26.2 C
Casentino
lunedì, 14 Settembre 2026

I più letti

Alla scuola delle competenze

di Denise Pantuso – Ho ormai un’età che mi impone di veder trasformati modelli educativi che sono appartenuti alla mia epoca. Nata negli anni ’80 ho sicuramente partecipato ad una trasformazione politica ed economica che ha forgiato il mio modo di essere nel mondo. Sono stata cresciuta da genitori provenienti dalle rivoluzioni del ’68 ed avevo come nonni persone nate nel bel mezzo della prima guerra mondiale.

Un continuo oscillamento educativo tra la cultura ancora patriarcale propriamente detta fatta di punizioni, meriti, sacrifici, idee di peccato, onore al padre e la madre ad una educazione molto più libera fatta di possibilità di trasgredire, libertà di colorarsi capelli e rasarsi a zero pur essendo femmina, uscire da sola con le amiche, godere degli infiniti oggetti che l’economia già capitalista iniziava a mettere in circolazione. Su una cosa nonni e genitori erano d’accordo: il valore dello studio e della scuola. Studiare accresceva umanamente, sapere le cose era fonte di meraviglia, era anche un modo per allontanarsi dalla povertà contadina e in qualche modo era segno di “sapersela cavare”.

Tutto questo era accompagnato da una dose di insegnamento al pensare, scoprire, farsi incuriosire. Era la scuola del desiderio di sapere, un desiderio che seppur diverso in ciascuno studente faceva da fondamento pedagogico in insegnati e genitori. Il desiderio di sapere oggi c’è ancora? Pare di no, ha lasciato il posto alla scuola delle competenze che tutt’altro che farti appassionare di ciò che non sai, tutt’altro che volerti trasmettere la capacità di interrogare il mondo, si fonda sull’assunzione di somiglianza tra cervello e computer. Da società della conoscenza a società dell’informazione.

Nel testo Alla scuola delle competenze della filosofa dell’educazione Angelique del Rey è esposto in maniera molto dettagliata il passaggio antropologico tra una scuola fondata sul desiderio a quella fondata sull’apprendimento, da una scuola fondata sulla trasmissione di sapere alla scuola fondata sull’informazione, dalla scuola fondata sulla vocazione alla scuola fondata sulle intelligenze. Alla base della scuola delle competenze c’è un idea di essere umano flessibile che “si possa riconvertire professionalmente in un mercato del lavoro sempre più dinamico.”

Se questo appare come un dettaglio ragionevole, forse vicino a quel “ sapersela cavare” dei vecchi tempi, in realtà è il processo che lo costruisce che viene messo sotto i riflettori dall’autrice. Infatti il sapersela cavare dei vecchi tempi si fonda su una precisa concezione dell’essere umano, ovvero di imparare a fare propri strumenti di vita. La scuola delle competenze invece, fondandosi sull’informazione, non richiede una vera appropriazione dei concetti in quanto questi devono essere sostituiti quando risultano obsoleti. Da qui l’autrice incontra un primo ingrediente che spenge la capacità del pensiero critico in quanto ciò che è richiesto, e quindi insegnato, è la capacità di “ adeguarsi, rinnovarsi, comunicare efficacemente ed essere disponibili ad apprendere le nuove esigenze di mercato.”

Ciò che Del Rey chiama “l’uomo senza qualità ” perché non sono più io a decidere ed esaudire ciò che sono ma è il mercato, facendo rientrare l’essere umano in quanto soggetto psichico in ciò che la scuola di Chicago degli anni ’60 ha denominato capitale umano, ovvero ogni persona è considerata sulla base del profitto che può produrre. Questo lo si può già vedere attraverso le normative europee e in quelle dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) in cui il pensiero di fondo dello studente come già imprenditore di se stesso e come soggetto che deve imparare ad imparare fanno da sfondo concettuale all’interno di molte normative.

Dott.ssa Denise Pantuso Psicologa e psicoterapeuta individuo, coppia e famiglia www.denisepantuso.it – tel. 393.4079178

ESSERE L’Equilibrio tra Benessere, Salute e Società

Ultimi articoli

Panoramica privacy

In questa pagina si descrivono le modalità di gestione del sito internet www.casentino2000.it in riferimento al trattamento dei dati personali degli utenti che lo consultano.

Si tratta di un’informativa per il trattamento dei dati personali che è resa anche ai sensi dell’art. 13 Decreto legislativo 196/03 (di seguito Codice privacy) ed in ottemperanza con il Regolamento Ue 2016/679, noto come GDPR (General Data Protection Regulation).

L’informativa non è valida per altri siti web eventualmente consultabili attraverso i nostri links, di cui Fruska s.r.l. non è in alcun modo responsabile.

Il Titolare del trattamento
Il Titolare del trattamento dei dati personali, relativi a persone identificate o identificabili trattati a seguito della consultazione del nostro sito, è

Fruska s.r.l.

nella persona di Roberto Frulloni
presso la sede legale di via Rignano 11,
Bibbiena, 52011 (Arezzo).
P.IVA 02020850513
Indirizzo email: fruska@fruska.it

Luogo e finalità di trattamento dei dati

I trattamenti connessi ai servizi del Sito Web sito hanno luogo presso la predetta sede della società Fruska s.r.l. e sono curati solo da personale incaricato del trattamento, oppure da eventuali incaricati di occasionali operazioni di manutenzione.
Nessun dato derivante dal servizio web viene comunicato o diffuso a terzi.
I dati personali forniti dagli utenti visitatori che inoltrano richieste di invio di materiale informativo (richieste di informazioni, risposte a quesiti, ecc.) o altre comunicazioni (ordini) sono utilizzati al solo fine di eseguire il servizio o la prestazione richiesta.

Tipi di dati trattati

Dati di navigazione
I sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del Sito Web acquisiscono, nel corso del loro normale esercizio, alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Si tratta di informazioni che non sono raccolte per essere associate a interessati identificati, ma che per loro stessa natura potrebbero, attraverso elaborazioni ed associazioni con dati detenuti da terzi, permettere di identificare i computer che si connettono al sito.
In questa categoria di dati rientrano gli indirizzi IP o i nomi a dominio dei computer utilizzati dagli utenti che si connettono al Sito Web, gli indirizzi in notazione URI (Uniform Resource Identifier) delle risorse richieste, l’orario della richiesta, il metodo utilizzato nel sottoporre la richiesta al server, la dimensione del file ottenuto in risposta, il codice numerico indicante lo stato della risposta data dal server (buon fine, errore, ecc.) ed altri parametri relativi al sistema operativo e all’ambiente informatico dell’utente.
Questi dati potrebbero essere utilizzati al solo fine di ricavare informazioni statistiche anonime sull’uso del Sito Web e per controllarne il corretto funzionamento. I dati potrebbero essere utilizzati per l’accertamento di responsabilità in caso di ipotetici reati informatici ai danni del sito.

Dati forniti volontariamente dagli utenti visitatori
L’invio facoltativo, esplicito e volontario di dati personali per accedere a determinati servizi, ovvero per effettuare richieste di informazioni agli indirizzi indicati sul Sito Web comporta la successiva acquisizione dei dati personali inseriti nella richiesta del mittente, necessari per rispondere alle stesse.
Specifiche informative di sintesi verranno progressivamente riportate o visualizzate nelle pagine del sito predisposte per particolari servizi a richiesta.