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martedì, 22 Giugno 2021

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Unione dei Comuni: l’ultimo presidente?

di Mauro Meschini – Siamo arrivati alla elezione del nuovo presidente dell’Unione dei Comuni del Casentino, accompagnati da un confronto quasi assente, in cui si è comunque solo focalizzata l’attenzione sui nomi di qualche possibile candidato senza aprire, già da adesso, una vera e propria discussione sull’Unione stessa, sul suo ruolo, su quello che è stata, è, e potrà essere a dieci anni dalla sua costituzione.

Non per caso ci permettiamo di avanzare questa riflessione, infatti il 31 dicembre di quest’anno scadono le convenzioni che vincolano i comuni ad aderire all’Ente, quindi potremmo anche assistere allo scioglimento dell’Unione e all’archiviazione di un progetto che, dal nostro punto di vista, non è mai veramente decollato e non ha rappresentato un particolare valore aggiunto per la vallata, non a caso, anche le Amministrazione dei comuni più popolati vi aderiscono solo in minima parte o mantenendo, comunque, la gestione diretta di alcune deleghe.

Già il periodo antecedente l’elezione del presidente, poteva essere utilizzato per aprire questa fase di valutazione ed elaborazione, restituendo ai Consigli comunali e ai cittadini un ruolo centrale nella ridefinizione della struttura istituzionale della vallata.
Si è scelto di invece di limitare sia i confini sia gli attori di questa discussione, lasciando un ruolo da protagonisti solo agli otto sindaci presenti nella Giunta dell’Ente.

Anche il comunicato che ha dato notizia dell’esito della votazione è parso ristretto come un caffè al bar e insipido come una pietanza senza sale. In quelle righe non si riporta neppure quale sia stata la posizione espressa dai singoli partecipanti lasciando soprattutto spazio ad una dichiarazione di Eleonora Ducci, la nuova presidente.
«… l’Unione dei Comuni è un ente centrale e svolge un ruolo determinante per la vallata, sarà mio compito cercare di potenziarlo e consolidare la sinergia con tutti gli altri comuni casentinesi, anche quelli che non fanno parte dell’Unione ma che gestiscono in associato con noi deleghe regionali e servizi essenziali. Voglio lanciare da subito un messaggio di apertura e di dialogo. Sono in corso progetti importanti come quello della Strategia delle Aree Interne, che ci vede al fianco della Valtiberina, e del Piano Strutturale Intercomunale senza dimenticare le opportunità che potranno arrivare dai fondi del Recovery, siamo in un periodo di grande fermento e opportunità da cogliere tutti insieme: istituzioni, comunità, forze sociali ed economiche della vallata…».

Queste parole riassumono a grandi linee le quattro pagine del documento programmatico presentato dalla stessa presidente, un elenco di buone intenzioni e impegni, in parte già sentiti, che senza un diverso modo di concepire la gestione della cosa pubblica non crediamo potranno essere realizzati.

In quelle pagine si fa riferimento anche al Recovery Fund e a 10 cantieri da aprire nei 10 comuni del Casentino, ci permettiamo di mettere a disposizione della presidente le proposte che abbiamo presentato nel numero del giornale di aprile, saremo lieti di pubblicare un suo commento su interventi e priorità che abbiamo evidenziato in quella occasione.
In attesa di eventuali dichiarazioni di Eleonora Ducci proponiamo adesso le considerazioni di alcuni sindaci casentinesi sulla sua elezione e sul futuro dell’Unione.

Iniziamo dal sindaco di Chiusi della Verna Giampaolo Tellini, che ci ha rilasciato questa sintetica dichiarazione: «Ho dato il mio voto favorevole, perche credo che l’Unione deve avere il suo presidente, ora sta al presidente lavorare bene per prima cosa nel distribuire le deleghe. Per fare una squadra coesa».

Più articolata la risposta di Remo Ricci, sindaco di Castel Focognano e presidente uscente, a lui abbiamo anche chiesto una valutazione a fine del suo mandato.
Intanto vorremmo sapere quali sono i voti che hanno espresso i singoli sindaci in Giunta dell’Unione dei Comuni…
«Questo è stato l’esito della votazione espressa dai Sindaci dell’Unione nella Giunta di lunedì 12 aprile. Presenti 8 – Favorevoli 6 – Astenuti 2 – Contrari Nessuno».

Lei personalmente come ha votato e perché?
«Io ho votato favorevolmente l’unica proposta lanciata dal sindaco di Chitignano, Calbi Valentina, sull’elezione a Presidente dell’Unione del Sindaco di Talla, Eleonora Ducci, nel rispetto dello Statuto dell’Unione dei Comuni che prevede all’articolo 21, quello relativo all’elezione del Presidente, al comma 1, che “Il presidente è eletto dalla giunta dell’unione a rotazione tra i sindaci dei comuni aderenti, e che la rotazione avviene con elezione riservata ai sindaci che non hanno già ricoperto l’incarico”. Per il bene del Casentino e del suo sviluppo, credo che sia opportuno il confronto e la collaborazione tra tutti i sindaci indipendentemente dall’appartenenza politica, in quanto faccio presente che l’Ente essendo non ad elezione diretta prevede la presenza di tutti i sindaci dei comuni convenzionati».

Lei al momento della sua nomina si era posto l’obiettivo di vedere nel 2021 una rinascita dell’Unione con il rientro dei comuni ora non presenti e anche con uno slancio dal punto di vista programmatico. In realtà questa elezione non ha visto il ritorno dei comuni assenti e, nel concreto, si è ridotta ad una discussione sul nome del nuovo presidente senza nessun accenno alle cose da fare. In queste condizioni crede che perseguire il progetto di mantenere l’Unione abbia ancora senso?
«L’elezione del nuovo Presidente non è avvenuta né per mie dimissioni e neanche a seguito del rinnovo della convenzione, che invece scadrà a fine 2021, è avvenuta semplicemente per scadenza naturale del mio mandato che è terminato il 15 aprile 2021, dopo due anni e mezzo dalla nomina dell’allora sindaco di Castel Focognano Sestini. Auspico che la presidente Ducci continui a portare avanti quanto da me affermato a seguito della mia elezione a sindaco di Castel Focognano il 26 maggio 2019, cioè la possibilità di arrivare al 2022 allargando l’Unione a tutti i Comuni del Casentino. Se ciò non avvenisse ogni comune, compreso il mio, farà attraverso le proprie giunte le valutazioni opportune in relazione alla propria permanenza all’interno dell’Ente. Quanto alle cose da fare il dibattito su queste c’è stato e continuerà ad esserci, su tematiche importanti per il Casentino e sui servizi svolti dall’ente Unione. Ducci ha posto alla nostra attenzione un documento che potrà essere oggetto di modifiche e miglioramenti nel corso del mandato, ma che ci vede convergere e che è una base, partendo da quanto fatto durante il mio mandato, per quello che c’è ancora da fare».

L’ultimo sindaco che abbiamo contattato è il primo cittadino di Castel San Niccolò, Antonio Fani, che, in pratica, è l’unico che non ha sostenuto la nomina del nuovo presidente ponendo interessanti questioni che, crediamo, saranno probabilmente da valutare in questi mesi che separano l’Unione dalla sua scadenza naturale.
Vorremmo sapere come è andata e come valuta la votazione che ha eletto il nuovo presidente?
«È andata che hanno votato tutti a favore, la presidente invece si è astenuta per garbo istituzionale, anche se essendo l’ultima a votare era sicura del risultato. Io avevo chiesto una serie di chiarimenti, essendo un po’ fuori dagli schemi partitici avevo l’impressione che ci fossero state delle trattative, che si possono certo considerare anche normali in queste occasioni. Comunque in questo clima avevo chiesto che ci fosse una comunicazione antecedente il voto delle deleghe che sarebbero poi state assegnate. Credo che in questo momento ci siano delle deleghe, in particolare il sociale e la gestione delle foreste, che hanno una particolare importanza. Assegnarle ad una persona o a un’altra fa, oggettivamente, la differenza.

Sia nell’incontro preliminare che abbiamo avuto, sia nella Giunta vera e propria avevo avanzato queste richieste, ma non ci sono state comunicazioni in merito. Poi in occasione del voto, non so per quale motivo, nella chiama sono risultato il primo anche se non ci sono apparenti ragioni legate all’alfabeto, sia per quanto riguarda il Comune che rappresento sia per quanto riguarda il mio cognome. Comunque dovendo rispondere solo alla mia coscienza e dovendo perseguire solo il bene dei miei concittadini e, in questo caso, anche quello dell’intera vallata, io serenamente non sono stato d’accordo con la proposta avanzata.
Ora vedremo se nelle deleghe sarà comunque preso in considerazione questo aspetto di voler mantenere la svolta che è stata data con la precedente giunta, questo rinnovamento, rivedere tante posizioni interne ed esterne. In questo caso, anche se non ho votato il presidente, non mancherà il mio appoggio. Altrimenti Castel San Niccolò voterà contro o si asterrà sia in Giunta che in Consiglio. Tutto qui».

Quest’anno dovrebbe essere anche un momento importante e di ripartenza per l’Unione…
«Entro il 31 dicembre dovrà essere deciso se questa esperienza decennale continuerà. I vincoli decadono per tutti e sono vincoli sia legati allo Statuto, che prevedeva la durata decennale, sia alla normativa nazionale, che ha cancellato l’obbligo per i comuni sotto i 5.000 abitanti di associarsi. Mentre dieci anni fa solo Poppi ha scelto di aderire e gli altri sono stati un po’ “costretti”, adesso siamo tutti liberi. Vedo altri comuni che vanno avanti bene lo stesso senza Unione e quindi se questo è il destino anche Castel Niccolò starà senza Unione, anche se fino ad ora non è stato deciso niente».

Eleggere un presidente a quasi sei mesi da questa scadenza senza mettere al momento del voto anche questa questione al centro, sembra quasi voler mettere la testa sotto la sabbia. Questo presidente dovrebbe rimanere due anni e mezzo, ma di sicuro per ora sono poco più di sei…
«Certo, sicuri sono quelli».

Inoltre c’era l’ipotesi e la prospettiva di far entrare nell’Unione anche Bibbiena e Pratovecchio Stia…
«Quello dipende anche da fattori esterni alla Giunta degli otto comuni attuali. Io ho sempre detto che secondo me l’Unione si deve rendere trasparente e appetibile per tutti, poi dopo saranno gli esterni a decidere in libertà, ma non si deve dare l’alibi per non entrare nell’Unione perché le cose non sono chiare, perché non c’è trasparenza, o perché non c’è proporzionalità in base agli abitanti.
Dopo aver fatto questa operazione di trasparenza sono anche per dire “o dentro o fuori”, non come adesso che c’è chi sta con un piede dentro e con un piede fuori. Creiamo una situazione vantaggiosa e appetibile per tutti, poi se c’è qualcuno che non vuole starci, a quel punto è fuori.
Pratovecchio Stia e Bibbiena sono dentro per i tributi, così non pagano l’IVA. Oppure sempre Pratovecchio Stia sta dentro per il sociale perché gli fa comodo e in caso contrario sarebbe in difficoltà. Poppi allo stesso modo si è invece trattenuto alcune deleghe e per questo l’Unione perde ogni anno 100.000 Euro di contributo dalla Regione. Anche Poppi deve decidere cosa vuole fare da grande».

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