di Melissa Frulloni – A che cosa serve il Consorzio Casentino Sviluppo e Turismo? È una domanda che ci siamo posti spesso in questi anni. Questo ente, nato nel 2002 per valorizzare e incrementare il turismo di vallata, voluto dalla politica, è sempre stato salutato da tutti, Sindaci, Comuni, Unione, Parco, come un elemento indispensabile per il Casentino, un organismo vitale per l’offerta turistica casentinese…
Noi di CASENTINO2000 invece abbiamo sempre sostenuto il contrario, non solo perché non abbiamo mai visto concreti risultati portati dall’ente, ma anche per i dati sull’affluenza nel nostro territorio che, nei primi nove mesi del 2018, ha registrato un calo del 20% di arrivi e del 15% di presenze. E, nel tempo, sono stati diversi gli operatori del settore stanchi di questa gestione (potremmo dire assente) del turismo di vallata; ci hanno contattato spesso per esprimere tutto il loro dissenso…
Oggi, stando alla parole di Luca Alterini, presidente dimissionario, ma facente funzioni per il Consorzio, l’ente “non è più attivo e quindi probabilmente verrà messo in liquidazione a meno che non ci sia la parte “pesante”, che era quella rappresentata dagli Enti, che voglia ricapitalizzare e investirci come ha fatto negli anni precedenti.” Quindi il Consorzio è diventato praticamente un fantasma che però, siamo certi sarà presto sostituito da altri carrozzoni simili (è recente la notizia della firma, da parte della Conferenza dei sindaci casentinesi della “…convenzione che costituisce l’ambito turistico del Casentino: per la prima volta nella storia della vallata, c’è un progetto di squadra per promuovere il territorio a livello nazionale ed internazionale con il coinvolgimento di tutti i comuni…” Ma come si fa a dire “per la prima volta…”? Il Consorzio esiste dal 2002!).
Ma facciamo un passo indietro e torniamo a quando l’ente era “amato” e ben voluto da tutti. È di quel periodo che una ex dipendente del Consorzio vuole parlarci. Preferisce restare anonima, ma è venuta in redazione per raccontarci la sua esperienza con questo ente e per testimoniare, avendoci lavorato, la sua assoluta inutilità.
“Ho deciso di lasciare il Consorzio dopo un anno che ci lavoravo. Avevo diversi stipendi da riscuotere e decisi che era meglio farla finita il prima possibile per evitare di peggiorare la mia situazione.” Ci spiega la ex dipendente. “Nel tempo sono riuscita ad avere quasi tutto quello che mi spettava in trance in cui venivano raggruppati stipendi di più mesi, ma ad oggi devo ancora riscuotere qualcosa. La cifra non è altissima, ma credo che non sia questo il punto. Per il Consorzio ho lavorato e mi sembra giusto avere quello che mi spetta. Non si lavora certo per la gloria… Io ho lavorato per il Consorzio e mi spetta lo stipendio per quello che ho fatto! Dall’ente mi veniva sempre ripetuta la stessa scusa, che i soldi non c’erano… Io però sapevo con certezza che per altre cose, ad esempio per pagare la cooperativa che aveva in gestione i centri visita, i soldi venivano sempre trovati e i pagamenti fatti sempre con puntualità. Mi veniva detto che verso di loro c’erano delle responsabilità, che c’erano dei dipendenti che dovevano riscuotere… E noi? Noi dipendenti del Consorzio non dovevamo riscuotere quello che ci spettava? Non era più logico pagare prima i nostri stipendi e poi quelli dei consorziati? Inoltre, il Parco è sempre stato molto puntuale e preciso nei pagamenti e quindi ho sempre sostenuto che quella dei “soldi non ci sono” fosse stata una scusa bella e buona per non pagare.”
Essendo la cooperativa che aveva in gestione i centri visita, socia del Consorzio (la presidente è anche nel CDA dell’ente), per legge, avrebbe dovuto ricevere i pagamenti per ultima o comunque dopo i dipendenti del Consorzio, come ci spiega la ex dipendente: “Quando ho letto il vostro articolo sul Consorzio, nello scorso numero di CASENTINO2000, mi sono sentita in dovere di intervenire. Luca Alterini affermava: “In questo momento poi il Consorzio non ha dipendenti e abbiamo concluso i pagamenti del TFR…” Non è assolutamente vero! Lo conferma la mia situazione così come quella di altri che so che devono ancora riscuotere dall’ente stipendi arretrati. Ho appreso anche dalle pagine del vostro giornale che la situazione è al tracollo. Anche di questo nessuno mi ha avvertita, quando invece credo che fosse stato opportuno farmelo sapere, visto che sono una ex dipendente e ancora devo riscuotere degli stipendi arretrati.”
Inoltre, la ex dipendente ci fa notare che nel recente post di presentazione di Roberto Rossi, come candidato a Sindaco per il Comune di Bibbiena, in cui aveva pubblicato anche il suo curriculum vitae, aveva omesso di scrivere che è stato ed è ancora, vicepresidente del Consorzio. “È dimissionario come Alterini, ma non capisco perché non dirlo. Nel suo comunicato parlava di onestà e trasparenza, ma non ha parlato di questa parte della sua carriera… Capisco che dopo tutto quello che è successo, non è facile dire di aver lavorato per il Consorzio, c’è da vergognarsi, però non mi sembra il modo migliore per iniziare una campagna elettorale. Io sono per la verità ed anche se sono stati fatti degli errori, delle scelte sbagliate, è bene che ognuno si prenda le proprie responsabilità… È una questione di giustizia, soprattutto verso chi, come me, deve avere ancora dei soldi.” Ci ha spiegato la ex dipendente.
Dopo averci lavorato, anche lei concorda con noi, il Consorzio è, ed è stato, un ente inutile! La stessa organizzazione al suo interno, come ci spiega la ex dipendente, lo dimostra… Ci dice che la porta dell’ufficio informazioni, situato all’interno dell’Unione, è sempre chiusa e si apre solo dall’interno. “È difficile capire da fuori se l’ufficio è aperto e dall’ufficio stesso è possibile ricevere persone e turisti, solo se si intravedono sulla porta, altrimenti, trovandola chiusa, se ne vanno credendo che l’ufficio sia vuoto.  Anche il punto informazioni di Poppi, quello nel parcheggio davanti all’Unione, è sempre chiuso! Il posto in cui un turista deve andare per avere informazioni è nell’ufficio dentro all’ente, ma quasi tutti lo capiscono solo dopo un po’, girovagando e incappando in alcuni cartelli; non è immediato e spesso in molti ci rinunciano. Nell’ufficio avevamo cartine, alcuni libri e davamo quelle e poco altro ai turisti. La sensazione era di avere le mani legate, di non poter fare grandi cose, considerando anche il fatto che l’ufficio il sabato e la domenica restava sempre chiuso. Gli stessi consorziati ci chiedevano cartine, materiale vario, ma ne avevamo poche per soddisfare le loro richieste. Così com’era il Consorzio era davvero inutile! Anche l’incapacità di non riuscire, parlo per la scorsa estate, a fare il calendario degli eventi, è davvero vergognoso! Possibile che un Consorzio creato per sviluppare il turismo di vallata non riesca a raccogliere le date degli eventi in Casentino? Assurdo!”
La ex dipendente ci spiega che anche alcuni professionisti si erano affacciati al Consorzio cercando di dare il loro contributo, mettendo la loro professionalità, le loro idee al servizio dell’ente per migliorarlo, per risollevarlo e per cercare davvero di farlo funzionare, ma nessuno li ha mai considerati più di tanto e alla fine si sono tutti allontanati, diventando di fatto un’altra occasione persa per l’ente stesso e per il turismo casentinese…
Anche per la ex dipendente la sensazione è quella che ci sia una vera e propria mancanza di volontà, pare infatti che nessuno voglia risollevare le sorti del Consorzio e che ormai la sua storia sia morta e sepolta, facendo scomparire tutto in una bolla di sapone…
Risulta difficile da credere dopo tutti i comunicati, le parole spese, la voce grossa dei sindaci che sempre hanno difeso questo ente, sottolineandone l’importanza, l’essenzialità per il nostro turismo, facendoci credere (ora ne abbiamo le prove) che senza Consorzio tutto sarebbe andato in malora e non ci sarebbero state altre possibilità per migliorare l’offerta turistica del Casentino.
Continuiamo a credere che un professionista, fuori dalla politica, sia fondamentale per lo sviluppo turistico della vallata. Qualcuno con le capacità e gli studi giusti per poter condurre il Casentino verso un’offerta vera, attrattiva, capace di farci crescere e vivere di turismo.
Davanti a tutto questo ci torna in mente l’Ape Ferrari targata Consorzio che avevamo pubblicato sulla copertina dello scorso giugno di CASENTINO2000. Un mezzo piccolo, lento, assolutamente non in grado di rispondere alle esigenze del territorio e alle richieste degli operatori e che invece doveva essere non un’Ape, ma una potente Ferrari. Questa volta dobbiamo dirlo, anche se serve a poco… Avevamo ragione noi!

(tratto da CASENTINO2000 | n. 304 | Marzo 2019)