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mercoledì, 21 Ottobre 2026

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Il Tibet di casa nostra…

di Mauro Meschini – Se cerchiamo in rete informazioni sul nuovo “ponte tibetano” inaugurato nel Comune di Chiusi della Verna, in località Corsalone, troviamo articoli, video e una valanga di commenti di ogni tipo. Chi è entusiasta, chi si domanda a cosa sia effettivamente utile, chi ci scherza sopra, chi ancora si chiede se non era il caso di pensare ad altro, chi, già adesso, si domanda perché non sia adeguatamente segnalato sulle strade e aree circostanti… insomma questa nuova opera, inaugurata come è consuetudine in pompa magna e alla presenza delle più alte autorità regionali e locali, sembra non sia passata inosservata.

Su Google l’Overview dell’AI ci dà poi questa sintetica scheda che aiuta a capire in un attimo di cosa si tratta:

«Il “Ponte della Pace” è un ponte tibetano ciclopedonale inaugurato il 29 agosto 2026 a Corsalone, nel Comune di Chiusi della Verna.

L’opera presenta queste caratteristiche principali:

Struttura: Un ponte tibetano lungo 50 metri e largo 1,30 metri.

Posizione: Sospeso sul torrente Corsalone, collega la località di Corsalone con la frazione de La Lappola.

Collegamenti: Crea un nuovo percorso ciclopedonale che unisce il basso Casentino alla Via di Francesco e al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, facilitando l’accesso al Santuario della Verna.

Valore simbolico: Realizzato con il contributo della Regione Toscana nell’ambito delle celebrazioni degli ottocentenari francescani, l’opera trasforma una barriera naturale in un simbolo di incontro e condivisione.

Spesa: Il “Ponte della Pace” a Chiusi della Verna ha comportato un impegno economico complessivo di oltre 500.000 euro, di cui un contributo determinante di 500.000 euro è stato stanziato dalla Regione Toscana, a cui si sono aggiunte ulteriori risorse del Comune».

Così, in poche righe, ecco che si può avere la possibilità di trovare qualche risposta a quesiti, domande, interrogativi, perplessità, curiosità che la realizzazione di questo ponte può avere suscitato.

Detto questo si potrebbe chiuderla qui, ma, a nostre spese, abbiamo scoperto che se inizi a trafficare con “l’Intelligenza Artificiale” rischi di prenderci gusto e così anche noi abbiamo continuato a giocarci prendendo spunto da qualche commento o comunicato di presentazione del ponte e abbiamo provato a scovare qualche ulteriore curiosità o altro…

Per esempio, a noi è sembrato quasi naturale pensare, al di là della suggestione simbolica e del nome evocativo che è stato scelto, quanto “il gioco valga la candela“, per chiarire, ci siamo chiesti quanto sia stato veramente utile mettere in piedi questa struttura per superare un torrente che, solo qualche chilometro più a monte, si può attraversare tranquillamente, soprattutto in estate quando maggiore è la presenza di pellegrini e turisti. Si perché una delle motivazioni a sostegno del progetto è la possibilità che con il nuovo passaggio, una copia in ferro di un ponte tibetano, sia possibile facilitare il collegamento lungo la via di San Francesco.

E allora la domanda è venuta spontanea: ma davvero tutti i pellegrini che seguono la Via di Francesco passano dal Corsalone? Chiediamolo alla AI!

«La Via di Francesco è un itinerario di pellegrinaggio che unisce i luoghi legati alla vita del Santo, articolandosi principalmente tra un percorso da Nord (La Verna) e uno da Sud (Roma) verso Assisi».

Quindi se abbiamo capito bene si parte da La Verna ed è lì che dovremmo quindi arrivare…

In merito a questo, sempre secondo l’Overview dell’AI, a nord della Verna, da cui poi si arriva ad Assisi: «il Cammino di Francesco presenta due percorsi principali di avvicinamento (le direttrici toscane da Firenze) e un cammino proveniente dalla Romagna.In particolare l‘Itinerario Nord da Firenze (Passo della Consuma): passa da Pontassieve, Stia, Camaldoli e Badia Prataglia prima di arrivare a La Verna. L’Itinerario Sud da Firenze: tocca Rignano sull’Arno, Vallombrosa, Montemignaio e Poppi. Il Cammino da Rimini a La Verna: sale dalla Romagna».

Se le cose stanno così potremmo intanto dire che tra le tre possibili “Vie”, una forse, quella che passa da Poppi potrebbe poi avere il Corsalone come tappa successiva e possibile, per poi iniziare la scalata verso il monte caro a San Francesco.

A questo punto sarebbe curioso sapere: quanti, pellegrini, ciclisti, camminatori, potenzialmente potrebbero davvero seguire questo itinerario?

Detto, fatto:

«La maggior parte dei pellegrini che arrivano da nord per raggiungere il Santuario della Verna a piedi percorre l’itinerario nord da Firenze (passando per il Passo della Consuma) che risulta nettamente più frequentata rispetto al cammino proveniente da Rimini (Valmarecchia) o alle varianti da sud (come quella per Vallombrosa)».

Continuiamo a giocare con la AI, che ci abbiamo preso gusto (purtroppo!) e proviamo a curiosare su un altro aspetto che riguarda proprio il ponte per come è fatto. Avevamo sentito parlare dell’ipotesi di costruire un “ponte tibetano” a Chiusi della Verna e nella nostra ingenuità, e forse correndo troppo con la fantasia, ci eravamo immaginati un ponte di corde e legno che collegava il santuario con qualche altro rilievo. Poi ci siamo trovati qualcosa di oggettivamente diverso, un passaggio su un torrente in pianura che, tra l’altro, ci ha fatto venire in mente un nostro articolo pubblicato in primavera in cui abbiamo presentato i ponti realizzati lungo la “ciclopista dell’Arno”. E allora la domanda è venuta spontanea: ma non era più semplice realizzare qualcosa di simile? Magari una soluzione diversa sarebbe stata anche più economica?

Così siamo tornati a chiedere lumi alla nostra entità virtuale a cui, questa volta, abbiamo affidato un ruolo da protagonista, provando a chiedere se, una struttura diversa, ma più o meno con le stesse dimensioni, sarebbe stata realizzabile e con quale investimento.

«Per un ponte ciclopedonale in legno lamellare e acciaio di 50 metri di lunghezza e 1,30 metri di larghezza (per una superficie complessiva dell’impalcato di 65 mq), la spesa stimata per la sola struttura e posa in opera varia indicativamente tra 160.000 € e 360.000 € + IVA.

Tuttavia, nel contesto delle opere pubbliche o di infrastrutture civili stabili (come quelle del Casentino), il costo della struttura è solo una parte del budget complessivo. Per calcolare l’investimento reale, è necessario considerare le diverse voci di spesa che compongono il quadro economico».

Nella tabella che trovate in questa pagina avete la possibilità di avere un dettaglio più specifico che ci può aiutare ad avere un’idea. Comunque non approfondiamo oltre perché le nostre competenze tecniche non ci permettono di scendere nei particolari di un progetto specifico. Ci siamo comunque fatti un’idea e riprendendo le foto delle passerelle della ciclopista di cui abbiamo parlato sopra potremmo anche immaginarci come sarebbe potuto essere questo ponte progettato seguendo quelle caratteristiche, che avrebbero tra l’altro permesso anche di garantire una larghezza maggiore visto che in genere per i percorsi ciclabili sono previsti almeno 2,50 metri, per garantire la percorrenza a doppio senso.

Concludiamo qui il nostro gioco. Abbiamo sperimentato l’AI, questo nuovo strumento di cui molto si parla in questo periodo, non ne siamo particolarmente entusiasti, diciamo che ci ha prodotto le stesse “emozioni” dell’inaugurazione del ponte tibetano.

 

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