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martedì, 27 Luglio 2021

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Un arresto per stalking

Il presente comunicato ha il solo fine, nell’ottica della massima tutela della persona offesa, di stimolare quanto più possibile qualsiasi vittima di violenza, domestica o meno, a denunciare prontamente quanto di drammatico avviene nella propria esistenza in maniera tale da pervenire presto, grazie agli attori istituzionali interessati, ad una positiva risoluzione della vicenda. Non verranno volutamente estesi dettagli in merito.

COMUNICATO – La vicenda nasce nella valle casentinese all’esito di un rapporto sentimentale tra una donna e un uomo di poco più giovane. Lui non si rassegna alla fine della storia e per la donna inizia un dramma fatto di pedinamenti, molestie, minacce, danneggiamenti. Le abitudini della donna si modificano, è costretta ogni volta a cambiare itinerari, ha paura per le persone accanto.

Si rivolge ai Carabinieri della Compagnia di Bibbiena, al Nucleo Operativo e Radiomobile, organo con giurisdizione su tutta la valle che tratta i casi più delicati di violenza di genere. La donna viene ascoltata nella “Stanza tutta per sé” presente presso il Comando Compagnia, spazio – progetto, che ha lo scopo di facilitare le audizioni delle donne vittime di violenza, per un approccio meno traumatico con i “tecnicisimi” delle fasi investigative. L’idea è quella di una accoglienza concreta, reale, in grado di incentivare le denunce ed avvicinare il maggior numero di donne possibile vittime di violenza.

Garantendo la massima protezione della vittima gli investigatori riescono a documentare effettivamente la pervicacia e la cieca ostinazione dell’ex divenuto persecutore. Si pongono sulle sue tracce quando decide di pedinarla con frequenza giornaliera, lo identificano più volte. In breve tempo il materiale investigativo confluisce alla Procura della Repubblica di Arezzo che operando con i Carabinieri nel quadro della Legge 69/2019 c.d. Codice Rosso, emette un provvedimento cautelare nei confronti dell’indagato. I Carabinieri lo raggiungono presso la propria abitazione, lo traggono in arresto e dopo il fotosegnalamento lo collocano agli arresti domiciliari, attivamente vigilato H24.

Per lui anche l’accusa di aver diffuso immagini della donna in maniera illecita sui social network. Rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mentre la vittima è assistita dall’Arma dei Carabinieri nelle proprie necessità.

È utile ancora una volta ribadire come sia fondamentale stimolare la fiducia delle vittime di violenza a denunciare subito i propri aguzzini, supportando le stesse in un percorso di consapevolezza su misura, a seconda della storia vissuta e del contesto interessato. Per cui l’invito è quello di rivolgersi con fiducia ai Comandi dell’Arma dei Carabinieri su tutto il territorio nazionale.

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