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giovedì, 24 Giugno 2021

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Se nemmeno il Covid mette d’accordo i sindaci del Casentino

Lettera di Giorgio Renzi – Premetto io non sono un esperto, né medico né epidemiologo. Non mi permetto, quindi, giudizi di carattere tecnico-scientifico. Ciò non toglie che si possa esprimere, invece, un giudizio politico su quanto sta avvenendo in Casentino

Quando ho sentito il Sindaco di Bibbiena annunciare il test a tutti gli alunni del comune, pur ritenendo in se l’iniziativa positiva, confesso di non essere riuscito a scacciare l’impressione di una iniziativa un po’ propagandistica, anche perché sembrava una iniziativa esclusiva del Comune di Bibbiena. Poi è stato chiarito che, invece, era una scelta di tutto il Casentino. Il che dava all’iniziativa un altro carattere ed un’altra positività. Al di là della capacità di questi test di prevenire contagi, sicuramente un test di massa su tutti gli allievi delle scuole casentinesi se non altro avrebbe dato un quadro dell’andamento epidemiologico del covid nella vallata, oltre a dare alle famiglie una maggiore tranquillità nella ripresa delle attività scolastiche in presenza.

Poi ho letto che il Sindaco di Chiusi della Verna, assieme a quello di Ortignano con un comunicato pubblico si è dissociato dalla iniziativa di tutti gli altri colleghi amministratori.

Ho letto le sue motivazioni e, confesso, non mi hanno per niente convinto.

Su una cosa Tellini potrebbe avere qualche ragione, sulla necessità di una migliore preparazione, di un maggiore coinvolgimento delle famiglie, affinché la partecipazione fosse massiccia e quindi più significativo il risultato. Ma questo dovrebbe essere proprio un compito dei sindaci. E le divisioni tra gli stessi non aiutano.

Le altre motivazioni a me sembrano pretestuose.

Scrive Tellini:” Se lo screening non è ripetuto periodicamente diventa inutile: un tampone negativo il 4 gennaio potrebbe diventare positivo il giorno successivo o 7 giorni dopo dando la falsa convinzione di poter allentare le misure tra compagni di classe…”.

E allora? Non facciamo più tamponi, tanto quello che dice Tellini vale per qualsiasi tipo di tampone o test, ognuno dei quali fa la fotografia al momento. Quindi, secondo Tellini, meglio non fare niente?

Aggiunge poi lo stesso sindaco: “C’è inoltre da considerare che si tratta di bambini, molti dei quali finiranno l’anno scolastico dopo aver fatto diversi tamponi quindi perché sottoporli ad un ulteriore stress se stanno bene non manifestano alcun sintomo e non hanno avuto alcun contatto fuori dal nucleo familiare per tutta la durata delle feste?”

Lasciamo stare lo stress da tampone, ma chi assicura Tellini che i ragazzi non hanno avuto alcun contatto fuori dal nucleo familiare? E’ una sua autocertificazione?

Insomma, con tutti i dubbi e le perplessità legittime, io credo che ancora una volta i sindaci del Casentino hanno perso l’occasione di presentarsi ai casentinesi uniti di fronte al dramma del covid. E questa non è una responsabilità da poco.

Non riusciamo a toglierci la sensazione che anche il covid per i nostri sindaci stia diventando uno strumento propagandistico, un mezzo per protagonismi contrapposti, per far vedere chi è più bravo, più efficiente.

Onestamente faremmo volentieri a meno di queste gare tra chi è più bravo. La situazione è grave. Ai nostri sindaci spetta di essere seri, mettendo da parte i protagonismi individuali con la ricerca di facili consensi sulla pelle della gente, magari come versione locale del renzismo nazionale.

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