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venerdì, 7 Ottobre 2022

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Elogio del tombino

Ora che i bollettini quotidiani della pandemia sono quasi diventati fuori moda (speriamo…), i nostri intrepidi amministratori non sanno più cosa esternare sui social. Come fare quindi?

La soluzione gli arriva facile dallo sport preferito dalla classe politica nostrale (e non): far passare per grandi conquiste e mirabolanti opere, anche il più piccolo intervento di manutenzione ordinaria.

Ed ecco, come per magia, che il tombino riparato con una cardarella di calcina, diventa un’immagine immemore per i posteri e soprattutto gli elettori. Dieci metri di marciapiede ripreso con due ballini di catrame, fulgido esempio di buona amministrazione e di dedizione alla causa. Per non parlare del top; il cambio della lampadina al lampione sotto casa, meglio se in una frazione isolata.

E’ lo storytelling già collaudato della ciclopista; spacciare per grande opera e promessa di futuro radioso, una ciliegina sulla torta – torta che non c’è – che dovrebbe venire dopo altre cento opere e lavori pubblici ben più importanti e urgenti.

Il tombino elevato a filosofia, il nulla spacciato per tutto, la mancanza di progetti e prospettiva, per rispetto consapevole dei lontani impegni elettorali.

E magari se tutte le buche fossero richiuse e tutti i tombini riparati!
Comunque ci sarà sempre un’altra faziosa e traditrice lampadina spenta…

Il Badalischio d’Argento, rubrica di satira politica e controinformazione

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