Nonostante il maltempo, l’assemblea indetta dal gruppo di minoranza del Comune di Bibbiena è stata partecipata ed animata. Saverio Agostini (PD) e Giorgio Renzi/(SEL) hanno illustrato il progetto adottato dal Consiglio Comunale,mettendone in evidenza i numerosi aspetti critici. Bene, hanno sottolineato, fare un Piano di recupero , ma no ad un progetto che prevede 1800 mq coperti, con 1300 mq di superficie di vendita (un nuovo supermercato), che va ad occupare addirittura parte della piazza pubblica. Senza parcheggi,con un viabilità intasata, una scuola materna senza più filtri, con una strada di scorrimento che le passa accanto ed il carico-scarico merci proprio di fronte al suo ingresso.

Molti gli interventi del pubblico, tutti critici. Renzi ha sottolineato l’incongruenza del Sindaco Bernardini, presentatosi come garante di trasparenza e partecipazione, ma poi approva un progetto di quel genere senza nemmeno un incontro con la popolazione. La serata è stata poi animata dall’intervento dell’assessore Lorenzoni, che ha tentato di giustificare il Comune con queste argomentazioni: Il progetto è dei privati. L’Amministrazione lo sta già modificando. E’ stato adottato in fretta e furia per poterlo approvare definitamente entro la metà di aprile, prima che il Consiglio Comunale decada (insomma: prima delle elezioni!).

Secca la replica di Renzi, applaudita dalla cittadinanza: prima avevamo dei dubbi, ha sostenuto, ora con le dichiarazioni dell’assessore abbiamo la certezza. L’adozione di un piano non è la presa d’atto della richiesta di un privato, ma implica la sua accettazione da parte del comune, tanto è vero che l’atto è accompagnato da tutte le relazioni tecniche che ne certificano la correttezza giuridica ed urbanistica. Se il piano non è condiviso dal Comune, le modifiche dovrebbero essere fatte in sede di istruttoria, prima di portarlo in Consiglio Comunale, in modo che i cittadini possano poi fare le loro osservazioni. La giunta Bernardini stravolge le procedure urbanistiche, modifica in corsa il progetto in modo da annullare le eventuali osservazioni e giungere in tempi rapidi all’approvazione definitiva, senza che i cittadini possano contestare nulla. Insomma Bernardini non solo non ha informato su un progetto di tale rilievo i cittadini (la partecipazione all’assemblea ne è testimonianza) e non ha attivato percorsi partecipativi, ma vuol impedire ai cittadini stessi di esercitare i loro diritti di osservare e contestare. Tutto ciò con una procedura che potremmo definire “truffaldina”, contro lo spirito della legge urbanistica le cui procedure prevedono obbligatoriamente un periodo per le osservazioni. Ma su un progetto approvato, non su quello che nel frattempo viene elaborato nelle segrete stanze e di cui solo pochi intimi sono informati.

SEL Casentino