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domenica, 21 Aprile 2024

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L’insegnante di sostegno

di Sefora Giovannetti – È colui che giunge a scuola con un progetto e lo stravolge per attivarne tutto un altro… sa rispondere a situazioni nuove e improvvisare soluzioni in caso di imprevisti… Coloro che intendono avere accesso all’insegnamento del Sostegno, devono innanzitutto  aver conseguito una laurea in Scienze della Formazione Primaria o un Diploma magistrale, per poter essere inseriti nell’organico presso la scuola dell’infanzia o primaria.

Per poter insegnare invece nella scuola secondaria di primo e secondo grado, in base al decreto legge  59/2017, gli insegnanti devono aver conseguito una laurea oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica. In più i docenti devono avere nel proprio curriculum anche 24 crediti formativi universitari totali da suddividersi nei seguenti ambiti disciplinari: pedagogia, pedagogia speciale, didattica dell’inclusione, psicologia, antropologia, metodologia e tecniche didattiche.

Questi appena elencati sono i requisiti che servono solo a poter accedere al corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico, corso necessario ad acquisire competenze atte a favorire l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità secondo quanto disposto dalla legge del 5 febbraio 1992, n. 104. A conclusione del corso, il candidato dovrà superare con esito favorevole, un esame finale. Superato tale esame i docenti potranno conseguire il diploma di specializzazione per l’attività di sostegno e iscriversi agli elenchi del personale ai fini delle assunzioni e tempo indeterminato.

Tutta questa premessa e questa lunga precisazione è stata fatta perché, a volte, il ruolo dell’insegnante di sostegno è come avvolto da una non precisa specificità. Ai colleghi viene spesso chiesto: «Ma tu, in ambito scolastico, di cosa ti occupi?». E alla risposta: «Sono un insegnante di sostegno», l’interlocutore aggiunge un generico «Ah!…»; senza ben comprendere di cosa si stia parlando.

Altri ancora pensano che essere insegnanti di sostegno significhi essere relegati ad un tipo di attività completamente separata da quella della classe, senza sapere che gli insegnanti che si occupano di sostegno sono a tutti gli effetti insegnanti di classe, alla stessa maniera degli insegnanti di materia.

Personalmente ho compreso chi sia l’insegnante di sostegno conoscendo alcuni colleghi che ho avuto la fortuna di affiancare durante questi anni. Sono insegnanti che hanno ottime preparazioni per affrontare qualsiasi disabilità, riescono a seguire i ragazzi in ambiti diversi: umanistici, scientifici, o di laboratorio.

Posseggono una didattica flessibile che gli permette di affrontare materie diverse con insegnanti diversi. Ma la loro flessibilità non riguarda solo la disciplina da insegnare, ma anche la tipologia di ragazzo da dover seguire. Non tutte le mattine sono uguali, questo in generale per tutti gli alunni, a maggior ragione per chi abbia necessità di bisogni educativi personalizzati. L’insegnante di sostegno è colui che giunge a scuola con un progetto e lo stravolge per attivarne tutto un altro. È colui che sa rispondere a situazioni nuove, non menzionate in alcun manuale, è colui che sa improvvisare soluzioni a situazioni impreviste.

Ho voluto in questo articolo dare spazio e visibilità alla loro meticolosa preparazione,  alla loro non approssimazione nel lavoro, per far comprendere un po’ a tutti quale risorsa importante siano per la scuola. Oltre a sostenere e lavorare con le disabilità sono insegnanti che riescono a conoscere forse più a fondo di tutti le classi dove lavorano, poiché le analizzano più a lungo di qualsiasi altro docente e le osservano trasversalmente in vari ambiti.

Per troppi anni il loro ruolo è stato poco ben caratterizzato, per troppi anni hanno assunto questo posto anche coloro che, pur avendo grande volontà, non rispondevano a requisiti specifici importantissimi.

È un po’ di anni che, con grande soddisfazione, sono stati attivati corsi formativi che permettono il raggiungimento di una professionalità elevata, atta al ruolo complesso che questi insegnanti sono chiamati a svolgere.

SCUOLA SOCIETA’ sognando futuri possibili è una rubrica curata da Sefora Giovannetti e Mauro Meschini

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