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giovedì, 30 Giugno 2022

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Un “VIP “ con le ruote

di Martina Naccarato – Intervista a Iacopo Melio, un giovane giornalista freelance toscano, che si occupa di comunicazione digitale e che, a causa di una rara malattia genetica, è costretto a vivere su una sedia a rotelle.
Chi è Iacopo Melio nella vita privata? Chi e/o che cosa le ha permesso di diventare una persona molto conosciuta e stimata non solo da individui che, come lei, hanno una disabilità, ma anche, anzi forse soprattutto, da quelli che non ce l’hanno?
«Sono uno studente di Scienze Politiche presso l’Università di Firenze, ma, mi occupo soprattutto di comunicazione e sono un attivista dei diritti umani e civili. Al momento, scrivo per Fanpage.it. Inoltre, nel 2015 ho fondato una ONLUS che si chiama #Vorreiprendereiltreno e che ha come scopo principale quello di ideare e attivare progetti riguardanti la disabilità. Sono una persona che, come le altre, pur avendo pregi e difetti, ogni giorno porta avanti le proprie idee e lotta con convinzione per ottenere ciò che vuole. Probabilmente, proprio perché sono così semplice e, se vogliamo, addirittura un po’ modesto, nel corso degli anni sono riuscito a “diventare famoso” nel mondo dei social network e, più in generale, in quello del web».
Perché ha deciso di scrivere dei libri? Ci racconti brevemente come nasce quello che per lei è più importante…
«Beh, lasciatemi dire che, a mio avviso, chi scrive libri lo fa per raccontare qualcosa che vuol condividere con gli altri e soprattutto che non riesce più a tenere dentro di sé. Ho iniziato a scrivere il mio ultimo libro dal titolo Faccio salti altissimi, pubblicato da Mondadori, con l’idea di dar vita ad un’autobiografia che però s’intrecciasse con storie di altre persone che ho incontrato nel corso della mia esistenza. Ho deciso di far questo principalmente con la speranza di emozionare i potenziali lettori e di far comprendere loro in maniera del tutto naturale cose che fino a quel momento credevano essere “ strane “ e, perfino, estranee, insomma, ho cercato di attivare un percorso di cambiamento seppur microscopico e graduale nella testa degli altri.
Infine, mi preme davvero moltissimo sottolineare che lo scopo principale della mia scrittura è senz’altro quello di “prendere spunto“ dalla mia vita quotidiana per affrontare tematiche come ad esempio, l’accessibilità, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’inclusione sociale di persone con disabilità, che altrimenti continuerebbero ad essere tabù e, in un certo senso, ad appartenere ad un mondo a sé stante».

FOTO IACOPO MELIO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come vive il suo successo? Chi sono le persone che più la ispirano e la sostengono?
«Secondo la mia modesta opinione, avere “ successo “ nella vita significa riuscire a trovare un lavoro ed avere un’indipendenza economica che permetta di crearsi una famiglia, perciò io non sono un ragazzo famoso, ma semplicemente un giovane che ha avuto ed ha tuttora la fortuna di poter esprimere liberamente la propria opinione in merito a tematiche che la maggior parte degli individui ritiene delicate e che, come ho affermato in precedenza, per questo motivo, sono pressoché sconosciute e talvolta perfino un po’ temute. È innegabile che il motore che mi permette di continuare ogni giorno a svolgere il mio lavoro che, spesso, risulta anche piuttosto faticoso, sono senza dubbio, i miei followers che con costanza, passione ed ammirazione, oltre a leggere e rileggere i miei libri, mi seguono sui social network offrendomi sempre il loro preziosissimo, anzi direi fondamentale supporto».«
Anche se ormai è più che evidente che per lei la sua disabilità non rappresenta un problema, ci spieghi cosa vuol dire vivere su una sedia a rotelle e che consigli darebbe alle persone che non accettano il proprio handicap.
«Lasciatemi dire con serenità che, in realtà, la mia disabilità non è un problema che ignoro, ma al contrario, è qualcosa con cui sono costretto a confrontarmi ogni giorno, ecco perché, cerco sempre di trasformare le piccole o grandi difficoltà quotidiane in “trampolini di lancio “, ovvero, in qualcosa che possa mettere in luce le mie abilità anziché il mio handicap. Solo chi riesce a valorizzare veramente le proprie debolezze è in grado di affrontare con coraggio e determinazione ogni tipo di situazione, anche la più difficile».

A seguito di questa intervista ci preme moltissimo affermare o addirittura riaffermare che, per fortuna, ci sono non poche persone che pur avendo un handicap di qualsiasi tipo e pur vivendo in una società che, purtroppo, è quasi sempre pronta a dare più importanza all’apparire piuttosto che all’essere e a mettere in luce le disabilità piuttosto che le abilità, riescono comunque a realizzarsi dando voce e forma ai loro pensieri ed alle loro ambizioni, così da poter vivere a pieno una vita normale sotto tutti i punti di vista.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 296 | Luglio 2018)

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