Il censimento del cervo al bramito all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna costituisce uno dei progetti di gestione faunistica, monitoraggio ecologico e citizen science (scienza partecipata) più importanti, complessi e longevi dell’intero continente europeo. L’edizione del 2026 assume un significato storico e fortemente simbolico per l’area protetta: l’iniziativa celebra infatti il suo diciottesimo anno consecutivo di attività, raggiungendo idealmente la “maggiore età” e consacrando un modello metodologico che ha fatto scuola a livello internazionale.
Le operazioni sul campo si svolgeranno nell’arco di tre notti, da giovedì 24 a sabato 26 settembre 2026 (con eventi conclusivi e di approfondimento previsti fino a domenica 27 settembre). Durante queste serate, centinaia di volontari, scienziati, guardaparco e tecnici si ritroveranno fianco a fianco per prestare il proprio orecchio alla ricerca scientifica, immergendosi nel silenzio ancestrale dei boschi appenninici che uniscono la Toscana e l’Emilia-Romagna.
Ogni anno, l’arrivo dell’autunno trasforma radicalmente l’atmosfera delle Foreste Casentinesi. Il bosco cessa di essere lo sfondo silenzioso della stagione estiva per tramutarsi nel palcoscenico di un rituale biologico millenario: la stagione degli amori del cervo nobile (Cervus elaphus). I maschi adulti, che durante il resto dell’anno conducono una vita solitaria o confinata in piccoli gruppi monosessuali, convergono in questo specifico periodo verso aree ben definite, note in termini scientifici come “piazze di bramito”. Per rivendicare il possesso del territorio e proteggere il proprio harem di femmine dalle incursioni dei rivali, i grandi maschi emettono il bramito: un richiamo gutturale, profondo e potente, udibile a chilometri di distanza, che funge da vera e propria dimostrazione di forza acustica volta a evitare scontri fisici diretti e potenzialmente cruenti.
Il Parco Nazionale sfrutta questo comportamento vocale stagionale per attuare un monitoraggio acustico a tappeto. I dati raccolti non sono una mera curiosità statistica, ma rappresentano uno strumento indispensabile per la conservazione della biodiversità. Negli ultimi anni il censimento ha beneficiato di una rivoluzione tecnologica grazie allo sviluppo di BramitAPP, un’applicazione digitale proprietaria creata appositamente per l’evento. Attraverso gli smartphone, i partecipanti possono inserire i dati georeferenziati in tempo reale direttamente dal campo.
Questo sistema ha azzerato i lunghi tempi di trascrizione dei vecchi moduli cartacei e ridotto drasticamente i margini di errore legati all’interpretazione manuale delle coordinate, accelerando i processi di analisi statistica da parte dei ricercatori. Le notti d’autunno nelle Foreste Casentinesi riservano un ulteriore elemento di fascino scientifico.
Approfittando della straordinaria e capillare copertura del territorio garantita dalle centinaia di persone dislocate nei boschi, il personale scientifico del Parco affianca al monitoraggio del cervo quello del suo predatore naturale per eccellenza: il lupo (Canis lupus). Questa complessa attività viene condotta applicando la tecnica del wolf-howling (ululato indotto). Gli operatori autorizzati emettono, tramite appositi megafoni e amplificatori acustici, ululati preregistrati a frequenze controllate. L’obiettivo è stimolare la risposta vocale spontanea dei branchi residenti nell’area o segnalare l’eventuale presenza di nuove cucciolate dell’anno, determinando così il successo riproduttivo della specie.
Questo doppio campionamento simultaneo permette di raccogliere dati incrociati di inestimabile valore. Studiare contemporaneamente la distribuzione spaziale delle prede (i cervi) e quella dei predatori (i lupi) offre agli ecologi una fotografia ad altissima risoluzione delle interazioni predatore-preda, consentendo di analizzare i flussi di movimento, la selezione degli habitat e l’equilibrio biologico interno a uno degli ecosistemi forestali più integri del bacino del Mediterraneo.


