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mercoledì, 15 Aprile 2026

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La “Befana” di Nuove Acque: la bolletta aumenta del 5%

In questi giorni su stampa e televisioni si fa un gran parlare degli aumenti tariffari di energia elettrica , gas e autostrade che, come orologi svizzeri, scatteranno puntuali con l’inizio del nuovo anno, facendo rincarare le bollette a carico di famiglie ed imprese. Stranamente nessuno parla dell’aumento contemporaneo del costo della bolletta dell’acqua che dal 1° gennaio 2018 subirà un incremento del 5% rispetto alla tariffa 2017. Ciò non è affatto giustificato da maggiori costi di cui l’azienda gestrice deve farsi carico , bensì dalla volontà dei maggiorenti di questa società di realizzare sempre e costantemente maggiori profitti da spartire tra soci , pubblici e /o privati che siano.

Peraltro i soci privati come ogni anno anche nel 2018 beneficeranno per la diciannovesima volta di un milioncino di euro, pagato dagli utenti, per inutili consulenze e apporto di Know-how , iscritte a bilancio come “prestazioni accessorie” che ragionevolmente gli si sarebbero dovute riconoscere al più per i primi due o tre anni di gestione, poi basta, stop. Invece la storia continua! I profitti netti conseguiti da Nuove Acque negli ultimi 5 anni ammontano a 22 milioni di Euro con una crescita di oltre il 5% annuo, quasi in perfetta sincronia con gli ultimi 5 aumenti tariffari di inizio anno. Ergo: gli aumenti delle tariffe servono a incrementare il già ragguardevole ammontare dei profitti annui netti ( 10% netto sui ricavi da tariffa).

Se poi consideriamo che l’azienda può praticare le attuali tariffe per “grazia ricevuta” , ovvero per i buoni uffici dei burocrati dell’Ente di controllo (A.I.T.) e la ignoranza e/o dabbenaggine dei nostri amministratori pubblici che hanno acconsentito al recupero, con le attuali tariffe, di 22 milioni di Euro per pretestuosi maggiori esborsi che l’azienda avrebbe sostenuto in favore dei Comuni per anticipi sui canoni di concessione, tra il 2000 e il 2011. Strano che i Sindaci non abbiano obiettato che proprio in quegli anni però Nuove Acque aveva applicato agli utenti tariffe del 30% superiori al prezzo massimo consentito , conseguendo un extra gettito di oltre 50 Milioni di Euro.

Ma veniamo all’ulteriore trovata con cui i maggiorenti di Nuove Acque si apprestano a “fare la befana” agli utenti aretini: una bella e provvidenziale (per la Società) proroga della concessione di tre anni , ma anche più, in cambio di un mirabolante raddoppio, ma anche più, degli investimenti con acclusa riduzione ai minimi termini degli incrementi tariffari (l’ 1% annuo invece del 5,5% consentito). Lo dicevamo già ai Sindaci oltre un anno fa e oggi lo ripetiamo convintamente: “Non abboccate , è’ una bufala colossale!” Questa operazione serve a nascondere l’evidente incapacità di rimborsare nei termini (2021) i 40 Milioni di Euro che devono alle banche per estinguere, con ratei da 10 milioni l’anno, il “finanziamento di progetti” ottenuto nel 2005 , spostando in tal modo il momento della verità più avanti , tra qualche anno.

Se i Sindaci si degnassero di leggere con cognizione di causa i dati che l’azienda presentò ai Sindaci nel luglio 2016 per illustrare la mirabolante moltiplicazione degli investimenti con contemporaneo abbattimento degli incrementi della tariffa per gli utenti, si renderebbero facilmente conto che ciò non sarà realizzabile. Ai Sindaci diciamo di valutare a fondo e non assecondare ingenuamente i desiderata di chi con l’acqua intende perpetrare l’arricchimento di pochi a scapito di famiglie e imprese che da tempo sono in forte difficoltà. Per parte nostra ci mettiamo a disposizione per ogni necessario approfondimento.

Comitato Acqua Pubblica Arezzo

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