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martedì, 22 Giugno 2021

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Più impegno da parte di tutti per superare la crisi

In questo clima di profonda e diffusa incertezza, dobbiamo programmare cosa fare, a partire da settembre, per contrastare una situazione di estrema difficoltà e in continua evoluzione. Senza nulla togliere all’importanza delle decisioni che verranno prese a livello nazionale, non dobbiamo pensare che tutto dipenda dagli altri, dagli assetti delle province, dalla spending review, dallo spread e via dicendo. Ci sono azioni ed iniziative che possiamo e dobbiamo mettere rapidamente in atto, dando segnali forti e chiari che l’impegno diffuso e condiviso può aiutarci a fare comunque qualcosa di positivo e significativo per il territorio.

Diverse idee le abbiamo messe sul tavolo: i nostri costruttori edili hanno messo a punto un protocollo per sostenere, assieme ai Comuni, le ristrutturazioni nei centri storici contenendo i costi, disponendo di mutui a condizioni particolari, approfittando delle detrazioni fiscali del 50% e di un contenimento degli oneri comunali; si sono messi a disposizione delle Amministrazioni per verificare come realizzare con la finanza di progetto – cioè a costo zero – le opere pubbliche; propongono la creazione di una Stazione appaltante unica per aiutare le amministrazioni, specie le più piccole, a fare rapidamente i pochi appalti oggi finanziati e realizzabili. Sono solo esempi, ma sono tutti ancora attuali e posso generare lavoro, opportunità e ridare un minimo di dinamismo al settore dell’edilizia.

Ci sono tuttora ampliamenti e nuovi investimenti industriali fermi per timori sul loro impatto ambientale. Con forza ribadiamo che le industrie, se rispettose delle molte e stringenti normative nazionali ed europee, sono oggi un bene scarso e prezioso, fondamentale per mantenere occupazione e benessere sociale nel territorio. La Camera di Commercio deve avere, in questa fase di difficoltà e di disimpegno delle amministrazioni locali, un ruolo importante su diversi progetti infrastrutturali. Il completamento e la promozione del Polo fieristico e congressuale è un esempio. Le categorie economiche sono chiamate a fare scelte importanti di breve e medio termine, impegnandosi ad aggiornare e sostenere il piano industriale concentrando su di esso le risorse necessarie, da individuare attraverso una sorta di “spending review”. Le ricadute economiche delle attività congressuali e fieristiche possono essere molto significative, in particolare per il settore turistico-ricettivo, ma non solo; altrettanto importanti sarebbero i danni derivanti da un ennesimo progetto abbandonato e lasciato incompiuto.

Confindustria Arezzo intende puntare su tre direttrici: credito, export e innovazione. Continueremo a stimolare le banche perché sostengano le aziende ed i loro progetti, anche utilizzando, ove necessario, gli strumenti a disposizione per ristrutturare le posizioni finanziarie più delicate. L’export è la valvola di sfogo per crescere in un contesto nazionale stagnante: accompagneremo le imprese sui diversi mercati (Emirati, Nord Europa, Brasile, Corea, Russia …); solleciteremo le aziende ad unirsi quando le dimensioni non consentano loro di affrontare, da sole, i necessari investimenti. L’innovazione è, infine, un esempio concreto del nostro impegno per i giovani e per il futuro del nostro apparato industriale: le imprese si sono messe a disposizione per fare da “incubatori” di innovazioni e nuove imprese, garantendo ai giovani con idee valide un concreto ed efficace supporto. La formazione e l’assistenza attraverso professionalità adeguate saranno le leve che useremo per lavorare su queste direttrici. Si tratta di progetti che, presi uno per uno, potrebbero sembrare poca cosa di fronte alla dimensione dei problemi che dobbiamo fronteggiare. Ma ora più che mai è importante mettere rapidamente in atto idee, progetti ed iniziative locali valide e concrete per contribuire, passo dopo passo, a rilanciare la nostra economia.

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