di Melissa Frulloni – Una velina che annuncia la demolizione imminente della Sacci e, a seguire, la smentita della Regione… Ecco una delle più grandi bufale casentinesi! Prima di iniziare a leggere questo articolo forse è bene chiarire il significato di velina in ambito giornalistico… Wikipedia la definisce come “una nota proveniente dall’esterno di un giornale che contiene indicazioni sulle notizie da pubblicare e sulle modalità della loro impaginazione.” Già la definizione dovrebbe far rabbrividire qualsiasi giornalista (anche locale!) che si rispetti. Farsi dare delle indicazioni dall’esterno su cosa pubblicare e come pubblicarlo è davvero inquietante e a nostro dire in completo disaccordo con la definizione stessa di giornalismo (almeno quello che intendiamo noi; il “quarto potere” o “watchdog” delle società moderne)…
Per chi non avesse seguito la vicenda (potreste esservela persa visto che, come spesso accade in situazioni del genere, tutto viene velocemente lasciato cadere nel dimenticatoio), vorremo velocemente riassumere quello che è successo tra il 29 e il 30 ottobre scorsi.
Le due date in Casentino sono ben note a tutti dato che molti di noi sono stati chiamati ad esprimersi sulle fusioni. Ma questa che potremmo tranquillamente definire la più grossa bufala casentinese di tutti i tempi, con le fusioni c’entra e non c’entra…
Il soggetto da considerare è soprattutto il grande e storico stabilimento Sacci, l’ex cementeria di Corsalone, che purtroppo tutti noi conosciamo bene e che è lì a testimoniare l’immobilismo della classe politica e dirigente nostrana, mentre, invece il tempo che passa inesorabile lo piega e lo imbruttisce sempre più…

La grande bufala è apparsa sulle pagine di un quotidiano locale che titolava: “Demolizione della ex Sacci, ci siamo. La Regione dà l’ok per l’intervento”. Nell’articolo si affermava non solo che fosse stata trovata l’intesa per la variante del Corsalone, ma che ci fossero anche milioni di euro (16 per la precisione), praticamente già stanziati e in arrivo dalla Regione, per tutto il progetto. Si parlava anche di tempi certi per l’intervento (“lavori al via entro il 2018”) e di un accordo ormai siglato tra Marino Franceschi, proprietario della struttura, i dirigenti di Lfi, l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli e il sindaco di Chiusi della Verna Giampaolo Tellini (con un successivo intervento di Bernardini, stizzito perché non nominato nella mega velina).
Tutto meraviglioso insomma se non fosse per il fatto che si tratta di una bufala!
E lo diciamo con cognizione di causa visto che il giorno successivo all’uscita del mega titolone, la Regione stessa ha postato sul proprio sito una vera e propria smentita (on line già dalle 17.34 di domenica, il che dimostra che il “problema” era da risolvere con urgenza…)
Nel comunicato tutto viene molto ridimensionato: “Per variante del Corsalone e questione ex Sacci è stato soltanto avviato il percorso per mettere a punto le soluzioni attese dal territorio e dalle comunità locali, ma restano ancora da definire passaggi necessari, sia tecnici che finanziari, per arrivare a definire l’intesa.”

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L’incontro che abbiamo sopra citato in realtà c’è stato e ha visto tutti quei soggetti coinvolti, ma in quella sede è stato deciso ben altro rispetto a quello che poi il quotidiano ha riportato…
Come conferma anche la Regione “è stato soltanto avviato il percorso per mettere a punto le soluzioni attese dal territorio” e, a parlare di questo o della imminente demolizione della ex cementeria c’è una bella differenza.
Anche Marino Franceschi, che abbiamo raggiunto telefonicamente, ci ha confermato la non veridicità della notizia. Lui non sapeva niente di demolizione e di risoluzione della questione alla quale, da parte sua, spera di porre finalmente la parola fine, rinnovando il suo invito a tutte le forze politiche coinvolte e dichiarando ancora una volta la sua volontà di volersi impegnare davvero per chiudere la questione (vi invitiamo a leggere la nostra intervista a Marino, in cui ci ha raccontato la sua versione su tutte le vicende che hanno riguardata la Sacci negli ultimi anni: www.casentino2000.it/esclusiva-la-versione-di-marino/).

La notizia pare comunque essere partita dal comune di Chiusi che avrebbe inviato un comunicato al giornale locale che lo ha poi pubblicato. Il tempismo di Tellini è stato ovviamente perfetto, visto il referendum sulle fusioni che si è svolto proprio in quei giorni. Il sindaco ha voluto dimostrare le capacità del suo comune (e le sue…) di trovare fondi e finanziamenti, ovviamente anche senza fusione, per risolvere un problema ingombrante come la Sacci, per tutto il Casentino. Una mossa da “grande” stratega davvero (sic!)
Ma al di là delle mosse “politiche”, quello che più ci atterrisce è il comportamento di certi giornali… Non verificare la veridicità di una notizia come questa ci lascia veramente basiti…
Ma come, un comunicato parla della risoluzione di uno dei problemi più grossi per il Casentino (ricordiamo che demolire la Sacci e riuscire ad attuare il progetto della variante del Corsalone potrebbe, forse risolvere alcuni dei problemi di viabilità di vallata, nonché permettere di aggirare l’abitato di Pollino che con il suo incrocio è uno dei punti più pericolosi della nostra strada), e nessuno si prende la briga di verificarlo?
Non sembra possibile che si pubblichi una notizia del genere, per di più enfatizzata da un titolo del genere, senza pensare alle conseguenze… E la cosa ancor più inquietante è che certi titoli non sono fatti per “vendere di più”, ma soprattutto per “leccare di più” i nostri politici; l’eccesso di entusiasmo qui è palese (mentre la lingua non si sa più come ripiegarla per farla stare in bocca!).
Lo avevamo già detto, ma va ribadito… Questo genere di “giornalismo” (se così si può chiamare) fa male alla nostra vallata, mentre serve e fa bene ai nostri politici. È accondiscendente, compiacente, talmente tanto da dimostrare, come in questo caso, che a volte è possibile che i leccati smentiscano i loro stessi leccatori.
Per poi, comunque insieme, gettare tutto nell’oscurità, nel dimenticatoio, in modo che nessuno parli più di bufale scomode come questa. Infatti, come avrete notato nessuno ha più osato riparlare di questa storia e per fortuna (dei leccati e dei leccatori) i giorni successivi all’uscita della notizia, l’attenzione di tutti si è spostata sulle fusioni che hanno aiutato a cancellare dall’agenda politica casentinese tutto quello che era stato scritto.
Il quotidiano alla fine ha vita breve e se nessuno si prende la briga di ripubblicare, ripostare, risottolineare certi fatti, il giorno dopo non se li ricorda più nessuno…

La grande bufala a noi è sembrata un fatto davvero grave e quindi degno di essere riportato alla luce anche a distanza di un mese (già solo il fatto che leccati e leccatori la volessero affossare ci è sembrato un buon motivo, da bravi eredi del Badalischio, per riparlarne).
Sicuramente questa vicenda deve ricordarci di non prendere come oro colato tutto quello che leggiamo sui giornali; quelli “amici” e accondiscendenti di cui parlavamo, che sono dalla parte del potere e dei politici di turno e che non possono darcela a bere, non possiamo credergli, perché le bufale che ogni tanto sfornano, stanno proprio lì a dimostrare tutto questo…

(tratto da CASENTINO2000 | n. 289 | Dicembre 2017)