di Melissa Frulloni – Ripercorriamo la vicenda dell’ex cinema Dante di Poppi. Tra vecchie polemiche e nuovi sviluppi, che fine farà la struttura?
È da più di due anni che il nostro giornale si occupa della vicenda dell’ ex cinema Dante di Ponte a Poppi. Oggi vogliamo riproporvi questa storia perché ci sono stati dei recenti sviluppi (o forse no?). Ma partiamo dall’inizio.
Nell’aprile del 2011 l’amministrazione comunale di Poppi aveva deciso di demolire l’ex cinema per creare al suo posto un nuovo parcheggio per la Asl, che nel frattempo si sarebbe dovuta trasferire dall’ex ospedale di Poppi, alla più centrale zona del paese, nell’ex edificio Ghelli, adiacente al Dante. Il comune di Poppi concedeva ai “proprietari” (ma erano davvero i proprietari?) dell’ex Dante, una cooperativa edile di Siena, in cambio della demolizione dello stabile e dello smaltimento dei detriti, il trasferimento della volumetria dell’ex cinema in un’altra area del paese (zona “Ancherona”), sicuramente di maggior pregio dal punto di vista paesaggistico, in un primo momento non edificabile. Grazie però ad una variante del regolamento urbanistico, fu resa tale prevedendo la possibilità di costruire 41 abitazioni.
Ovviamente fioccarono le polemiche. In primo luogo per il fatto che il Comune andava a demolire un edificio importante, non solo per Poppi, ma per l’intera vallata, uno dei pochi spazi chiusi in Casentino dove organizzare assemblee, spettacoli, manifestazioni culturali. Gli stessi cittadini, infatti, si erano uniti in un comitato pro cinema Dante per evitare, come avevano scritto in una lettera inviata al sindaco Agostini, “la perdita di un luogo di vita comune”, per dare invece spazio “ad un altro non-luogo e ad altri interessi”.
Il comitato chiedeva, infatti, non soltanto il “riconoscimento del valore della struttura”, ma anche lo sviluppo di questa, tramite l’avvio di un “percorso-confronto partecipato con la cittadinanza”.
In secondo luogo, veniva contestato al Comune il fatto di non concedere soltanto la volumetria dello stabile ai privati (5500 mc), ma anche un bonus di altri 7000 mc, destinati, come detto, alla costruzione di nuove abitazioni. Il tutto senza chiedere parere e consiglio ai cittadini che vedevano svenduto un luogo di ritrovo importante per il paese, in cambio di un pezzo di asfalto poco utile, sia alla collettività che al comune stesso.
Nel 2005, infatti, era stata la stessa amministrazione di Poppi a proporre la creazione di un auditorium polifunzionale nell’immobile adiacente al Dante, l’ex edificio Ghelli, ma poi, per mancanza di fondi, non solo il progetto si era arrestato, ma l’edificio era stato venduto alla Asl, per la nuova sede, come prima ricordato.
Ed è stata proprio la mancanza di soldi e l’avanzare inesorabile della crisi attuale che ha fatto oggi evolvere questa vicenda che ha diviso e continua a dividere i casentinesi. Pare, infatti, che proprio il venir meno delle opportunità economiche abbia fatto ritirare i privati (la cooperativa edile di Siena) dal progetto concordato con il comune di Poppi. Quindi, ad oggi, l’ex cinema non è stato demolito, le nuove case non sono state costruite e sia il paese di Poppi che il Casentino continuano a non avere una struttura polifunzionale per le varie manifestazioni.
Resta il fatto che il ripensamento sulla vicenda che i cittadini, le associazioni, l’opinione pubblica, avevano chiesto a gran voce al comune di Poppi, non è avvenuto per volere dell’amministrazione. Il Comune, infatti, non si è preoccupato di ascoltare le parti in causa e non si è sentito responsabile di un progetto inutile e inefficace per la comunità. È stato solo grazie (e questa volta, forse possiamo dire grazie!) alla crisi se i privati hanno fatto marcia indietro, restii in un momento del genere a costruire nuove case e altri appartamenti che difficilmente avrebbero trovato degli acquirenti.
Ma al di là delle responsabilità, l’ex Dante è ancora lì in piedi, in mezzo alla piazza del “centro” del Casentino. In questi anni di discussioni si è già trasformato in una struttura fatiscente che, oltre ad essere poco piacevole alla vista, rischia di diventare più pericolosa ogni giorno che passa.
Quindi che fine farà il glorioso Dante? Certo non può restare così come è e occorre che il Comune prenda una decisione di indirizzo per dare nuova vita alla struttura, questa volta speriamo chiedendo il parere ai cittadini.
Altrimenti sarà il tempo a decidere di cosa fare dell’ex cinema, trasformandolo pian piano in una delle tante strutture fantasma che siamo ormai abituati a vedere nel nostro Casentino.
(tratto da CASENTINO2000 – nr. 232, marzo 2013)