Se qualcuno avesse dubbi sullo scarso interesse dell’Amministrazione Bernardini per il Centro Storico di Bibbiena (ma più in generale per i centri storici),  basta che vada ad esaminare una delle infinite varianti approvate con l’ormai nota delibera del mese di giugno scorso. C’è una “piccola” norma che è destinata a stravolgere la nostra rete commerciale, a penalizzare i negozi al dettaglio ed in particolare quelli del Centro Storico. Con una semplice operazione di “taglia e cuci”, eliminando i limiti che la precedente normativa prevedeva, la giunta bibbienese ha di fatto trasformato le zone industriali in zone commerciali (senza nemmeno adeguare gli standard urbanistici, come, per esempio, i parcheggi). In pratica la Ferrantina, nata come une delle ultime zone industriali di dimensioni consistenti, se la nuova norma andrà in vigore potrà veder pullulare tanti piccoli negozi cosiddetti “di vicinato”, cioè la dettaglio. Il precedente piano prevedeva la possibilità solo di attività commerciali legate alla produzione, con superficie di vendita non superiore al 40% di quella produttiva e comunque per non meno di 400 mq.

Togliendo questi limiti, ed inserendo la dizione “esercizi di vicinato” la Ferrantina diventa una zona libera a qualsiasi insediamento commerciale, di qualsiasi dimensione. Questa sarebbe la botta finale ai centri storici ed a quegli esercizi commerciali che ancora tentano di resistere, svolgendo un servizio di grande interesse pubblico. Ci domandiamo: ma l’assessore al centro Storico se ne è  accorto? I Commercianti di Bibbiena sono stati informati di questa novità? Assume l’aspetto di una presa in giro, di una caramellina per deviare l’attenzione, la realizzazione di scale mobili per andare in un centro già in profonda crisi e nel mentre si incentivano gli stessi commercianti a trasferirsi altrove. Ci aspettiamo che almeno le associazioni di categoria, le associazioni del Centro Storico  e gli stessi commercianti si facciano sentire.

SEL Casentino