di Sara Trapani – È passato quasi un anno da quando, nella RSA di Castel San Niccolò, alcuni dipendenti vennero filmati mentre maltrattavano gli anziani ospiti. Quasi un anno da quando le telecamere di tutta Italia si concentrarono sul piccolo paese del Casentino per una notizia che nessuno si aspettava di sentire. Da quel momento il servizio, gestito dalla cooperativa Coop.L.AR, è stato sospeso e fatto un nuovo bando di gara. Il bando è stato vinto dal Consorzio Comar di Monte San Savino e noi abbiamo sentito Patrizia Malacrida per farci spiegare cosa è cambiato in questo anno.
Innanzitutto può presentarci il Consorzio. «Mi chiamo Patrizia, sono un’assistente sociale e provengo da un percorso formativo e lavorativo in ambito educativo; dal 2010 lavoro con il Consorzio Comars. Il Consorzio Comars è nato a Monte San Savino nel 1994, con l’intento di riunire cooperative sociali di tipo A e B presenti sul territorio e promuovere attività di carattere socio riabilitativo sia in campo educativo sia socio sanitario. Diversi sono i settori di intervento, dai minori agli anziani, dai disabili alla psichiatria; il lavoro con gli anziani si svolge sia all’interno di strutture (RA, RSA, Centri Diurni) che nell’ambito dell’Assistenza Domiciliare. Dal 2011 coordino la RSA Biozzi di Pieve Santo Stefano in Val Tiberina e dall’aprile 2018 anche la Casa Albergo di Castel San Niccolò in Casentino».
Da quanto avete in gestione la RSA? «A partire dal mese di aprile 2018. Con il cambio della gestione della residenza per anziani voluta dall’Unione e dai Comuni aderenti, a seguito dei fatti di cronaca che hanno interessato alcuni degli operatori che lavoravano all’interno della casa di riposo. Successivamente, a seguito del nuovo bando di gara emesso dall’Unione dei Comuni del Casentino, a partire dal mese di novembre, la gestione è stata affidata al Consorzio Comars».
Che struttura avete trovato? «La RA/RSA di Castel San Niccolò è una struttura sociosanitaria che esiste in Casentino da molti anni. Amata dai concittadini, accoglie anziani da tutti i Comuni del Casentino e vi sono anziani che provengono anche da altri Comuni della Provincia di Arezzo e Firenze. È una struttura di piccole dimensioni, gli anziani accolti sono 19, ed è presente un clima di accoglienza molto familiare. Essendo attiva ormai da molti anni, la struttura aveva necessità di interventi di riqualificazione che sono stati realizzati dall’Unione, inoltre, grazie al nuovo affidamento è stato possibile anche agire per un miglioramento dei servizi assistenziali per gli anziani, oltre quelli standard previsti per questo tipo di struttura sociosanitaria».
È stato difficile relazionarsi con i parenti dopo quello che era successo? «Le decisioni assunte dall’Unione dei Comuni, in collaborazione con il Comune di Castel San Niccolò, di avviare una nuova gestione con un ricambio completo del personale in servizio, ha favorito un clima di fiducia ed ha confermato una buona relazione tra la struttura, i familiari e gli anziani accolti. Da maggio sono state realizzate numerose iniziative che hanno coinvolto la cittadinanza e i familiari per “aprire” la struttura all’esterno, che hanno tra l’altro rafforzato il clima di fiducia dei familiari. Ad inizio settembre abbiamo organizzato la festa d’estate che ha coinvolto i familiari ed amici, con attività di animazione e la condivisione della cena dei nostri ospiti in terrazza. A Natale abbiamo organizzato il pranzo in residenza il 23 dicembre ed è stato un altro momento in cui familiari, ospiti ed operatori hanno potuto rinsaldare il legame di conoscenza. Sono stati, inoltre, realizzati colloqui con i familiari di tutti gli ospiti inseriti in struttura, aggiornati i piani assistenziali, per assicurare un’assistenza che rispondesse ai bisogni di tutti gli anziani».
E gli anziani come gli avete trovati? «Gli anziani sono stati un po’ frastornati dai cambiamenti repentini che sono accaduti, ma sono bastati pochi giorni perché il clima ritornasse nella normalità e serenità che lo contraddistinguono anche adesso».
Avete apportato modifiche? «In accordo con l’Unione dei Comuni la struttura come dicevo poc’anzi si è aperta molto all’esterno per favorire un clima di relazioni con la comunità e con il territorio.
Le feste sono stati momenti in cui gli anziani hanno potuto godere della compagnia di amici e familiari, della musica, dell’allegria, del clima rassicurante di gioia e serenità trasmesso dal personale che mi aiuta e sostiene in queste iniziative, contribuendo in modo determinante a rendere La Casa Albergo luogo di vita, non solo di cura. A maggio in occasione della fine dell’anno catechistico, tutti i bimbi delle varie classi sono venuti in residenza per un momento di preghiera molto raccolto e a seguire una deliziosa e animata festa in terrazza con tanto di merenda per tutti genitori compresi. Ad inizio settembre la festa d’estate con musica, canti, tombola e per finire cena dei nostri ospiti in terrazza. In occasione del Natale sono state diverse le iniziative: la Santa Messa con bambini dell’oratorio e i loro catechisti; il pranzo in residenza il 23 dicembre. Un’altra iniziativa, non ultima per il successo e la commozione che ha suscitato, è stata la Cassetta della posta di Natale: i bambini del paese hanno imbucato in una cassetta, sistemata all’ingresso della struttura, i loro pensieri e i loro auguri di Natale ai nonni, sono stati davvero molti e li abbiamo letti ai nostri ospiti in occasione della Messa e del pranzo. Particolarmente gradita agli ospiti è la celebrazione in struttura della S. Messa una volta al mese, con il parroco don Roberto, l’animazione dei bambini del catechismo e la presenza di persone del Paese. Sono stati effettuati dall’Unione dei Comuni dei lavori di riqualificazione degli ambienti ed acquistato nuovi ausili a supporto dell’autonomia e per migliorare la qualità assistenziale a favore soprattutto delle persone non autosufficienti accolte nella RSA, che sono 14 sui 19 posti disponibili. Questi gli acquisti più significativi ed interessanti: nuovi e più funzionali MAD (materassini anti-decubito), deambulatori, carrozzine a spinta, sedia doccia basculante e sollevatore elettrico.  L’affidamento al Consorzio ha inoltre introdotto servizi nuovi che sono forniti a titolo gratuito agli anziani, quali la podologa e il parrucchiere. Ritengo inoltre molto qualificante e centrale la figura della geriatra, presente più volte al mese in struttura. È un percorso intrapreso da pochi mesi ma sta dimostrando come la valutazione multidimensionale geriatrica può migliorare la qualità di vita dell’anziano, monitorando in sinergia con i medici di base e il DSM territoriale e i familiari stessi, il suo declino funzionale e cognitivo».
Come viene gestito il servizio? «Attualmente il personale in servizi corrisponde per numero e per qualifica agli standard regionali, lavora in base a programmi di lavoro concordati e condivisi, tesi a potenziare e migliorare il servizio assistenziale ed infermieristico. Svolgiamo periodicamente riunioni di equipe interdisciplinare, con la geriatra e tutte le figure professionali presenti in struttura per una valutazione delle condizioni degli ospiti e una programmazione organizzativa aggiornata. Una particolare attenzione è spesa per favorire il buon collegamento tra il nostro operato e i medici di base, i servizi sociali e i servizi sanitari del distretto. Per ogni ospite è previsto un Piano Assistenziale Individuale (PAI), dove sono elencati obiettivi sanitari assistenziali fisioterapici e relazionali relativi alla sua situazione. In pratica con scadenze stabilite si discute in equipe, con la geriatra e gli operatori, gli obiettivi da raggiungere per ciascun ospite e gli interventi per realizzarli ed eventualmente i risultati ottenuti, il tutto coinvolgendo i familiari nella condivisione di tale percorso definito. In merito alla formazione del personale in servizio, oltre ai corsi obbligatori previsti dalle normative, con la geriatra si organizzano brevi corsi interni di approfondimento e di formazione su problematiche riscontrate nel gestire il quotidiano dei nostri ospiti. Un’attenzione particolare è riservata alle procedure d’ingresso e di accoglienza dei nuovi ospiti. Poiché il momento di inserimento in residenza è un fattore di grande stress per la persona anziana, è necessaria una sensibilità particolare da parte di tutti gli operatori; in questa fase iniziale l’incontro sul piano umano, il calore dell’accoglienza, sono determinanti e non meno importanti della presa in carico dal punto di vista sanitario. Ritengo quindi indispensabile da parte della mia equipe favorire un clima accogliente e rilassato con il nuovo ospite e la sua famiglia fin dall’inizio della presa in carico».
Noi abbiamo sentito anche alcuni parenti degli anziani ospiti e ci hanno confermato che il clima è tranquillo e sono contenti dei nuovi servizi offerti. Ad un anno da quella bruttissima storia quindi, la RSA di Castel San Niccolò ha una nuova gestione e dei nuovi servizi che speriamo portino serenità agli anziani, che hanno soprattutto bisogno ogni giorno di cure e di tantissimo amore.

(tratto da CASENTINO2000 | n. 304 | Marzo 2019)