di Melissa Frulloni – Charles Bukowski chiude la sua poesia “Il tordo sbeffeggiatore” con quattro parole: “l’estate era finita”. Quattro parole che arrivano alla fine di un testo poetico indimenticabile in cui l’estate è un rumore in sottofondo e un tordo sbeffeggia un gatto che paziente aspetta che la realtà prima o poi gli presenti il conto. E il conto arriva quando il gatto passa con in bocca il tordo ancora vivo che lo supplica di risparmiarlo. Le parti si invertono, il rumore in sottofondo si ferma, cambia la stagione e l’estate che, semplicemente, finisce sembra rimettere al proprio posto ogni cosa.
Settembre non segna davvero la fine dell’estate, ma metaforicamente dà a tutti una lezione piuttosto dura da digerire: la festa è finita e si torna alla vita reale. Abbiamo cercato di rappresentare tutto questo con un muro che ancora ci mostra manifesti e locandine delle sagre, delle feste, dei concerti, degli eventi che per mesi hanno riempito paesi, piazze e serate casentinesi. Alcuni sono già coperti, altri scoloriti, altri ancora strappati a metà… Sono quello che rimane di un Casentino estivo pieno, rumoroso, attraversato da chi torna, da chi arriva, da chi si ferma qualche giorno.
Ma settembre inevitabilmente porta via i turisti, le piazze tornano più silenziose, le seconde case si richiudono, si rientra al lavoro, ricomincia la scuola, ripartono gli allenamenti, le sveglie tornano a suonare presto e le giornate riprendono una forma molto più piena e complessa di quella vissuta in estate. Ok, è vero, il tempo della leggerezza è finito, la festa anche, ma il Casentino no! Nonostante tornino sull’agenda tutti i problemi che avevamo messo in stand by da giugno in avanti, il Casentino c’è e può ad alta voce dire “presente” all’appello di settembre.
Certo nei mesi a venire ci dimenticheremo le cartoline e i balli in piazza, ma per chi ci vive tutto l’anno (scegliendo consapevolmente questa terra), la nostra vallata è comunque capace di regalare bellezza e sfide quotidiane. Ed è forse proprio quando si abbassa il volume dell’estate che vale la pena prestare più attenzione a quello che rimane. Perché settembre non è soltanto il mese in cui si torna a fare sul serio; è anche quello in cui ricominciano progetti, stagioni sportive, attività culturali, iniziative e appuntamenti.
È il momento in cui i nostri paesi tornano ad avere il volto meno appariscente, ma forse più quotidiano e vissuto, di chi li abita davvero e di cose da raccontare, anche quando le sagre finiscono e i palchi vengono smontati, ce ne sono parecchie.
Lo dimostrano anche le pagine di questo numero in edicola, dove torniamo a muoverci da un paese all’altro e tra argomenti molto diversi, raccontando un territorio anche (e forse soprattutto) nella sua normalità. Sì perché a settembre continueremo a incontrarci, discutere, lavorare, suonare, fare sport, inventare cose, lamentarci (siamo pur sempre casentinesi!) e provare, ognuno a modo proprio, a rendere questo posto migliore.
Come per Bukowski anche la nostra estate casentinese sta finendo, lasciando che gli equilibri tornino al loro posto, riabituandoci alle giornate piene, agli orari, alla normalità. Poi arriverà un momento in cui quella normalità comincerà di nuovo a starci stretta; guarderemo il calendario, aspetteremo le giornate lunghe, le feste e quella piacevole sensazione che gli orari possano aspettare…
E non vedremo l’ora che torni l’estate a scombinare tutto un’altra volta.


