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sabato, 25 Giugno 2022

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No vuol dire NO. Il voto ha fermato le unificazioni forzate dei comuni toscani

da Comitato Libertà Toscana – Il voto popolare ha fermato le unificazioni di comuni imposte dall’alto. Nonostante il conformismo dei media, nonostante la propaganda messa in atto (con dispendio di risorse pubbliche) dalle amministrazioni in carica, dalla regione, dall’ANCI, i cittadini della maggior parte dei comuni toscani andati al voto l’11 novembre 2018 non hanno creduto alla favola delle “economie di scala”, consci che esistono invece, in particolare nei servizi pubblici locali, grandi diseconomie, oltre che la perdita di democrazia, identità locale, tutela del territorio, capillarità dei servizi pubblici.

Comitato Libertà Toscana diffida il Parlamento toscano dal voler riproporre l’incostituzionale “annessione” di comuni che hanno votato NO a comuni più grandi che hanno votato SI, tornando ad applicare lo scivoloso principio della “maggioranza complessiva delle popolazioni interessate”, come accade nell’infelice e ingiusta scelta che fu imposta al piccolo comune di Abetone quando fu unito forzatamente a Cutigliano, nel 2016, in violazione flagrante dell’autonomia comunale sancita dall’art. 114 della Costituzione, e contro lo spirito del secondo comma dell’art. 133 della Carta stessa.

Comitato Libertà Toscana rilancia la sua scelta radicale di autogoverno paesino per paesino, rione per rione, una “rivoluzione paesana” che non solo conserverà i piccoli comuni, ma ripristinerà centri civici e servizi pubblici capillari in ogni frazione, borgo, paese, quartiere e rione della nostra terra.

Per approfondimenti: https://www.comitatolibertatoscana.eu/no-vuol-dire-no/

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