Seguire la politica e la logica che la dovrebbe guidare è impresa quasi impossibile, troppe le varianti che entrano in gioco, imprevedibili i cambi di passo, assolutamente sorprendenti le capacità di adeguamento ai nuovi contesti e alle situazioni…

Da navigati osservatori non ci preoccupiamo troppo quando vediamo strappi, ricuciture o accenni di fughe in avanti, fa tutto parte del gioco… ma certo da un po’ di settimane ci pare di vedere qualcosa di potenzialmente interessante dalle parti del Consiglio regionale della Toscana dove, a passo lento ma continuo, sembrano germogliare frutti di dissenso… Ecco solo alcuni assaggi:

Stamattina il Consiglio regionale ha approvato una mozione con cui chiediamo alla Giunta regionale un piano di investimenti per gli ospedali minori situati nelle aree periferiche, […] Crediamo che gli ospedali periferici debbano essere salvaguardati e possibilmente potenziati perché negli anni si sono mostrati fondamentali per l’attuazione delle politiche socio sanitarie sul territorio […]l’esperienza di questi mesi ha mostrato chiaramente come la presenza di presidi ospedalieri diffusi ed efficienti permetta di impegnare i poli ospedalieri principali nella lotta all’emergenza“. (14 dicembre 2020)

In questi anni la creazione di ambiti ottimali particolarmente estesi ha fatto emergere alcune criticità nella gestione delle attività territoriali sanitarie e sociali integrate… […] la zona-distretto sia configurata in modo tale da promuovere a pieno la valorizzazione e la tutela delle identità territoriali, per una migliore attenzione e vicinanza al cittadino, tenendo conto dei bisogni di salute della popolazione“. (30 dicembre 2020)

Rivedere le zone-distretto sanitarie per rafforzare la sanità territoriale con particolare attenzione alle zone disagiate, rurali, montane o di confine.

Poco fa il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità la mozione che ho presentato come primo firmatario“. (12 gennaio 2021)

Si tratta di un fuoco di fila micidiale, che va a colpire senza indugio le basi delle politiche socio sanitarie perseguite in Toscana ormai da troppo tempo!

Sembra quasi impossibile che sia presente in Consiglio una voce di opposizione che riesca a farsi sentire con tanta chiarezza e insistenza… e infatti non c’è. Tutto questo è autoprodotto in casa a cura di Vincenzo Ceccarelli, Capogruppo del PD in regione…

Lo sappiamo, non ci credete, ma basta una semplice ricerca e trovate tutto online, come si usa fare oggi.

Ora il tutto potrebbe essere archiviato come una trovata politica utile solo a ritagliarsi qualche titolo sui giornali, in fondo con l’epidemia dilagante le inaugurazioni hanno avuto una pesante contrazione e le occasioni per apparire in pubblico sono diminuite.

Ma, a pensarci bene, forse c’è di più… e non solo la voglia di rivalsa per essere stato scaricato da Giani, che potrebbe alla fine risultare quasi una nota di merito,… forse si cominciano a evidenziare crepe tra un mondo politico casentinese dove ognuno tira l’acqua al suo mulino e non si interessa di quello che fa il vicino e il riferimento di sempre in regione, che sente crescere la distanza da politici del territorio che, anche per tradizione e provenienza politica, sono lontani anni luce dall’uomo di Castel San Niccolò.

Abbiamo provato a pensarci, ma non ci sembra che ci siano, tra gli attuali primi cittadini e nel ristretto mondo che li circonda, esperienze passate nelle file di quello che una volta era il PCI (e comunque se c’è non lo fa vedere)… probabilmente ci sono un po’ di craxiani; tanti moderati e democristiani; qualche filo renziano, più o meno pentito; e poi i senza partito, come va di moda ora, cosa che rischia di divenire il presupposto per essere anche senza idee…

Ma Ceccarelli una storia la può raccontare, una Storia con la “S” maiuscola.

Allora, proprio mentre si ricordano i 100 anni dalla fondazione del PCI, chissà che proprio lo spirito di allora sia tornato a risvegliare le passioni e le idee…

Non mettiamo limiti alla provvidenza e se, ormai più di un secolo fa Marx diceva: “Uno spettro si aggira per l’Europa“, oggi noi possiamo azzardare e affermare che “Il germe della rivoluzione potrebbe aggirarsi per Castel San Niccolò“.

Fosse vero, ricordando un comune passato, potremmo anche prendere in considerazione l’idea di tornare a impugnare la falce e il martello (che noi abbiamo sempre a portata di mano!!!) per unirci nella rinnovata battaglia!

Hasta la victoria, Capogruppo!

Il Badalischio (satira politica e controinfomazione)