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domenica, 27 Novembre 2022

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Impressioni di settembre (a ottobre)

Finite le sagre e riposte le infradito ormai da tempo, con i venti freddi di questo strano autunno, noi casentinesi, badalischi inclusi, che viviamo qui anche nelle corte giornate di novembre, torniamo a pensare a cosa ne sarà della nostra Valle.

A sud la variante di Santa Mama è finita, tralasciamo gli inni di giubilo e le appiccicose e vergognose veline che si stanno ancora sprecando, salutando questo evento come un successo del Nostro e di tutta la banda targata Padova. Ora l’argomento principe su cui discutere sono le fusioni e il referendum del 29 e 30 ottobre. Non ci si occupa dell’Ospedale, che vuoi che ci importi se dobbiamo andare a partorire ad Arezzo; basta, la sanità è un argomento troppo triste e sfigato. Anche il lavoro, è un tema troppo grande e poi, si dice in giro, se uno vuole lavorare davvero, il lavoro lo trova. Potremmo incazzarci con gli immigrati, ecco questo sì che è un argomento con cui fare bella figura prendendo il caffè al bar, fermi e decisi a rimandarli tutti a casa loro, perché nero va bene, ma vuoi mettere il bianco…

Comunque sia, l’argomento top (oltre ai funghi che forse ormai non nasceranno), almeno per tanti nostri politici, ora sono le fusioni, il referendum, il quesito a tre variabili, uno due o x. Si tratta di unire più comuni e la battaglia è quella di mettere insieme Bibbiena, Chiusi e Ortignano. L’altra proposta, quella di unire invece Chiusi, Chitignano e Castel Focognano, non è nemmeno da prendere in considerazione, nata solo dalla volontà di Tellini di ostacolare in qualche modo l’unione di Chiusi con Bibbiena.

Se qualche lettore di questa umile e sibilante rubrica ci segue da un po’ di tempo, saprà che noi siamo stati tra i più decisi sostenitori del Comune Unico del Casentino, una delle scelte strategiche per questa valle e per tutti i suoi abitanti che il Nostro (quello di Santa Mama) e la banda (quella targata Padova) hanno osteggiato in tutti i modi, procurando un danno politico immenso alla nostra terra e al suo futuro. Non possiamo quindi che essere favorevoli a questa unione che creerebbe un Comune di oltre 15.000 abitanti (di poco sopra), con regole del gioco politico molto diverse. Anche se l’occasione vera ormai è andata persa il 6 e 7 maggio del 2012 e ora, una vittoria del No, non sarebbe un dramma come, parere personale, fu allora.

Ma… nel nostro strisciare quotidiano, un dubbio ci assilla. Se vincesse il Si, chi sarà a guidare questo ente così importante e determinante per il Casentino?

E allora ci cadono la braccia (che essendo badalischi nemmeno abbiamo). Nessuno all’orizzonte ci sembra in grado, nè il Tellini (tocchiamoci!), nè tanto meno il Bernardini che per molti vuole la fusione solo per adagiarsi per altri dieci anni in una poltrona un po’ più grande. Proprio lui che poteva essere la speranza di un Casentino alternativo, di una terra finalmente liberata dalla banda targata Padova, dal Nostro, da un modo di fare politica servile e compiacente, dall’inutile Unione dei Comuni e del suo unico dirigente, si è rivelato la più grande delusione politica degli ultimi anni. Almeno per una parte sostanziosa di casentinesi, quella che aveva creduto che un altro Casentino era possibile.

La Gattopardite, detta anche “sindrome della poltrona futura”, (vi ricordate? fummo i primi a diagnosticarla tempo fa), ha colpito e purtroppo lasciato il segno. Tutto è cambiato. Il Nostro e la banda targata Padova ora sono favorevoli al Comune Unico che si profila con il referendum. Possibile? Sì, possibile, e farsi qualche domanda sul perchè forse è obbligatorio.

Se vincesse il Si, toccandoci le p…. (quelle le abbiamo sempre avute), ci auguriamo con forza che a guidare mezzo Casentino riunito in un solo Comune, ci sia finalmente un uomo davvero nuovo (non affetto da Gattopardite acuta)…

Il Badalischio

(tratto – e rivisitato – da CASENTINO2000 | n. 287 | Ottobre 2017)

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