da Asl Toscana Sud Est – Il Comitato Salute Casentinese dichiara di “raccontare la verità” sul pronto soccorso di Bibbiena.  Ambizione lodevole ma non realizzata.

Il pronto soccorso è solo un centro di primo intervento come il Comitato afferma? Falso.
Infatti  rispetta totalmente quanto previsto dalla normativa nazionale e cioè il DM 70/2015 per il numero di accessi annui e per la popolazione di riferimento: presenza in ospedale di un reparto di medicina e uno di chirurgia, radiologia con trasmissione delle immagini, pronto soccorso con organico medico dedicato all’emergenza urgenza presente nelle 24 ore. In più in Casentino è presente anche un reparto di anestesia e rianimazione con anestesista presente 24 ore.
Questo è il pronto soccorso di Bibbiena. I punti di primo intervento, come il Comitato vorrebbe erroneamente etichettarlo, è invece ben altra cosa. Infatti non è presente in ospedali per acuti ma in strutture per lungodegenti o strutture territoriali. Inoltre si limita alla gestione delle urgenze minori e alla prima stabilizzazione preliminare al trasporto in un pronto soccorso.
Nel Pronto Soccorso dell’ospedale del Casentino l’Asl Toscana sud est ha investito oltre 400mila euro. Sono stati rifatti pavimenti, rivestimenti, tinteggiature e controsoffitti, buona parte degli impianti idraulici ed elettrici, tutti gli impianti di sicurezza e rilevazione, i locali sono stati dotati di climatizzazione. Infine nuovi arredi e attrezzature. Per migliorare il servizio sono stati creati due accessi distinti (pedonale e barellati) con dispositivi di controllo per sicurezza utenti e personale sanitario; ampi spazi per l’accoglienza dei pazienti che permettono effettuazione pre triage e mantenimento distanza di sicurezza e rinnovata la postazione triage. Il pronto soccorso dispone adesso di una stanza di isolamento polifunzionale, di uno spazio accoglienza per i pazienti pediatrici e sono stati aumentati i posti di osservazione breve intensiva.
Se tutto questo è un Centro di primo soccorso, il Comitato può continuare a pensarlo. Ma senza scrivere che racconta la verità.