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mercoledì, 30 Novembre 2022

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Rachele e le sue fragole

di Libero Palazzi – Passeggiavo per Bibbiena quando incontro una ragazza che lì per lì non riconosco, bastano pochi secondi e la metto a fuoco, è Rachele Ferri una compagna di classe con cui ho condiviso i tre anni di medie a Bibbiena. Iniziamo a farci le classiche domande di circostanza: «Come va? Vivi qua o stai fuori? Che fai nella vita? Studi o lavori o tutti e due?»… Insomma, lei risponde alle mie domande e a che fai nella vita se ne esce tutta contenta con «Coltivo fragole a Bibbiena!». Io rimango sorpreso e super incuriosito decido di saperne di più!

Come ti è venuta questa idea?
«Ho fatto segreteria di azienda. Portavo i curriculum per lavorare in ufficio, ma niente. Non avrei mai pensato di portare curriculum alla coop, nei negozi come commessa, nelle fabbriche. Ho fatto stage… non avrei mai pensato di trovarmi così. Lavoro non lo trovavo allora ho deciso di inventarmelo. Io vado matta per le fragole, sono buonissime! Le fragole sono il mio frutto preferito, è stato amore a prima vista. Quando c’è la fioritura è una cosa spettacolare, tanto bianco e rosso. Da questo amore e dalla passione per la natura, insieme alla voglia di valorizzare ancor di più il territorio locale ho voluto intraprendere questa strada. Credo che oggigiorno sempre più ragazzi come me, anche per mancanza di lavoro, si sono avvicinati a questa realtà in quanto è un settore che sta riprendendo importanza».

Non me ne intendo di fragole. Immagino ce ne siano tante varietà. Tu quale hai scelto e perché?
«Coltivo la varietà di fragola che si chiama Sibilla: una varietà unifera molto bella, di un colore rosso brillante e di buona pezzatura. Ha una polpa ben colorata internamente, buonissima ed estremamente dolce. Inoltre è ricca di vitamina C. Sto coltivando questo tipo di fragola in quanto è la più adatta al clima in Casentino ed è resistente al freddo».

Le coltivi in modo biologico?
«Cerco di fare una produzione sostenibile utilizzando per la difesa prodotti Bio consentiti in agricoltura Biologica, poiché teniamo alla salute del cittadino e dell’ambiente in quanto situati all’interno di uno dei comuni del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Quest’annata ci ha permesso di fare pochi interventi di difesa biologica utilizzando quasi sempre prodotti ecosostenibili a basso impatto ambientale. Ciò è stato possibile grazie al nostro costante monitoraggio della coltura e alla consultazione giornaliera dei dati meteorologici che ci hanno permesso di fare interventi mirati e solo se strettamente necessari. La difesa biologica è fondamentalmente basata sulla prevenzione ed è per questo che la nostra presenza in campo e la conoscenza dell’ambiente è fondamentale per l’ottenimento di un prodotto salubre e di qualità. Il nostro obiettivo è proprio quello di raggiungere alti standard qualitativi rispettando la natura e garantendo al consumatore una fragola dalle proprietà eccellenti. La maggior parte delle lavorazioni vengono fatte a mano per poter avere una maggior cura e attenzione delle piante che amo come figlie. Sto cercando di ottenere un prodotto con resistenza dopo la raccolta, il così detto “Shelf Life”».

Come hai fatto senza conoscenza ed esperienza?
«C’è stata una rogna dietro l’altra da far paura, tanti investimenti. Uno dice “fragola, che vuoi che sia” invece ci sono mille cose a cui pensare. Non è solo mettere le piantine a terra. Ovviamente, in questo primo anno essendo alla prima esperienza, avevo bisogno di un esperto che mi indicasse le scelte più corrette da fare, perciò sono affiancata da una persona competente che mi ha guidato in tutto il mio percorso».

Quando potrò assaggiarle!?
«In questo momento c’è una bellissima fioritura e speriamo in un buon raccolto che sarà da fine maggio in poi».

C’è qualcosa che vorresti dire, in base all’esperienza che stai facendo, ai giovani come noi?
«Non arrendetevi. Quando sono partita con le fragole, tutti i contadini della zona non ci credevano e ridevano. Quando mi chiedevano «Che lavoro fai?». Io rispondevo «Mi sono buttata nell’agricoltura, coltivo fragole»… la gente mi rideva in faccia. Ora tutti a chiedere quando sono pronte le fragole… Nonostante tutte le persone che mi hanno criticato, che mi hanno riso in faccia, che non hanno creduto in me, io ce l’ho fatta. Per me, anche se ancora non so dove e come andrà a finire questa strada che ho intrapreso, ho raggiunto un grande risultato personale. Se hai un obiettivo, un sogno portatelo avanti finché non si realizza».

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