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martedì, 5 Luglio 2022

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La parola dei giovani

di Denise Pantuso – Sono ormai anni che nell’ascolto degli adolescenti e dei giovani adulti non si sentono più parole e sofferenze legate a temi esistenziali su se stessi, conflitti con i genitori più o meno aspri, litigate con gli amici più o meno di vecchia data. Ciò che si ascolta sembra avvicinarsi a ciò che Umberto Galimberti chiama ormai da diversi anni “la crisi culturale”.

L’autore già nel suo testo del 2007, L’ospite inquietante. Il nichilismo nei giovani, mostrava una società giovanile particolarmente depressa, con una diffusa mancanza di prospettive, di legami affettivi e relazionali. I giovani che vengono ascoltati portano discorsi sul niente all’orizzonte, niente motiva o sollecita, niente attrae o affascina e se ci sono rischi e pericoli da correre non sono quelli per la ribellione, ma quelli che hanno come effetto quello di placare l’angoscia di fronte ad un deserto di senso. Sempre più spesso capita che canzoni e poesie attraverso le quali i giovani parlano di sè hanno come tema la morte, la Certa, come la chiama Caparezza che pare essere insieme agli autori di musica Trap uno degli artisti più seguiti come traduttore del disagio giovanile e della vita stessa. Nietche definiva il nichilismo ciò che rende possibile la perdita di valori, laddove per valori non si intendono le idee che ciascuno ha del mondo ma il valore è tale quando è riconosciuto da una comunità come l’elemento che riduce i conflitti e garantisce una convivenza ordinata. Questa per Galimberti è la società nichilista per eccellenza poiché alla caduta dei valori di uguaglianza, libertà, lavoro, solo per dirne alcuni, non se ne sono sostituiti altri. Manca il fine, manca una promessa, mancano i “Perché?”.

Insieme a questa posizione culturale nichilista passiva se ne intravede una attiva. Infatti ci sono giovani che non misconoscono l’universo senza senso del futuro e si danno da fare per nuove prospettive. Sono i creatori di nuovi sguardi che spesso vengono visti dagli adulti come utopie e ingenuità. Di questi nuovi sguardi non c’è la pretesa che divengano dei valori per tutti. In questi nuovi sguardi ci sono quei giovani che non chiedono ai propri genitori o insegnanti di dargli delle dritte perché degli adulti hanno un’immagine disfattista e pessimista. Già il nichilismo lo usano ad ogni angolo pertanto non si perdono nel chiedere agli adulti una loro opinione altrettanto nichilista. I nichilisti attivi sono coloro che sovvertono le posizioni standard, sono coloro che si chiedono “Cosa pensano di noi europei gli africani?”. Sono coloro che non si spiegano le guerre e le conquiste con elementi di geopolitica, ma chiedendosi come mai l’uomo ne sia così indifferente quando non accadono nei posti limitrofi.

Alle ragioni della guerra preferiscono le domande sulle vittime della stessa. Sono quei giovani che di fronte al terrorismo si chiedono come mai in un mondo globalizzato esistono giovani coetanei che vedono nell’Europa un nemico. I giovani nichilisti attivi sono coloro che si sottraggono agli algoritmi della vita online e si ritrovano in piccoli numeri nella realtà. Sono coloro che non cedono alla violenza della velocità e coltivano la lentezza della consapevolezza sulla vita, sono coloro che si interrogano sulle forme della sessualità e l’amore senza chiamarle perversioni o malattie. Umberto Galimberti ci dice che i nichilisti attivi sono coloro che “si sottraggono alla dipendenza del monologo collettivo“ di Facebook e di tutti i social network.

Questo assorbimento nei social viene chiamato monologo collettivo poiché ciò che si mostra è ciò che vogliamo che l’altro pensi di noi e la mancanza del corpo li rende consapevoli che la vita reale, e la crescita che ne può conseguire, non e una vetrina di “Mi piace” ma anche di sgradevolezza e mistero. È grazie ai nativi digitali che si è avviata una posizione dubitativa del digitale. Hanno maturato la consapevolezza che il digitale “impedisce al cervello di pensare e agli uomini di incontrarsi”.

Dott.ssa Denise Pantuso
Psicologa e psicoterapeuta individuo, coppia e famiglia
www.denisepantuso.it – tel. 393.4079178

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