Il ministro all’ambiente (Orlando) con meno di zero competenze ambientali, facente parte di un governo tra più inutili e insulsi della repubblica, nomina presidente del parco il personaggio meno adatto possibile (Santini), cacciatore e sindaco PD non ricandidabile, competenze ambientali uguali a zero (come il ministro, compagno di partito). Il capolavoro dell’inciucio (contrari solo SEL e M5S) è servito. Ora il Parco vivrà altri 5 anni di nulla e forse farà la fine dell’Unione dei Comuni, affossata politicamente dal Nostro in appena un anno e mollata nel breve tempo di una notte, appena annusato l’odore della nuova poltrona. Santini è il perfetto esempio del giovane dirigente PD di oggi (Berlinguer nella tomba è piuttosto agitato…), più democristiano che di sinistra, sicuramente socialista, con la filosofia innata e pratica del “ma anche”. E’ prevedibile che il nuovo presidente galleggierà per 5 anni (anche perché gli anni passano in fretta e dopo c’è sempre un’altra poltrona a cui aspirare) tra le richieste degli amici cacciatori, le rivendicazioni dei compagni sindaci, le incazzature degli abitanti. Con l’ambiente MA ANCHE con le associazioni venatorie, e via cantando. Probabilmente qualche chilometro di confini varrà ristretto e si potrà fare una gronda in più con meno vincoli, ma resterà di sicuro l’inutilità di un Ente che dimostra proprio con questa nomina la sua vocazione solo politica e partitocratica che al territorio (a parte mantenere un manipolo di dipendenti che non sappiamo sinceramente cosa facciano o a cosa siano utili) non porterà, ancora, nulla di nulla. Insomma, l’ennesima occasione persa.
Amen.