fbpx
4.4 C
Casentino
domenica, 25 Febbraio 2024

I più letti

Ex Sacci: demolire l’esistente e rigenerare l’area attraverso la realizzazione di una nuova costruzione

La stampa locale nei giorni scorsi si è interessata dell’esito del processo amministrativo avente per oggetto l’impugnazione dell’ordinanza n.130 emessa dal Sindaco del Comune di Bibbiena il 21 luglio 2023, in danno della società Marino Fa Mercato SpA in relazione alla vicenda dell’“ex cementificio Sacci”.

Poiché in tale occasione non è stato fatto il minimo cenno ai motivi per i quali la stessa società ha intrapreso tale iniziativa giudiziaria, per completezza d’informazione, è interesse della Marino Fa Mercato SpA significare che:

  • Nell’emettere l’ordinanza in questione il Comune di Bibbiena ha fatto ricorso ad una “procedura d’urgenza” (utilizzabile solo in casi eccezionali) senza che vi fossero i requisiti richiesti dalla legge, e cioè “la necessità di fronteggiare un pericolo imminente”. E’ bene chiarire che questo non è il caso dell’ex cementificio Sacci;
  • l’ordinanza è stata emessa sulla base di un accertamento svolto da ARPAT connotato da profili di illegittimità, sia perché effettuato su di un’area già oggetto di precedenti indagini in merito alle quali la Marino Fa Mercato SpA è stata assolta, sia perché i risultati del campionamento, peraltro effettuato in modo irregolare, danno comunque conto di una situazione del tutto “normale” che, come detto, non avrebbe, in nessun caso, consentito di procedere in via d’urgenza.

A quest’ultimo proposito, giova ricordare che nella sentenza penale emessa pochi mesi prima del provvedimento impugnato, viene dato atto che il Consulente della Procura, non avendo  rilevato  dispersione di fibre di amianto ha dichiarato che non vi fosse alcuna necessità di sottoporre l’area  a bonifica e che del pari, la stessa funzionaria AUSL (che ha, invece, poi richiesto al Comune di emettere l’ordinanza di cui ora si discute) ha escluso l’esistenza di ogni patologia correlata alla presenza di amianto. Dunque l’inesistenza di ogni compromissione per la salute e per l’ambiente, il fatto che gli accertamenti siano stati effettuati su presunti rifiuti già indagati per i quali la Marino Fa Mercato SpA sia stata assolta, costituiscono le principali ragioni per le quali la società ha ritenuto d’impugnare il provvedimento e sulle quali il TAR Toscana si dovrà pronunciare; stanchi di questi abusi abbiamo provveduto anche a presentare denuncia-querela nei confronti dei funzionari Arpat presso la Procura della Repubblica di Arezzo.

Una volta che il TAR dovesse accogliere le nostre richieste provvederemo a richiedere al Comune di Bibbiena la possibilità di rigenerare l’area attraverso la realizzazione una nuova costruzione previa demolizione di quella esistente, il tutto per giungere finalmente anche al bene della comunità casentinese e senza aver pagato tangenti a nessuno!

(COMUNICATO – Marino Fa Mercato spa)

Ultimi articoli