di Mauro Meschini – Solo il mese scorso ci siamo trovati a scrivere della situazione del territorio casentinese e delle pesanti ripercussioni che sono ormai anche qui evidenti in conseguenza dei cambiamenti climatici. L’autunno appena trascorso ha visto tanta pioggia cadere anche in Casentino e, allo stesso tempo, le temperature sono rimaste a valori più alti di quelle che si registravano fino a qualche decennio fa. Sono molti anni ormai che non abbiamo più un “Bianco Natale” e anche sulla cima del Falterona la neve si fa attendere.
In questa situazione il territorio comincia a dare segni di stanchezza e mette in evidenza la sua fragilità. Alla fine del mese di novembre si è per esempio verificato un cedimento nel tratto di strada provinciale che da Stia porta a Scarpaccia e si immette nella SR70, poco dopo il bivio per Romena. Anche questa è stata una conseguenza delle forti piogge che in quel periodo hanno interessato la vallata. Si tratta di eventi sempre più frequenti e intensi e il territorio, forse non più adeguatamente tutelato, non è in grado di sopportarli.
Ma la presenza di situazioni critiche e pericoli di frana non è una novità per il territorio casentinese, vogliamo qui riparlare di un evento franoso che si sta verificando a Tartiglia, sempre nel Comune di Pratovecchio Stia.
Si tratta di una situazione in atto ormai da tempo, circa 5 o 6 anni, che ha avuto negli anni ’60, sempre nello stesso tratto, un precedente importante, tanto che negli anni successivi vennero fatti interventi di consolidamento per prevenire ulteriori problemi. Forse si tratta di un fatto non molto noto perché riguarda una zona periferica del Comune, ma per chi abita in zona e deve, tra l’altro, percorrere la strada comunale su cui insiste la frana, è invece un evento ben conosciuto e con cui si è costretti a vivere da tempo.
Sempre su questa strada negli ultimi anni è transitato più volte anche il pulmino del trasporto scolastico, con tutti i rischi che questo poteva comportare.
Comunque sia per questa situazione così problematica nel giugno del 2016 è sembrato finalmente ci fossero tutti i presupposti per arrivare ad una soluzione. Infatti in quel periodo è uscita la notizia del finanziamento di circa 376.000 Euro ottenuto per intervenire non solo sulla frana di Tartiglia, ma anche su quella del Catero-Ama, altra località dello stesso Comune di Pratovecchio Stia.
Il finanziamento era stato ottenuto attraverso un bando, finanziato con i fondi del PSR Toscana (Programma Sviluppo Rurale), a cui Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, scelto come partner dal Comune, aveva partecipato presentando una domanda corredata anche con il progetto preliminare dell’intervento che si sarebbe andati a realizzare.
L’ottenimento del finanziamento era stato salutato con soddisfazione d’allora presidente del Consorzio Paolo Tamburini: «Il Consorzio diventa sempre più un partner indispensabile per l’ottenimento di finanziamenti e come operatore per la difesa idrogeologica e la sicurezza del territorio».
Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda il commento di Serena Stefani, nel 2016 vicesindaco di Pratovecchio-Stia e oggi subentrata proprio al vertice del Consorzio stesso: «Anche ai piccoli Comuni come il nostro è possibile accedere a fondi europei per questo genere di interventi per la difesa del territorio e questo grazie anche alla lungimirante collaborazione della nostra amministrazione con un soggetto come il Consorzio, specializzato in questo genere di interventi».
Tutto questo entusiasmo e la forte volontà di sottolineare il risultato ottenuto dagli Enti coinvolti aveva fatto sperare in interventi se non imminenti comunque in tempi sostanzialmente rapidi. Ma, purtroppo quello che è accaduto dopo non ha portato le soluzioni sperate. Nessun intervento è stato realizzato, la frana è rimasta, per fortuna, al suo posto, anche se incombe ancora minacciosa sulla strada sottostante. Anzi, appare sempre più vicina ai margini della stessa tanto da far ipotizzare che potrebbe, in un tempo non troppo lontano, interessare seriamente proprio la parte transitabile.
Non sappiamo cosa possa aver causato uno stop ad un percorso che sembrava ormai in discesa. Considerata l’attenzione che crediamo saremo spinti a dedicare sempre più alla situazione del nostro territorio, anche su questo specifico evento cercheremo di avere ulteriori informazioni. Quello che speriamo è che l’attuale presidente del Consorzio, Serena Stefani, voglia perseguire quanto affermato quando era vicesindaco: «L’aver ottenuto un finanziamento per queste due importanti opere dimostra come la collaborazione tra enti sia sempre più fondamentale. In questo caso con il Consorzio di Bonifica che oltre ad averci facilitato l’accesso al finanziamento, lavorerà come presidio sul territorio con competenze specifiche importanti…»

(tratto da CASENTINO2000 | n. 314 | Gennaio 2020)