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martedì, 27 Ottobre 2026

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Casentino Golf Club: «Pronti al rilancio, ma sulle 18 buche serve condivisione»

di Mirko Goretti – C’è un nuovo volto sulla linea di tiro del Casentino Golf Club, pronto a guidare soci, appassionati e giovanissime leve sul green di Poppi: è Vicente Maddii, quarantuno anni e una solidissima esperienza nel panorama golfistico toscano. Cresciuto sui campi dell’Acquabona, dove ha impugnato la prima mazza a soli dieci anni, Maddii vanta un palmarès da dilettante di assoluto rilievo, condito da oltre 120 vittorie, tra cui due campionati toscani sia individuali che a squadre. Dopo il tirocinio allo storico Golf dell’Ugolino e le esperienze al Golf Centanni, guidato fino alla vittoria del campionato regionale a squadre, e al Parco di Firenze, Maddii porta il suo invidiabile bagaglio d’esperienza nella nostra terra, al Casentino Golf Club di Poppi.

La nomina di Vicente Maddii come nuovo maestro rappresenta un segnale positivo per l’associazione, tuttavia il suo arrivo coincide con una fase cruciale per il futuro della struttura. Questa situazione è inevitabilmente frutto di un biennio particolarmente turbolento per il club, segnato da accesi scontri politici e complessi passaggi gestionali: cerchiamo di rimettere tutto in fila.

La vicenda ha inizio a fine 2024 con la scadenza della storica convenzione tra il Comune e l’ASD Casentino Golf Club. Rifiutata la richiesta di proroga avanzata dal club, l’amministrazione guidata dal sindaco Federico Lorenzoni sceglie di mettere a bando la struttura dividendola in tre lotti (campo da gioco, ristorante e diritti edificatori) e assegnandola alla migliore offerta economica: la scelta suscita l’immediata reazione della lista di opposizione Poppi nel Cuore, che contesta lo “smembramento” del complesso ed il passaggio ad una logica di massimo profitto.

Nel gennaio 2025 il sindaco Lorenzoni annuncia l’esito positivo delle procedure di gara: per evitare lo stop delle attività, il Casentino Golf Club si aggiudica sia l’impianto che la ristorazione per un totale di 42 mila euro all’anno, mentre l’area edificabile viene ceduta a un privato. Contestualmente viene confermato il contributo della Regione Toscana per il raddoppio delle buche, che supera il milione di euro.

A distanza di circa dieci mesi, nel novembre 2025, emergono le prime criticità del nuovo assetto gestionale: schiacciata dai costi imposti dal bando, l’associazione è costretta a rinunciare alla gestione del ristorante, mantenendo solo il campo. La struttura resta così temporaneamente priva del servizio tra le proteste della minoranza consiliare.

Saltiamo avanti ancora di sei mesi ed arriviamo ad aprile 2026, quando arriva una nuova svolta: il Comune approva il progetto esecutivo per l’ampliamento a diciotto buche (acquisendo oltre dieci ettari di terreni e fissando la fine del cantiere per il 2027), avvia i lavori al tetto della club house e riaffida la gestione del ristorante a nuovi operatori tramite avviso pubblico.

Entusiasmo che la minoranza ha però frenato ad agosto 2026, denunciando come, al di là degli annunci ufficiali, i lavori sul campo non siano ancora materialmente iniziati e ricordando il peso economico che continua a gravare sulle spalle dei soci.

Tra tutti questi avvicendamenti politici, burocratici e non solo, la vera domanda ora è una: come sta realmente, adesso, il Casentino Golf Club? Per trovare una risposta siamo andati a parlare direttamente con Roberto Mariottini e Marco Tognarini, rispettivamente presidente e vicepresidente del club.

Per il Golf Club Casentino, la nomina di Vicente Maddii rappresenta la colonna portante di una nuova stagione di apertura verso il territorio. Il circolo ha lanciato la “Promozione Principianti”: un pacchetto che offre quattro mesi di accesso alla struttura, quattro lezioni incluse, attrezzatura gratuita e pratica senza limiti. Un’iniziativa che sta già dando ottimi frutti, con oltre quindici nuovi praticanti. Parallelamente, la società ha riattivato con importanti investimenti il campo pratica di Arezzo, dove il maestro farà lezione un pomeriggio alla settimana (oltre ai tre giorni a Poppi). Per la dirigenza, il maestro e il presidio su Arezzo non sono dettagli, ma condizioni imprescindibili per preparare il terreno al futuro campo a 18 buche, che richiederà un bacino di soci ancora più ampio per sostenere i maggiori costi. «Il maestro è la figura fondamentale di un circolo, la colonna portante per consentire a chi non conosce questo sport di avvicinarsi», afferma Tognarini. «Un maestro stimato dai soci e l’attività sul campo pratica di Arezzo sono la condizione necessaria per pensare a un impianto a 18 buche: un campo raddoppiato comporta costi superiori e presuppone necessariamente un aumento del numero di soci», continua Mariottini. Facendo un bilancio attuale dei tesserati, il totale si attesta oggi a circa duecento soci, collocando il club nella Top 10 della Toscana. L’imposizione del canone di locazione da parte del Comune ha però inevitabilmente costretto la società ad una riorganizzazione profonda.

«All’inizio le gare divise in tre lotti hanno creato un clima di incertezza: qualcuno diceva che avremmo chiuso e altri club hanno provato ad approfittarne per portarci via i soci – prosegue Mariottini – nessuno però ha mai pensato di mollare. Tutti oggi ci fanno i complimenti per la qualità del campo. Certo, l’imposizione del canone ci ha gravato: abbiamo dovuto rivedere l’organizzazione, alzare le quote e cercare sponsor. La cosa che però resta assurda è che noi facciamo di fatto i giardinieri di una struttura pubblica e, per curare questo giardino a nostre spese, dobbiamo pure pagare l’affitto». Tognarini poi chiarisce la natura economica della gestione: «Il nostro club si basa sull’autofinanziamento: i soci coprono oltre il 60% dei costi generali dell’impianto con le tessere annuali. Prima il canone veniva compensato dagli investimenti che il club aveva fatto negli anni, poi il Comune ci ha voluto imporre questo affitto. Non si può gravare troppo sui soci: senza di loro, una struttura pubblica come questa semplicemente non va avanti». La spesa per il canone si è rivelata nel tempo un costo insostenibile specificatamente per quanto riguarda il ristorante, su cui Mariottini precisa la posizione del club: «Sul ristorante abbiamo fatto la gara, in trasparenza, con un partner, i cui obiettivi gestionali si sono rivelati poi diversi dai nostri. La ristorazione non è il nostro mestiere, e per l’associazione quel canone era diventato un costo insostenibile, così abbiamo fatto disdetta. Il partner ha poi trovato un accordo diretto con il Comune per la gestione: noi oggi non c’entriamo più nulla e non sappiamo come sta andando».

È sul tema del raddoppio delle buche, finanziato in parte dalla Regione Toscana in seguito al percorso avviato dalle precedenti amministrazioni e dal circolo stesso, che la dirigenza esprime la priorità di un reale coinvolgimento tecnico nelle scelte esecutive: «Sui lavori per le 18 buche siamo stati tenuti dal Comune completamente all’oscuro – sottolinea il presidente Mariottini – Lo dico senza polemica, il Comune ha tutti i titoli per gestire i suoi atti, ma su un impianto del genere il confronto con il club sarebbe fondamentale. Il progetto originario lo aveva fatto l’associazione e lo ha donato al Comune. So che ci sono stati i primi movimenti terra, ma non conosciamo tempi o procedure. Speriamo solo che ci interpellino al momento delle scelte tecniche su sementi, prato e green, visto che anche il nostro nuovo maestro ha competenze specifiche di cantiere». «Costruire un campo da golf non è come fare un campo qualsiasi – precisa Tognarini – I green hanno caratteristiche costruttive complessissime: se non li fai a regola d’arte, i giocatori se ne accorgono subito. Le nostre nove buche attuali sono considerate perfette da chiunque venga a giocare. Ci auguriamo che al momento di seminare e modellare il terreno l’associazione venga ascoltata».

In conclusione, dai vertici del Casentino Golf Club arriva un invito che punta a superare le contrapposizioni attuali per mirare a valorizzare quello che è un bene collettivo di tutta la vallata. «Il mio è un appello alla condivisione: serve un tavolo comune tra Amministrazione Comunale, club e operatori economici del Casentino – conclude Mariottini – Questo non è il nostro impianto privato, è un bene pubblico ed è un motore di attrazione enorme per agriturismi e strutture ricettive, con un flusso continuo di turisti, anche stranieri. Abitiamo in una valle piena di paesaggi mozzafiato, tanto che all’Open d’Italia di Cervia siamo stati premiati per il campo da golf con il miglior panorama d’Italia: con l’arrivo delle 18 buche il potenziale turistico si moltiplicherà. È il momento che tutti, dalle istituzioni agli imprenditori locali, prendano coscienza di cosa rappresenta questa realtà non solo per Poppi, ma per l’intera vallata».

Un messaggio chiaro da parte della dirigenza, che trasforma una lunga querelle burocratica e politica in una scommessa sul turismo e sul futuro del territorio. La palla passa ora alle istituzioni locali: il Casentino Golf Club ha posizionato la sua pallina sul tee di partenza con un nuovo maestro e una visione chiara. Per completare il percorso verso le 18 buche, però, servirà un gioco di squadra capace di coinvolgere l’intera comunità: dagli enti, agli operatori economici, alle aziende e alle associazioni.

Nella foto: Roberto Mariottini (presidente), Marco Tognarini (vicepresidente), i segretari Olga Fiorini e Piero Milli

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