopra sono gli ossiuri, nome scientifico enterobius vermicularis. Sono diffusissimi: si calcola che ne siano affetti contemporaneamente almeno 1 miliardo di persone nel mondo, il 38% dei bambini tra tre e dieci anni. Appartengono alla classe degli elminti e l’uomo è l’unico ospite (non infestano nessun altro animale!). Vivono nei nostri climi temperati perché le uova, per embrionarsi, hanno bisogno di una temperatura intorno ai 25 gradi. Il contagio è oro-fecale: le uova possono rimanere vitali nell’ambiente esterno fino a 4 settimane, e spesso il bambino si auto contagia grattandosi il sederino. Infatti le uova ingerite si sviluppano nell’intestino tenue in maschi (più piccoli, circa 3-5 mm) e femmine (8-10 mm).

Nell’intestino crasso avviene la fecondazione e il maschio muore subito dopo. Invece la femmina migra nelle pliche anali e lì depone le uova (Una sola femmina almeno 400!). Nel farlo secerne una sostanza che facilita l’adesione delle uova alla mucosa e che è la principale causa del prurito. Il ciclo di riproduzione dura circa due settimane. Quindi possono coesistere vermi appena nati e uova in varia fase di maturazione. Che disturbi danno? Il fastidio più grosso è il prurito e dato che le uova vengono sempre deposte di notte il sonno è disturbato: i bambini più piccoli si svegliano spesso, urlando e muovendo il sederino (quelli che ancora hanno il pannolone e non riescono a grattarsi) per cercare di trovare sollievo. Dopo la deposizione delle uova alcune femmine risalgono verso l’intestino, ma qualcuna sbaglia strada e si dirige verso la vagina, dove muore uccisa dal ph acido locale, liberando sostanze irritanti che possono causare vaginiti e, raramente, anche endometriti. Talvolta il singolo ossiuro può trasportare un protozoo, la dientameba fragilis, che può essere causa di diarrea o dolori addominali ricorrenti.

La diagnosi spesso si fa ad occhio nudo perché può capitare di vedere un vermiciattolo che si muove nelle pliche anali, oppure può essere presunta dai sintomi e dalla presenza di iperemia (arrossamento) della mucosa anale. Lo scotch test serve a rilevare le uova, ma ha una scarsa sensibilità ed è anche fastidioso. Nelle feci non si vede mai nulla perché i vermi che muoiono si decompongono formando quella specie di strato cremoso che invece talvolta si può vedere nelle pliche anali.

Un’unica dose di antielmintico è sufficiente ad uccidere i vermi adulti ma dato che ci sono anche le uova è necessaria una seconda dose dopo due settimane, tempo medio di sviluppo dell’embrione a verme adulto. È indispensabile trattare tutto il nucleo familiare per evitare contagi a ping pong, dato che le infestazioni possono essere asintomatiche. E poi, condizione – sine qua non -, igiene assoluta. Quindi insegnare a lavarsi bene le mani dopo essere stati in bagno e prima di mangiare, non mordersi le unghie e non succhiare il dito, eseguire il lavaggio di tutta la biancheria (compresa quella del letto) dopo aver preso la prima dose e cambiare tutti i giorni asciugamani e biancheria intima. E se il bambino è troppo piccolo per rispettare norme igieniche così strette? In questo caso è raccomandato somministrare la terapia antielmintica una volta alla settimana per 7- 8 o più volte.

Ultimi articoli