Scartabellando nel mio archivio, ho trovato un vecchio comunicato dell’agosto del 2010 (http://www.informarezzo.com/permalink/3824.html?printhttp://prcmontevarchi.altervista.org/blog/il-cementificio-di-rassina/?doing_wp_cron=1486662222.8767879009246826171875 ) con il quale ponevo una serie di domande sulle modalità di funzionamento e soprattutto di controllo dell’impianto d’incenerimento (coincenerimento-cementificio) COLACEM di Castel Focognano (Arezzo). Nel constatare che – naturalmente, come sempre – nessuna delle “entità” giuridiche interpellate a suo tempo si è presa la briga di fornirmi una benchè minima risposta ed essendo passati 7 (sette) anni, ho perso ormai ogni speranza di essere esaudito…

Sono però ottimista di natura, quindi voglio provare ora a fare un’altra domanda, questa volta molto facile e direttamente alla direzione dello stabilimento, che presumo non avrà problema alcuno a rispondere. Il cementificio, che ha la primaria funzione di produrre clinker, per fare ciò gestisce e tratta – con ovvia autorizzazione formale – anche un’enorme quantità e tipologie di rifiuti, per una movimentazione di circa 210.000 t/annue: tra queste, ci sono circa 35.000 t/a di C.D.R. (Combustibile Derivato da Rifiuti – che viene usato in co-incenerimento con il coke – appunto per la produzione del clinker) 25.000 t/a di scaglie di laminazione e stampaggio, 40.000 t/a di gessi chimici da desolforazione, 30.000 t/a di ceneri da combustione di carbone e lignite, 5.000 t/a di ceneri pesanti da incenerimento di rifiuti solidi urbani e assimilati e C.D.R., ecc. ecc…

La domanda è: dove – in quale comune/località – vengono smaltite le migliaia di tonnellate di rifiuti all’anno che naturalmente residuano dal trattamento delle 210.000 t/annue di cui sopra? In quale ambiente sono scaricate? Questo luogo/sito – che deve esistere per forza – è monitorato e controllato anche con carotaggi? Vediamo che succede…

Fausto Tenti, Segretario Federazione provinciale PRC di Arezzo