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sabato, 4 Febbraio 2023

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Sexypenta, per chi non si accontenta!!!

di Matteo Bertelli – Non so se vi è mai capitato di passeggiare tra le vie ciottolate di qualche borgo casentinese. Magari vi siete affacciati appena ad una bottega per comprare una di quelle merende tanto care ai nostri nonni, e, alzando gli occhi al cielo che profuma di tramonto, vi accorgete di star fischiettando dalla gioia un motivetto insistente. Se vi sia mai capitato o meno non lo so. L’unica cosa di cui sono certo è che, se quella merenda era veramente godereccia e quelle strade veramente casentinesi, la melodia non poteva che essere un pezzo dei Sexypenta.

Molti li conosceranno già, molti altri ne avranno sentito parlare, altrettanti non avranno la più pallida idea di chi siano; ecco il perché abbiamo deciso di sederci, nel nostro pellegrinare, e fare quattro chiacchiere con uno dei gruppi iconici della nostra vallata. Prima di tutto le presentazioni!

Chi sono i Sexypenta? «I SEXYPENTA sono un gruppo musicale che è rinato dalle ceneri di una formazione che si è sciolta dopo due anni di attività. Dopo 10 anni, io (Penta) ho rifondato la band, con quattro nuovi elementi: Tommy corsaro nero, al basso; Dino il bello, alla chitarra; Crocio, alla batteria e cori; Mirko, alla chitarra e cori».

Vi ho presentato come un gruppo conosciuto o, almeno, da conoscere, per un casentinese doc. Ma ci volete dire qualcosa in più di voi? «Certamente! Noi cinque ci siamo conosciuti mentre cantavo come ospite speciale al matrimonio di un fan della prima formazione; da lì è nato il connubio che ha portato alla nascita di una band diversa da quelle a cui siete abituati! Noi non abbiamo un genere di riferimento ma viviamo di varie contaminazioni: abbiamo ascoltato e suonato di tutto nella nostra vita e siamo finiti ad unire suoni potenti rock con tendenze punk con ska reggae, funky, blues, rock & roll e boogie woogie. Ecco perché siamo stati in grado di creare melodie ballabili e orecchiabili, sicuramente molto immediate da assimilare, come ci dimostra sempre il pubblico che ci accompagna cantando in coro durante i concerti».

Un bagaglio musicale di tutto rispetto. Di solito quando si mettono insieme tante cose diverse nasce qualcosa di nuovo, di diverso. È successo anche nel vostro caso? «Se dobbiamo provare a definire con una parola il nostro genere, lo chiamerei agrogrunge. Qualcosa di nuovo, certamente. Con la prima formazione facevamo rock agricolo, come lo amavamo definire: un prodotto musicale a chilometro zero. Oggi abbiamo ereditato alcune hit dai fasti del passato, portando avanti questo particolare genere musicale, dal quale sono derivati poi anche il bio funk, il forestall core, lo ska vatore e il rock ai billi».

Di solito è piuttosto difficile rendere a parole la musica: serve un’oculata scelta di termini per far arrivare le giuste vibrazioni a un lettore, le stesse che può provare solo con l’orecchio teso verso lo stereo. Eppure, direi che già ci state facendo entrare con tutte le scarpe nel vostro mondo! Allora affondiamo ancora di più: perché non ci raccontate qualche aneddoto della vostra carriera? «Gli aneddoti sono innumerevoli, dover scegliere non è certo facile. Un momento magico è stato quando, durante un concerto al quartiere Porta del Foro di Arezzo, profetizzai a più riprese la loro vittoria al Saracino, cosa che puntualmente avvenne, con la vittoria della lancia d’oro dopo 12 anni di digiuno… Pensa se incominciassero a chiamarci ai matrimoni! L’incremento demografico non sarebbe più un problema per l’Italia!».

Senza essere modesti: come vanno i vostri concerti? «I concerti che abbiamo tenuto la scorsa estate sono tutti risultati un successo! Grazie alla nostra capacità di adattarci alle varie situazioni e alla tipologia di pubblico che via via ci si presenta davanti!».

Ma oltre le vostre camaleontiche abilità c’è un altro segreto? Magari le vostre canzoni? «Probabilmente le nostre canzoni alzano il tasso di gioia in chi ci ascolta, sì. Ma poi è anche la sintonia con cui lavoriamo che rende tutto migliore: i testi e le melodie dei ritornelli li scrivo sempre io (Penta), mentre gli altri componenti danno il loro importantissimo contributo musicale su riff, accordi, assoli, linee di basso, ritmiche e cori».

Parlando delle vostre canzoni e del vostro pubblico una domanda sorge spontanea: che ruolo occupa il vostro territorio nelle vostre musiche? «Il rapporto con il nostro territorio è importantissimo. Ci teniamo a dire che siamo orgogliosi di esportare, ovunque suoniamo, la bellezza del Casentino. Per noi è come una grande famiglia, un luogo del cuore: i nostri testi parlano delle frazioni, delle ricette locali e di antichi mestieri; per non parlare dell’ambiente e della qualità della vita in generale, un po’ troppo sottovalutate nella loro importanza dalle amministrazioni: basti pensare allo spopolamento delle frazioni e dei centri storici, che sofferenza!».

Sicuramente è un bel messaggio da comunicare l’amore per la propria terra. Soprattutto se, come nel vostro caso, non è un amore tossico, ma è in grado di vedere i problemi e di farli vedere, anche con una chiave ironica e senza prendersi troppo sul serio, ma sicuramente senza nascondere la polvere sotto il tappeto. Ma qual è il prossimo passo dei Sexypenta? «Come progetti futuri abbiamo in mente di registrare un album in studio, cosa che non abbiamo mai fatto, per motivi e di tempo e di soldi. Oltre a questo, vorremmo realizzare un video musicale con cui far vedere le bellezze del nostro territorio con il nostro estro artistico. Anzi, approfitto per lanciare un invito a chiunque abbia a cuore la vallata: fateci da sponsor, aiutateci in questo bellissimo progetto!».

Spero vivamente che qualcuno risponda a questo accorato appello, nel mentre, però, ci avviamo ai saluti. Come ciliegina sulla torta vi chiediamo solamente di lasciarci con qualche consiglio su cosa ascoltare! «Vi rispondiamo: sicuramente Sexypenta. Non sappiamo poi dirvi a quale canzone siamo più affezionati, ma vi consigliamo sicuramente «coppa gota», «pesca in riserva», «sudo sugo», «sc. puntino», «la susina in agrogrunge» e «king or penta». Anche se sappiamo già che i veri fan le sanno tutte a memoria, soprattutto “disumano” e “merenda a Scarpaccia”. Vi salutiamo e vi ricordiamo di seguirci anche sui nostri social, perché, come dice il nostro motto: “Sexypenta per chi non si accontenta!!!”»

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