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venerdì, 9 Dicembre 2022

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Le gallerie di Rassina

di Terenzio Biondi – C’è tutto un mondo nascosto sotto le viscere della terra in quel di Rassina, un mondo fatto di gallerie e cunicoli sotto Gargiano, Varitonda, Poggio d’Oci…
Ventisei chilometri di gallerie: roba da non crederci!

Opera del durissimo lavoro della nostra gente fino a pochi decenni fa, quando il materiale per fare il cemento nella vicina Cementeria di Begliano, materiale oggi ottenuto scavando con possenti macchinari a cielo aperto nel Poggio Maggio, veniva prelevato nel mondo sotterraneo delle gallerie.

Decine di mine venivano fatte brillare quotidianamente (la polvere da mina era fornita dalla vicina Polveriera dei Ciofi) e la marna e il calcare estratti dalle viscere della terra venivano dai minatori caricati su carrelli appoggiati sui binari sistemati nelle gallerie principali, carrelli poi trascinati all’esterno della miniera da un cavallo e infine rovesciati su un grande camion per essere trasportati alla Cementeria di Begliano. Un lavoro durissimo, quello dei nostri minatori, ed estremamente pericoloso.

Mi sono emozionato quando ho varcato l’ingresso delle gallerie alla periferia di Rassina, lungo la strada che porta a Chitignano, e ho cominciato a inoltrarmi verso le profondità della miniera camminando sopra i vecchi binari… sempre più giù… nel buio più profondo appena illuminato dalle torce elettriche… sempre più giù… sempre più giù…

Mi fermavo ogni tanto a rimirare la volta e le pareti e avvertivo che il cuore batteva forte alla vista di tantissime stalattiti e stalagmiti ancora in fase embrionale, piccolissime, di un colore bianco perlaceo, opera dell’acqua sulla roccia calcarea… e mi veniva da pensare quale spettacolo si parerà davanti agli occhi dei visitatori delle gallerie fra qualche secolo.

Ma l’emozione più grande l’ho avuta quando ho imboccato una “discenderia” e mi sono trovato nelle gallerie del livello più basso, sotto il livello dell’Arno. Gallerie oggi invase dall’acqua, un enorme fiume sotterraneo di acqua di un fantastico colore verde smeraldo, con i sassi del fondo che brillano come gemme lucenti… e alle pareti enormi rocce che si specchiano nell’acqua e sembrano invitarti a salire in una barca a remi e a percorrere quel meraviglioso mondo sotterraneo.

Il fiume sotterraneo che riempie le gallerie del livello più basso,
illuminato dalla torcia elettrica

Tutto intorno silenzio, un silenzio profondo, senza tracce di esseri viventi.  Nessuna traccia neppure di pipistrelli, gli abitanti delle tenebre e delle caverne che secondo i racconti paesani vivrebbero numerosi nei meandri della miniera. Nulla di nulla.
Non avrei mai creduto che in Casentino esistesse un simile mondo.

I racconti del Torrente. Storie vere, leggende, incontri… nei torrenti del Casentino

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