Sono quei giorni in cui l’estate è corsa veloce verso una sua fine e i pensieri di colpo sembrano fermarsi su un’unica domanda: e dopo? Non spaventano le temperature infuocate: nel recinto del Canile grandi e gentili alberi offrono sempre un amabile riparo, e dove non arrivano i rami, sui box, teli ombreggianti finiscono il lavoro. Una piscina piena di giochini vede quotidianamente «tuffi» ad alta velocità dei più giocherelloni, mentre delle vasche «private» si trovano dentro le cucce dei più bisognosi.
Con consapevolezza evitiamo le uscite nelle ore più calde, ma anche le giornate più afose scivolano via con serenità. Corse senza limiti nel bosco a caccia di lucertole che nessuno riuscirà mai a prendere (per fortuna!), salti in acqua per ripescare palline e paperelle di gomma, passeggiate al fiume per mettere il trippotto al fresco nelle pozze tanto amate. Ma dopo?
Quando il freddo non abbandonerà più le lunghe ore della notte. Quando il ghiaccio renderà difficile anche solo aprire la serratura del cancello, o usare la canna dell’acqua per le pulizie. Quando le ciotole dovranno essere lasciate dentro, togliendo altro spazio al poco che già hanno, affinchè possano riuscire ad avere sempre da bere. Quando la pioggia incessante renderà brevi le passeggiate fuori al guinzaglio. Quando dunque i visitatori diminuiranno, perché scoraggiati dal maltempo. Quando le ore di luce si accorceranno drasticamente, sacrificando i turni serali, sempre presenti ma sempre più difficili. Quando le coperte andranno cambiate tutti i giorni, se serve più volte al giorno, ma l’umidità non lascerà scampo al loro riposo. Quando i reumatismi, allora, cominceranno a farsi vivi, e certi movimenti più dolorosi. Quando le lampade calorifere si accenderanno allo scattare della temperatura limite fissata, rendendo di sicuro il box più caldo, ma la solitudine più forte. Quando dentro ognuno di noi calerà quello spesso velo di tristezza, poiché tutti avevamo sperato che fosse per loro il loro ultimo inverno in canile.
Dopo. Che cosa possiamo fare dopo? Poco. Perché anche se la macchina del volontariato non si ferma mai, neanche con la neve, la sensazione è che niente possa servire davvero a rendere meno penosa, passatemi il termine, la vita in un canile. Soprattutto in inverno.
I nostri cani, i nostri ospiti, sono in realtà una parte di noi. Sono creature magnifiche, degne del più grande amore e del più devoto rispetto: Tutto il nostro impegno quotidiano corrisponde ad un’unica grande missione: l’adozione. Per questo, ogni volta che il sole tramonta un poco prima, ogni volta che il calendario ci ricorda lo scorrere del tempo, il cuore si stringe e tutti a nostro modo preghiamo che «no, non un altro inverno in canile per loro, no.».
E sappiamo bene che fuori ci sono a volte ancora 35 gradi, che ancora «hai voglia tu a belle giornate», ma quella preghiera silenziosa che ci portiamo dentro sa altrettanto bene che non possiamo aspettare la pioggia, perché qualcosa cambi. Dobbiamo iniziare da subito a cercare una soluzione, metterci in moto ancora e più di sempre, affinché queste stupende Anime possano salvarsi dal buio dell’inverno.
Per questo vi chiediamo di venire a conoscerli ORA, di innamorarsi di loro ORA, di regalargli l’enorme serenità che soltanto una casa può donargli ORA. Nessun cane dovrebbe vivere così a lungo in un canile, nessun cane merita più di vivere un altro inverno dentro una gabbia.
Fino a che ci saranno loro, ci saremo noi. Ma proprio perché li amiamo tutto quello che nel profondo possiamo augurargli è che non siano più sotto la nostra cura, ma sopra un tappeto caldo, al fianco di una famiglia che non li lascerà più da soli, in nessuna stagione.
A cura di Nadia Guidotti
Canile intercomunale di San Piero in Frassino http://canilicasentino.blogspot.com Per info: 347.5421554 – orario di apertura al pubblico: Sab. e Dom. dalle 10,00 alle 12.00


