di Melissa Frulloni – C’è una domanda che da un po’ di tempo risuona nella testa di tanti bibbienesi e di molti casentinesi: “Che fine ha fatto l’area camper che doveva sorgere a Bibbiena?” Una domanda lecita e interessante che anche noi ci siamo posti spesso in questo periodo, nonostante il caldo, le sagre e agosto. Settembre (e il clima più mite) ci ha finalmente permesso di trasformarla in qualcosa di più ed arrivare a scrivere questo pezzo.
Però, facciamo prima un velocissimo recap per tutti, bibbienesi e non. L’area camper nasce come un progetto pensato per intercettare il turismo itinerante in Casentino, sfruttando una posizione particolarmente vicina al centro storico del paese. L’intervento, frutto di una collaborazione tra pubblico e privato, riguarda un’area di proprietà comunale, situata nei terreni sottostanti viale Michelangelo, concessa in gestione ad un privato in seguito ad una manifestazione di interesse promossa dal Comune di Bibbiena.
Il progetto, presentato pubblicamente all’inizio del 2023 con il nome di “Casentino Village – area sosta attrezzata”, prevedeva un investimento privato di circa 250mila euro e la realizzazione di 32 piazzole per camper, accompagnate da una serie di servizi: colonnine elettriche, strutture per il carico e lo scarico delle acque, bagni e docce, area barbecue, picnic e ristoro. L’obiettivo era quello di creare non soltanto un luogo di sosta, ma un punto di accoglienza per i turisti, capace di far conoscere e visitare Bibbiena, il suo centro storico e più in generale tutto il territorio casentinese. Quel progetto, però, ad oggi è fermo. Nel tempo, il percorso relativo alla realizzazione e alla gestione dell’area camper ha incontrato alcune difficoltà e i rapporti tra l’Amministrazione comunale e il soggetto privato concessionario si sono fatti più complessi. Non è però su questi aspetti, al momento, che intendiamo soffermarci, né sulle ragioni che hanno determinato l’attuale situazione dell’area.
C’è infatti un’altra questione sulla quale esistono atti e documenti dell’Amministrazione e che riguarda direttamente anche alcuni cittadini che abitano nella zona sottostante: lo stato del terreno e la stabilità del versante sul quale si trova l’area camper. In particolare, alcuni residenti che vivono nella zona che scende verso via Dante e via del Crocifisso, hanno segnalato dei dissesti nei propri immobili. Non si tratta di una circostanza ricostruita soltanto attraverso testimonianze: è lo stesso Comune di Bibbiena a darne conto nei propri atti amministrativi. Nella determina n. 931 del 2 luglio 2025 si legge infatti che erano “giunte a protocollo dell’Ente delle segnalazioni dei proprietari di alcune abitazioni”. Nello stesso documento il Comune spiegava di voler valutare lo stato di attività della porzione di versante di proprietà comunale, quella sulla quale si trova l’area camper, posta a monte delle abitazioni interessate.
Le preoccupazioni, peraltro, erano precedenti e risalgono a marzo del 2024, quando alcuni cittadini della zona avevano informato il Sindaco della comparsa nel tempo di segni sugli immobili, che potessero essere riconducibili a movimenti del versante. È importante precisarlo: le segnalazioni dei residenti non costituiscono, da sole, la prova dell’esistenza di una frana o di un nesso tra i fenomeni osservati nelle abitazioni e il terreno soprastante.
Proprio per accertare la situazione sarebbero servite le successive indagini tecniche. Il 27 giugno 2025 l’Ufficio Tecnico del Comune scrive infatti alla società concessionaria dell’area camper, chiedendo di accedervi per eseguire un’indagine geologica e installare strumentazione di monitoraggio. L’Amministrazione aveva quindi previsto una serie di verifiche sul terreno, con l’installazione di uno strumento che avrebbe permesso di monitorare nel tempo il versante e accertare la presenza di eventuali movimenti. L’obiettivo era quello di avere un quadro più chiaro della situazione e verificare le condizioni di stabilità dell’area, anche alla luce delle segnalazioni arrivate dalle abitazioni sottostanti.
Il 2 luglio 2025, con la determina n. 931, il Comune avvia la procedura per affidare le verifiche tecniche. Negli atti si parla espressamente della necessità di procedere “urgentemente” per approfondire il quadro conoscitivo del terreno. Pochi giorni dopo, l’11 luglio, con la determina n. 996, l’incarico viene definitivamente aggiudicato alla Geotecnica Lavori srl, per un importo pari a 6.032,90 euro.
Anche le prestazioni richieste erano definite nel dettaglio: carotaggio continuo fino a 20 metri di profondità, prelievo di campioni, prove in foro, analisi di laboratorio e installazione di un tubo inclinometrico con una prima misura di riferimento. E gli atti prevedevano anche dei tempi: secondo le condizioni contrattuali, l’impresa avrebbe dovuto dare corso all’indagine e concludere le prestazioni entro 30 giorni dalla sua sottoscrizione. Il pagamento, inoltre, sarebbe divenuto liquidabile dopo l’effettuazione delle indagini e la trasmissione dei relativi esiti.
Da allora è trascorso più di un anno ed è proprio qui che si apre la domanda alla quale oggi sarebbe importante dare una risposta. Per quanto ci risulta infatti, il sondaggio e il sistema di monitoraggio previsti dagli atti del luglio 2025 non sarebbero stati realizzati. Se così fosse, resta da capire per quale motivo un’attività che negli stessi documenti comunali veniva ritenuta necessaria per approfondire il quadro conoscitivo del versante e per la quale era stato disposto un affidamento con relativo impegno di spesa, non sia stata portata a termine.
Non si tratta di stabilire oggi se esista o meno un movimento franoso: sarebbe scorretto farlo senza gli accertamenti tecnici necessari. Il punto è esattamente l’opposto; quelle indagini servivano proprio a dare una risposta a questa domanda. È proprio su ciò che è accaduto dopo che restano, a questo punto, alcune domande alle quali il Comune di Bibbiena dovrebbe dare risposta: le verifiche previste sul terreno sono mai state effettuate? È mai stato installato lo strumento che avrebbe dovuto monitorare nel tempo eventuali movimenti del versante? E, soprattutto, esistono oggi dei risultati che permettano di sapere qualcosa in più sulle condizioni di quell’area? Cosa è successo dopo che il Comune aveva già affidato l’incarico e stanziato le risorse necessarie? E, alla luce delle segnalazioni arrivate dalle abitazioni sottostanti, l’Amministrazione intende ancora effettuare quelle verifiche oppure ha deciso di non procedere?

A distanza di oltre un anno dall’affidamento, e a più di due anni dalle prime segnalazioni dei residenti, conoscere lo stato di quelle verifiche non è un dettaglio. Tanto più perché non si trattava di una semplice ipotesi rimasta sulla carta; il Comune stesso aveva ritenuto necessario approfondire la situazione, volendo giustamente rispondere con dati, indagini e monitoraggi. Ma quei dati ancora non ci sono e i cittadini, insieme alle loro domande, sono rimasti ad aspettare.
Il monitoraggio doveva durare un anno, ma a distanza di oltre 12 mesi, invece, non risulta neppure iniziato. Chiedersi perché tutto questo non sia stato fatto non è soltanto legittimo, ma necessario. Lo è quando gli atti pubblici raccontano un percorso che, a un certo punto, sembra essersi interrotto. Lo è ancora di più per i cittadini che vivono nelle abitazioni sottostanti e che quelle verifiche le attendevano dopo aver segnalato problemi alle proprie case. Ma lo è, più in generale, per tutta la comunità.
Sullo sfondo resta anche la domanda da cui siamo partiti: “Che fine ha fatto l’area camper di Bibbiena?” Un progetto nato con grandi aspettative e presentato dall’Amministrazione come un’importante opportunità per lo sviluppo turistico del territorio, ma il cui futuro, ad oggi, resta incerto. Continueremo a seguire la vicenda, tornando ad approfondirne anche gli altri aspetti.


